Assunzioni e spese di personale

Assunzioni e spese di personale

Nella Delibera n. 310 dell’8 novembre 2017 della Corte dei conti Lombardia, viene chiesto un parere riguardante i limiti sottostanti alla possibilità di riammettere in servizio presso un Ente il personale trasferito ad un’Azienda speciale, a seguito di parziale reinternalizzazione dei servizi affidati. In particolare, viene chiesto se deve essere rispettato il principio di contenimento delle spese per il personale e se il reintegro deve avvenire nei limiti della capacità assunzionali (oppure se i ridetti limiti possano non essere osservati, trattandosi di personale trasferito temporaneamente all’Azienda, per la durata dei contratti di servizio, con obbligo di mantenimento del posto nella dotazione organica del Comune). La Sezione rileva che l’Ente Locale in questione è tenuto ad osservare, in caso di riassorbimento di personale da Aziende speciali (o da altri Organismi strumentali), i limiti di finanza pubblica, pro tempore vigenti, posti alle spese per il personale ed alle assunzioni, cioè l’art. 1, commi 557 e seguenti, della Legge n. 296/06 (per il personale) e l’art. 1, commi 228 e seguenti, della Legge n. 208/15 (per le assunzioni). La Sezione sottolinea che è escluso che possa trovare applicazione la più favorevole disciplina dettata per il reintegro di personale da Società controllate da P.A. dall’art. 19, comma 8, del Dlgs. n. 175/16. Questa disposizione obbliga le Pubbliche Amministrazioni titolari di partecipazioni di controllo in Società, in caso di reinternalizzazione di funzioni o servizi affidati a queste ultime, di procedere, prima di poter effettuare nuove assunzioni, al riassorbimento delle unità di personale già dipendenti a tempo indeterminato dalle medesime P.A. socie e transitate alle dipendenze della Società, mediante l’utilizzo delle procedure di mobilità di cui all’art. 30 del Dlgs. n. 165/01. Tale riassorbimento, nella formulazione originaria della norma, doveva avvenire nel rispetto dei vincoli in materia di finanza pubblica e di contenimento delle spese di personale, nonché nei limiti dei posti vacanti nelle dotazioni organiche dell’Amministrazione interessata e nell’ambito delle facoltà assunzionali disponibili. Poi, dopo le integrazioni apportate dal Dlgs. n. 100/17, è stato aggiunto che la spesa per il riassorbimento del personale, già in precedenza dipendente dalle stesse Amministrazioni socie con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, non rileva nell’ambito delle facoltà assunzionali disponibili (quindi, è neutra ai fini assunzionali). Inoltre, per gli Enti territoriali, la ridetta spesa non incide sul limite complessivo, posto dall’art. 1, comma 557-quater, della Legge n. 296/06, a condizione che venga fornita dimostrazione, certificata dall’Organo di revisione economico-finanziaria, che le esternalizzazioni siano state effettuate nel rispetto degli adempimenti previsti dall’art. 6-bis del Dlgs. n. 165/01 e, in particolare, di alcuni requisiti espressamente elencati (trasferimento del personale in misura corrispondente alla funzione/servizio trasferito, con le correlate risorse stipendiali; dotazione organica dell’Ente corrispondentemente ridotta; contrazione proporzionale dei fondi destinati alla contrattazione integrativa; spesa complessiva del personale ridotta in misura corrispondente a quella del personale trasferito alla Società). Tale disposizione, secondo la Sezione, per la sua natura eccezionale, non può essere estesa analogicamente (art. 14 delle preleggi al Cc.) anche alla fattispecie del riassorbimento di personale da Aziende speciali o da altri Organismi strumentali aventi natura giuridica privata o di Enti pubblici non economici.

Delibera n. 310 – Corte dei conti Lombardia 2017


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