La giornata parlamentare – 19 maggio

La settimana che si è conclusa è partita con la roboante vittoria, con oltre l’80% delle preferenze, di Matteo Salvini alla segreteria della Lega Nord. Ci sono state, poi, fortissime tensioni dopo la pubblicazione delle intercettazioni di alcune conversazioni tra Matteo Renzi e suo padre Tiziano, che hanno fatto riesplodere le polemiche sul caso Consip e scatenato un forte dibattito sulla questione delle intercettazioni, che ha visto tra l’altro un duro scontro tra l’ex Presidente Napolitano e Matteo Orfini. Il dibattito sulla legge elettorale è ripartito: è stato bocciato il testo base (Italicum post Consulta) prodotto dal relatore Mazziotti, il Pd ha presentato la sua proposta (50% Mattarelum e 50% proporzionale) e Fiano è diventato il nuovo relatore. La proposta Pd trova d’accordo anche Lega e Ala, mentre sono contrari M5S, Mdp, Ap e FI, anche se quest’ultima non sembra escluderlo del tutto.

Dal punto di vista parlamentare, il Senato ha approvato le mozioni sulla sindrome di Down e quelle sull’ epatite C e sui soggetti stomizzati. Successivamente ha poi approvato il ddl sul reato di tortura e quello per la demolizione di manufatti abusivi. La Camera invece ha approvato le mozioni sui centri hotspot per i migranti e quelle sui poteri speciali del Governo al fine di salvaguardare gli assetti proprietari delle aziende italiane di rilevanza strategica. Infine ha approvato in via definitiva le norme per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

Situazione sempre di stallo per l’elezione di un nuovo Giudice della Corte Costituzionale, nonostante nelle settimane scorse il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella avesse sottolineato “l’urgenza che riveste per il funzionamento del nostro sistema istituzionale ristabilire il plenum della Consulta”. Anche ieri la seduta comune del Parlamento si è risolta con un nulla di fatto, nonostante, essendo la quarta votazione, il quorum per l’elezione fosse sceso ai tre quinti dell’Assemblea, vale a dire 570 preferenze. I presenti e i votanti sono stati 371 su 950 aventi diritto; hanno ottenuto voti Gaetano Piepoli, 55; Felice Besostri, 36; Antonio D’Andrea, 30; Alberto Bianchi, 12; Franco Vazio, 11. Voti dispersi 11, schede bianche 200, nulle 16. La prossima seduta non è stata convocata, a dimostrazione che ancora le trattative tra i partiti restano in alto mare.

Nella giornata di oggi l’Assemblea del Senato e le Commissioni non si riuniranno. Nel corso della settimana, l’Aula di palazzo Madama ha discusso e approvato le mozioni sulla sindrome di Down. Nello specifico il Governo viene impegnato a garantire l’assistenza dei genitori di bambini che ne sono affetti nelle strutture preposte alla diagnosi e a fornire a essi un’adeguata informazione su tutte le misure di sostegno e le condizioni d’inclusione scolastica, sociale e professionale attualmente disponibili; a incentivare le attività di ricerca e l’elaborazione di progetti e programmi per il sostegno ai bambini con difficoltà cognitive e di apprendimento ridefinendo linee guida per l’assistenza a integrazione di quanto previsto dal decreto sui LEA.

Successivamente l’Aula di palazzo Madama ha approvato le mozioni sull’ epatite C e sui soggetti stomizzati. Il Governo viene impegnato a individuare e armonizzare in un unico strumento programmatico (Piano nazionale di contrasto all’infezione HCV) tutte le misure di prevenzione, diagnosi e cura dell’epatite C; a definire in modo trasparente le modalità di programmazione, monitoraggio e valutazione degli esiti dell’utilizzo dei farmaci anti epatite C e degli altri farmaci innovativi, e a portare a termine in tempi certi la riforma della governance del settore del farmaco. Ma anche a definire con AIFA ed EMA azioni, anche a livello europeo, volte all’affermazione dell’eticità del farmaco; a incrementare l’accessibilità ai farmaci innovativi; a valutare di ricorrere alle gare regionali in equivalenza, nel caso in cui AIFA, su richiesta delle Regioni, dichiari i nuovi farmaci per l’epatite C equivalenti; a valutare l’utilità dell’adozione della licenza obbligatoria prevista dal trattato TRIPS (Trade related aspects of intellectual property rights) e a chiarire a chi competa l’onere dell’acquisto all’estero del farmaco contro l’epatite C e se il criterio valga anche per gli altri farmaci innovativi, compresi quelli oncologici.

Nella giornata di mercoledì l’Aula ha approvato, con 195 voti favorevoli, 8 contrari e 34 astenuti, il ddl sull’introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano. Il provvedimento, che ora ritorna alla Camera per la sua più che probabile approvazione definitiva, era bloccato al Senato da quasi due anni ed è stato profondamente modificato durante l’esame in Commissione. La nuova legge prevede l’innalzamento della pena da un minimo di quattro anni a un massimo di dieci per chi con violenza o minaccia o con violazione dei propri obblighi di protezione, di cura o di assistenza, intenzionalmente tortura a una persona a lui affidata, o comunque sottoposta alla sua autorità, vigilanza o custodia. Ma la pena può giungere sino all’ergastolo nel caso di morte dolosa del torturato, e prevede inoltre aggravanti se a commettere o istigare la tortura è un pubblico ufficiale. Sancisce quindi la totale inutilizzabilità a ogni fine d’informazioni e dichiarazioni rese sotto tortura, se non come fonti di prova per la responsabilità del torturatore.

Successivamente l’Assemblea ha approvato, con 142 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, il ddl sui criteri di priorità per l’esecuzione di procedure di demolizione di manufatti abusivi. Il provvedimento, che ora ritorna alla Camera, interviene sul Testo Unico in materia di edilizia, dà un’indicazione più stringente per quanto riguarda i criteri cui dovranno attenersi i Procuratori nell’esecuzione degli ordini di demolizione, senza però incorrere nel rischio di bloccarle. Viene istituito un Fondo di rotazione di 50 milioni presso il Ministero delle infrastrutture per sostenere l’azione di repressione degli abusi e viene istituita la Banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio .

Mercoledì pomeriggio il Ministro degli affari esteri Angelino Alfano ha svolto un’informativa sulla situazione in Venezuela. Nel suo intervento il capo della Farnesina ha ribadito la difficile situazione del Paese rimarcando la possibilità che possa scoppiare una vera e propria guerra civile dal momento che il Governo di Maduro ha rinviato sine die le elezioni, non ha liberato i leader dell’opposizione in carcere e continua a reprimere con crescente violenza le manifestazioni di dissenso. Ha poi sottolineato che il Governo italiano insieme a Spagna e Portogallo ha promosso un’iniziativa in sede europea a sostegno dei 600.000 cittadini europei residenti in Venezuela. Per l’assistenza dei quasi 150.000 connazionali coinvolti nella crisi, la Farnesina ha predisposto un piano di assistenza di un milione di euro e ha potenziato la rete consolare. Infine ha ribadito che il Governo continuerà a occuparsi del problema dei crediti vantati dalle imprese italiane che non hanno abbandonato il Venezuela.

Passando all’altro ramo del Parlamento, oggi l’Assemblea di Montecitorio tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per lo svolgimento delle interpellanze urgenti mentre le Commissioni non si riuniranno. Nell’arco di questa settimana la Camera ha approvato diverse mozioni sul funzionamento dei cosiddetti centri hotspot per i migranti. Il Governo viene così impegnato a rilanciare una politica europea condivisa sull’asilo attraverso la revisione del regolamento Dublino III e contribuire all’adozione di nuovi e più efficaci accordi di relocation per un’equa distribuzione dei richiedenti protezione internazionale fra gli Stati membri; a rendere effettivi i rimpatri e le espulsioni dei migranti privi di titolo per restare nel nostro Paese; a garantire che gli hotspot siano strutture decorose e ospitali, prevedendo l’adozione di un protocollo uniforme sui requisiti e sulla tipologia dei servizi forniti; a rafforzare i servizi di mediazione linguistico-culturale e di informativa legale all’interno degli hotspot, e a consentire un più rapido trasferimento dei migranti dagli hotspot alle strutture di accoglienza previste, garantendo il rispetto della dignità umana e l’effettivo accesso all’esercizio del diritto di asilo.

Successivamente l’Aula ha approvato le mozioni sulle iniziative volte all’estensione dei cosiddetti poteri speciali del Governo al fine di salvaguardare gli assetti proprietari delle aziende italiane di rilevanza strategica. L’esecutivo viene impegnato a rafforzare i poteri speciali allo scopo di permettere una più incisiva azione governativa nella fase iniziale dei processi di cessione; a introdurre una apposita disciplina finalizzata a incrementare gli obblighi di trasparenza a carico degli acquirenti esteri di partecipazioni societarie in società italiane; a cooperare con i gruppi parlamentari per lo sviluppo di iniziative legislative che promuovano l’estensione della normativa sui poteri speciali dello Stato anche alle società nazionali operanti nel settore finanziario e ad aggiornare i decreti di individuazione delle attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e di sicurezza nazionale, oltre a quello delle reti e degli impianti, dei beni e dei rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Mercoledì l’Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva con 432 voti favorevoli e un astenuto la legge per la tutela dei minori, la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Il provvedimento introduce per la prima volta nell’ordinamento una puntuale definizione legislativa di bullismo e cyberbullismo, dà la possibilità alle vittime di chiedere al titolare del trattamento, al gestore del sito internet o del social media di oscurare, rimuovere o bloccare i contenuti diffusi in rete, e mette al primo posto il ruolo determinante della prevenzione attraverso l’educazione a un uso consapevole e responsabile della rete. Inoltre viene rafforzata l’attuale aggravante per gli atti persecutori online: lo stalker informatico sarà ora punito con la reclusione da uno a sei anni e analoga pena varrà se il reato è commesso con scambio d’identitàdivulgazione di dati sensibilidiffusione di registrazioni di fatti di violenza o minaccia. Infine, per i reati non procedibili d’ufficio, chi è responsabile di atti di bullismo, sulla falsariga di quanto già è previsto per lo stalking, potrà essere formalmente ammonito dal Questore.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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