Armonizzazione: pubblicati alcuni aggiornamenti agli Allegati del Dlgs. n. 118/11

Armonizzazione: pubblicati alcuni aggiornamenti agli Allegati del Dlgs. n. 118/11

 E’ stato pubblicato in G.U. n. 126 del 1° giugno 2017 il Dm. Mef 18 maggio 2017, recante “aggiornamento degli allegati del Dlgs. n. 118/11, in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti Locali e dei loro Organismi”.

L’art. 1 del Decreto modifica l’Allegato n. 4/2, contenente il “Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria”. In particolare, al par. 7.1 viene specificato che gli obblighi di contabilizzare tra le partite di giro i flussi finanziari correlati alla gestione di programmi comunitari decorreranno a partire dal 1° gennaio 2018.

Inoltre, nell’Appendice tecnica, dopo l’esempio n. 8, sono inseriti ulteriori esempi:

  • l’esempio 9/a), inerente alle scritture riguardanti “Prestito Investimenti Fondi Europei” di Cassa DD.PP. concesso dopo l’assegnazione dei contributi Ue da parte della Regione;
  • l’esempio 9/b), riferito alle scritture sul “Prestito Investimenti Fondi Europei” di Cassa DD.PP. concesso prima dell’assegnazione dei contributi Ue da parte della Regione;
  • l’esempio 10), recante indicazioni circa la compilazione del Prospetto di cui all’Allegato n. 8/1 al Decreto in commento, afferente le variazioni di bilancio, da inviarsi al Tesoriere;
  • l’esempio 11), contenente scritture riguardanti i pagamenti non andati a buon fine. In particolare, a seguito della comunicazione, da parte della banca tesoriera/cassiera di pagamenti non andati a buon fine, l’Ente sarà tenuto ad effettuare le seguenti registrazioni: accertare un’entrata di importo pari alla carta contabile tra le partite di giro (voce “9.01.99.01.001 – Entrate a seguito di spese non andate a buon fine”), e conseguentemente impegnare una nuova spesa tra le partite di giro (voce del “Piano dei conti finanziari” “U.7.01.99.01.001 – Spese non andate a buon fine”), di importo pari all’accertamento di entrata predetto; inoltre, dovrà riclassificare l’ordinativo di pagamento non andato a buon fine tra le partite di giro, a valere dell’impegno in parola; occorrerà poi regolarizzare la carta contabile di entrata riguardante il riversamento al conto dell’Ente dell’entrata non andata a buon fine, a valere dell’accertamento effettuato in partita di giro, ed infine emettere un nuovo ordinativo di pagamento, a valere dell’impegno cui era inizialmente riferito l’ordinativo di pagamento non andato a buon fine.

Con l’art. 2 del Dm. Mef in commento è modificato l’Allegato n. 4/3 del Dlgs. n. 118/11, recante il “Principio contabile applicato concernente la contabilità economico patrimoniale”.

Più nel dettaglio, è specificato che gli accantonamenti effettuati in finanziaria a titolo di “Fondo perdite Società partecipate” non risultano automaticamente accantonati nelle scritture della contabilità economico-patrimoniale in quanto l’applicazione del “metodo del patrimonio netto” previsto dai principi 6.1.3 a) e 6.1.3 b) produce sul risultato economico i medesimi effetti del Fondo.

Il Decreto introduce alcune integrazioni in ordine alla contabilizzazione delle azioni societarie. In particolare, nel caso in cui il valore della partecipazione diventi negativo per effetto di perdite, la partecipazione si azzera. Se la partecipante è legalmente o altrimenti impegnata al sostenimento della partecipata, le perdite ulteriori rispetto a quelle che hanno comportato l’azzeramento della partecipazione sono contabilizzate in un “Fondo per rischi ed oneri”.

Gli stessi criteri di iscrizione e valutazione che si applicano per le azioni valgono anche per le partecipazioni non azionarie. Pertanto, anche le partecipazioni in Enti, pubblici e privati, controllati e partecipati, sono valutate in base al “metodo del patrimonio netto”.

L’eventuale utile o perdita d’esercizio della partecipata derivante dall’applicazione del “metodo del patrimonio netto” è imputato nel conto economico, per la quota di pertinenza, secondo il principio di competenza economica, ed ha come contropartita, nello stato patrimoniale, l’incremento o la riduzione della partecipazione non azionaria. Nell’esercizio successivo, a seguito dell’approvazione del rendiconto della gestione, gli eventuali utili derivanti dall’applicazione del “metodo del patrimonio netto” sono iscritti in una specifica riserva del patrimonio netto vincolata all’utilizzo del “metodo del patrimonio”. Nell’ipotesi in cui il valore della partecipazione diventi negativo per effetto di perdite, la partecipazione si azzera.Se la partecipante è legalmente o altrimenti impegnata al sostenimento della partecipata, le perdite ulteriori rispetto a quelle che hanno comportato l’azzeramento della partecipazione sono contabilizzate in un “Fondo per rischi ed oneri”.

Inoltre, in ordine al patrimonio netto, è specificato che le riserve costituiscono la parte del patrimonio netto che, in caso di perdita, è primariamente utilizzabile per la copertura, a garanzia del Fondo di dotazione previa apposita Delibera del Consiglio, salvo le riserve indisponibili, istituite a decorrere dal 2017 , che rappresentano la parte del patrimonio netto posta a garanzia dei beni demaniali e culturali o delle altre voci dell’attivo patrimoniale non destinabili alla copertura di perdite. Il principio indica nel dettaglio quali sono i beni demaniali, patrimoniali e culturali le cui riserve risultano indisponibili. Parimenti indica come ulteriori riserve indisponibili quelle iscritte a seguito di conferimenti al Fondo di dotazione di Enti le cui partecipazioni non hanno valore di liquidazione, in quanto il loro statuto prevede che, in caso di scioglimento, il Fondo di dotazione sia destinato a soggetti non controllati o partecipati dalla controllante/partecipante, nonché quelle correlate a utili derivanti dall’applicazione del “metodo del patrimonio netto”, in quanto riserve vincolate all’utilizzo previsto dall’applicazione di tale metodo.

In ultimo, nell’Appendice tecnica, dopo l’esempio n. 12 sono inseriti alcuni esempi: –       l’esempio n. 13, inerente a scritture riguardanti le partecipazioni in Enti strumentali senza titoli partecipativi;-       l’esempio n. 14, relativo alla prima iscrizione nel patrimonio netto delle riserve indisponibili per beni demaniali e patrimoniali indisponibili e per i beni culturali.L’art. 4 introduce invece alcune modifiche all’Allegato n. 9 del Dlgs. n. 118/11, recante “Schema di bilancio”, mentre l’art. 5 introduce alcune variazioni all’Allegato n. 10 afferente il “Rendiconto della gestione”. L’art. 6 modifica l’Allegato n. 12 del Dlgs. n. 118/11 contenente “Allegato al documento tecnico di accompagnamento delle Regioni e Allegato al Peg degli Enti Locali”, e l’art. 7 modifica l’Allegato n. 13 del Dlgs. n. 118/11 riferito allo “Elenco dei titoli, tipologie e categorie di entrata”, sostituendo la “Tassa sui servizi comunali (Tasi)” con il “Tributo per i servizi indivisibili (Tasi)”.


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