Acquisizione di una partecipazione in Società in perdita strutturale: la disciplina di riferimento

Acquisizione di una partecipazione in Società in perdita strutturale: la disciplina di riferimento

Nella Delibera n. 48 del 28 aprile 2017 della Corte dei conti Piemonte, un Sindaco chiede un parere in ordine all’acquisizione di una partecipazione in una Società precisando che la stessa ha chiuso il bilancio degli ultimi 5 esercizi in perdita. Nello specifico, viene chiesta la legittimità dell’acquisto della partecipazione nella Società che, a seguito di specifica procedura di gara, si è aggiudicata la gestione degli Impianti sciistici di risalita di cui l’Ente è proprietario, richiamando l’art. 4, comma 7, del Dlgs. n. 175/16.

Secondo la Sezione, l’articolo sopra citato, nell’individuare le partecipazioni ammesse, fornisce una clausola generale (“Le Amministrazioni pubbliche non possono, direttamente o indirettamente, costituire Società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali Società”), prevedendo poi una serie di ipotesi di partecipazioni specificamente ammesse. Tra queste, al comma 7, vi sono proprio le Società aventi ad oggetto la realizzazione e gestione di Impianti di trasporto a fune per la mobilità turistico-sportiva in aree montane. Nonostante tale partecipazioni sia specificamente ammessa, la scelta di acquisire o mantenere una certa partecipazione impone anche una valutazione sulla convenienza economica dell’operazione.

Pertanto, è evidente che l’acquisto di una partecipazione in Società in perdita strutturale difficilmente sarebbe coerente con i canoni normativi di convenienza economica, efficienza, efficacia ed economicità.


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