Dichiarazioni fiscali: illegittimo affidare ai Revisori dei conti del Comune l’onere di redigerle e trasmetterle

Dichiarazioni fiscali: illegittimo affidare ai Revisori dei conti del Comune l’onere di redigerle e trasmetterle

E’ illegittimo che un Comune, nella Delibera di nomina del proprio Revisore dei conti, con la quale vengono stabiliti, rispettivamente, durata dell’incarico, compenso e competenze a quest’ultimo spettanti, includa altresì la redazione e la trasmissione per via telematica dei Modelli dichiarativi Iva e Irap.

E’ quanto sancito dal Tar Marche, nella Sentenza n. 186 del 16 marzo 2018.

La Delibera in questione è stata impugnata poiché è stato considerato illegittimo l’adempimento avente ad oggetto la redazione e la trasmissione per via telematica dei Modelli Iva e Irap, in quanto ciò esulerebbe dai compiti propri del Revisore dei conti, sia perché non contemplato nell’art. 239 del Dlgs. n. 267/00, che disciplina appunto le funzioni dell’Organo di revisione, sia perché finirebbe con il contrastare con la funzione di vigilanza e di controllo “super partes” che la legge attribuisce a tale Organo, il quale andrebbe a svolgere attività che esso stesso ha il dovere di controllare.

I Giudici marchigiani hanno ricordato che le funzioni dell’Organo di revisione sono elencate nell’art. 239 del Tuel; egli, in sostanza, svolge compiti di vigilanza e controllo in posizione di assoluta indipendenza e imparzialità rispetto all’Ente Locale controllato. Quindi, è la stessa legge ad escludere che il Revisore possa espletare direttamente gli adempimenti fiscali, dal momento che egli è chiamato a svolgere compiti di vigilanza e controllo sulla correttezza di tali adempimenti, necessariamente demandati ad altri Uffici dell’Ente Locale (ad esempio, l’Ufficio “Ragioneria”), pena l’inammissibile commistione tra attività di controllo e attività controllata. Non a caso, la norma prevede la possibilità che l’Organo di revisione svolga attività di indirizzo in collaborazione con l’Organo consiliare dell’Ente, ma non anche con gli Organi esecutivi e gestionali di esso, ai quali ultimi è invece destinata l’attività di vigilanza e controllo.

I Giudici hanno aggiunto che, con specifico riferimento al versamento dell’Iva da parte delle Pubbliche Amministrazioni, il Decreto Mef 25 gennaio 2015 stabilisce, all’art. 6, comma 3, che “nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, gli Organi interni di revisione e di controllo vigilano, in particolare, sulla corretta esecuzione dei versamenti dell’Imposta da parte delle Pubbliche Amministrazioni”, con ciò confermando il compito di mero controllo e non anche esecutivo che il Revisore dei conti è chiamato a svolgere.

Tar Marche – Sentenza n. 186 del 16 marzo 2018

di Carolina Vallini


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