“Legge di bilancio 2018”: le principali novità per gli Enti Locali introdotte dalla Manovra finanziaria in materia fiscale

“Legge di bilancio 2018”: le principali novità per gli Enti Locali introdotte dalla Manovra finanziaria in materia fiscale

Tra le disposizioni introdotte dalla nuova Manovra finanziaria, pubblicata sulla G.U. n. 302 del 29 dicembre 2017 – S.O. n. 62 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205, c.d. “Legge di bilancio 2018”), segnaliamo le novità di natura fiscale che interessano – in maniera più o meno diretta – gli Enti Locali e le Società pubbliche.

Comma 2 – Aliquote Iva

Con una modifica all’art. 1, comma 718, della Legge n. 190/14, vengono definitivamente sterilizzati gli aumenti delle aliquote Iva rinviandoli all’anno 2019 e successivi, in particolare:

  • l’aliquota 10% passerà all’11,5% nel 2019 ed al 13% dal 2020;
  • l’aliquota 22% passerà al 24,2% nel 2019, al 24,9% nel 2020 ed al 25% dal 2021.

Commi 3-15 – Bonus fiscali su risparmio energetico, ristrutturazioni, aree verdi

Tale “pacchetto” di norme, di interesse per i privati, riguarda tutti gli interventi relativi al risparmio energetico, alle ristrutturazioni edilizie, alla sistemazione e realizzazione di aree verdi private.

In sintesi, riguardo all’efficienza energetica viene prorogata al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65% delle spese per gli interventi sul risparmio energetico, con una serie di novità specifiche per i singoli interventi. In questa sede ricordiamo che la detrazione viene estesa non solo agli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) comunque denominati, ma anche agli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società costituite in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei Comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché alle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Relativamente alle ristrutturazioni viene prorogata al 31 dicembre 2018 la detrazione del 50% delle spese per gli interventi di ristrutturazione edilizia ed anche in tal caso la detrazione viene estesa oltre che agli Iacp anche agli stessi enti aventi le stesse finalità indicate per il bonus sul risparmio energetico.

Riguardo infine alle “aree verdi”, novità assoluta è la previsione di una detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 Euro per unità immobiliare ad uso abitativo, per:

a) “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;

b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione spetta anche per le spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo. In tale ipotesi la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Si applicano per la detrazione le stesse norme previste per il bonus ristrutturazioni.

Comma 19 – Definizione di “beni significativi” ai fini Iva

Viene fornita una interpretazione autentica alla definizione di “beni significativi”:

  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni ed interni;
  • caldaie;
  • video citofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • sanitari e rubinetterie da bagno;
  • impianti di sicurezza,

la cui cessione è soggetta all’aliquota Iva 10% ai sensi del Decreto Mef 29 dicembre 1999, se operata nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio  di  cui  all’art. 31, comma 1, lett. a), b), c) e d), della  Legge  n.  457/78,  realizzati  su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.

L’individuazione dei suddetti beni, affinché possano essere considerati “significativi”, si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale, come individuato nel citato Decreto del Mef. In base alla norma in commento “come valore dei predetti beni deve essere assunto quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato dalle parti contraenti, che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi e che, comunque, non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni stessi”. La fattura emessa dal fornitore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio che costituisce l’oggetto della prestazione, anche i “beni significativi”, individuati con il predetto Decreto del Mef, che sono forniti nell’ambito dell’intervento stesso. Sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti fino alla data di entrata in vigore della Legge in commento e non verrà fatto luogo al rimborso dell’Iva applicata sulle operazioni effettuate.

Comma 23 – Detrazione spese per canoni di locazione studenti fuori sede

Con una modifica all’art. 15, comma 1, lett. i-sexies), del Tuir (Dpr. n. 917/86), viene previsto che la detrazione Irpef per i canoni di locazione derivanti da contratti stipulati da studenti spetta se la distanza della scuola dalla residenza è di almeno 100 km e comunque in una Provincia diversa.

Inoltre, limitatamente ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018, il requisito della distanza si intende rispettato anche all’interno della stessa Provincia ed è ridotto a 50 km per gli studenti residenti in zone montane o disagiate.

Commi 26-27 – Contributi ai Comuni per la demolizione di opere abusive

Viene istituito un fondo finalizzato all’erogazione di contributi ai Comuni per l’integrazione delle risorse necessarie agli interventi di demolizione di opere abusive. Con Decreto ministeriale sono definiti i criteri per l’utilizzazione e per la ripartizione del fondo. I contributi sono erogati sulla base delle richieste adeguatamente corredate della documentazione amministrativa e contabile relativa alle demolizioni da eseguire ovvero delle risultanze delle attività di accertamento tecnico e di predisposizione degli atti finalizzati all’acquisizione dei manufatti abusivi al patrimonio, da parte dei Comuni e delle Regioni.

A tali fine viene istituita la banca di dati nazionale sull’abusivismo edilizio, con cui le amministrazioni competenti in materia di abusivismo edilizio sono tenuti a condividere e trasmettere le informazioni relative agli illeciti accertati e ai provvedimenti emessi, pena una sanzione pecuniaria fino a 1.000 Euro a carico del dirigente o del funzionario inadempiente. Un Decreto ministeriale ne definirà le modalità di funzionamento.

Comma 28 – Agevolazioni fiscali sul TPL

Viene introdotta la possibilità di portare in detrazione, ai sensi dell’art. 15 del Tuir, le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, fino alla concorrenza del suo ammontare, nella misura del 19% per un importo delle spese stesse non superiore, in ciascun periodo di imposta, a 250 Euro annui.

La detrazione spetta anche se le spese sono sostenute nell’interesse dei familiari a carico e il limite massimo di detrazione di 250 Euro deve intendersi riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per il proprio abbonamento e per quello dei familiari a carico.

Con una modifica all’art. 51, comma 2, del Tuir, vengono inoltre introdotte agevolazioni fiscali per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, stabilendo che le somme rimborsate dal datore di lavoro o le spese direttamente sostenute da quest’ultimo per l’acquisto dei titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente, analogamente a quanto già oggi avviene per i “buoni pasto”.

Commi 46-56 – Credito d’imposta per spese di formazione

Tali norme introducono un credito d’imposta per le imprese che sostengono spese per attività di formazione nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione.

Il credito d’imposta è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di 300.000Euro  per ciascun beneficiario, per le attività di formazione pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Sono ammissibili al credito d’imposta soltanto determinate spese e non si considerano attività di formazione ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Commi 57-60 – Credito d’imposta per le imprese della cultura

Per le imprese culturali e creative viene introdotto (nel limite di spesa di 500.000 Euro per l’anno 2018 e di un milione di Euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, fino ad esaurimento delle risorse disponibili), un credito d’imposta pari al 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi secondo le modalità stabilite con un decreto di futura emanazione.

Tra io destinatari dell’agevolazione vi sono imprese che svolgono attività relativa ai prodotti culturali, ovvero i beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti letteratura, musica, arti figurative ed applicate, spettacolo dal vivo, cinematografia e audiovisivo, archivi, biblioteche, musei, patrimonio culturale e relativi processi di innovazione

Comma 88 – Edificabilità dei suoli, Imposte di registro, ipotecaria a catastale

Viene inserito un secondo comma all’art. 20 della Legge n. 10/77 in materia di edificabilità dei suoli, prevedendo l’Imposta di registro fissa e l’esenzione da Imposte ipotecaria e catastale anche “a tutti gli atti preordinati alla trasformazione del territorio posti in essere mediante accordi o convenzioni tra privati ed enti pubblici, nonché a tutti gli atti attuativi posti in essere in esecuzione dei primi”.

Tale norma si applica anche a tutte le convenzioni e atti di cui all’art. 40-bis della Legge provinciale di Bolzano n. 1397, per i quali non siano ancora scaduti i termini di accertamento e di riscossione ai sensi della normativa vigente o rispetto ai quali non sia stata emessa sentenza passata in giudicato.

Comma 132 – “Bonus Renzi”, modifica soglie di accesso

Vengono elevate le soglie reddituali per l’accesso al c.d. “Bonus Renzi” di 80 Euro, allargando così la platea dei destinatari.

Resta ferma la misura del credito, pari a 960 Euro annui.

A fronte della vigente soglia di 24.000 Euro, il Bonus spetta per un reddito complessivo non superiore a 24.600 Euro.

Analogamente, si dispone che il Bonus decresca, fino ad annullarsi, in presenza di un reddito complessivo pari o superiore a 26.600 Euro (a fronte dei vigenti 26.000 Euro).

Comma 156 – Deducibilità delle spese per la previdenza complementare per i dipendenti pubblici

Tale norma prevede che a decorrere dal 1º gennaio 2018, ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/01, si applicano le disposizioni concernenti la deducibilità dei premi e contributi versati e il regime di tassazione delle prestazioni di cui al Dlgs. n. 252/05, che disciplina le forme pensionistiche complementari.

Per i suddetti dipendenti che, al 1° gennaio 2018, risultano iscritti a forme pensionistiche complementari, le disposizioni concernenti la deducibilità dei contributi versati e il regime di tassazione delle prestazioni sono applicabili a decorrere dal 1º gennaio 2018.

Per i medesimi soggetti, relativamente ai montanti delle prestazioni accumulate fino a tale data, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti.

Comma 248 – Bonus bebè

L’assegno previsto dall’art. 1, comma 125, della Legge n. 190/14 è riconosciuto anche per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 e, con riferimento a tali soggetti, è corrisposto esclusivamente fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.

Commi 252-253 – Limiti di reddito per figli a carico

Con una modifica all’art. 12, comma 2, del Tuir, riferito alle detrazioni Irpef per figli a carico, viene previsto che per i figli di età non superiore a 24 anni il limite di reddito complessivo per essere considerato fiscalmente a carico passa dagli attuali 2.840,51 Euro a 4.000 Euro. La nuova norma si applica a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Comma 340 – Iva su spettacoli teatrali

Viene modificato il n. 119 della Tabella A, parte III, allegata al Dpr. n. 633/72, sostituendo la parola “spettacoli teatrali” con “spettacoli di cui al numero 123), nonché le relative prestazioni, rese da intermediari”, estendendo quindi l’aliquota Iva 10% ai contratti di scrittura connessi non più soltanto con spettacoli teatrali, bensì con spettacoli cinematografici, spettacoli sportivi, spettacoli teatrali, spettacoli di burattini e marionette ovunque tenuti, attività circensi e dello spettacolo viaggiante, anche nel caso in cui i contratti di scrittura siano stipulati da intermediari.

Commi 352-379 – Disposizioni agevolative fiscali in materia di impianti sportivi

Tale “pacchetto” di  orme contiene una serie di disposizioni agevolative fiscali in materia di sport.

Tra queste ricordiamo in primo luogo il riconoscimento, al fine di incentivare l’ammodernamento degli impianti sportivi delle società di calcio, in regime di proprietà o di concessione amministrativa, di un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 12% dell’ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti medesimi, sino a un massimo di 25.000 Euro.

Viene poi riconosciuto a tutte le imprese un contributo, sotto forma di credito d’imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro fino a 40.000 Euro effettuate nel corso dell’anno solare 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari.

I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali comunicano immediatamente all’Ufficio per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri l’ammontare delle somme ricevute e la loro destinazione, provvedendo contestualmente a darne adeguata pubblicità attraverso l’utilizzo di mezzi informatici. Entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino all’ultimazione dei lavori di restauro o ristrutturazione, i soggetti beneficiari delle erogazioni comunicano altresì all’Ufficio per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri lo stato di avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme erogate.

Ricordiamo altresì che, con riferimento alle attività musicali e sportive dilettantistiche, viene innalzato da 7.500 a 10.000 Euro l’ammontare dei rimborsi spese che non concorre a formare il reddito imponibile a fini Irpef.

Comma 909 – Fatturazione elettronica e Tracciabilità dei pagamenti

Con diverse modifiche apportate al Dlgs. n. 127/15, il presente comma contiene un “pacchetto” di norme finalizzate ad implementare l’introduzione della fatturazione elettronica e la conseguente tracciabilità dei pagamenti.

Dal 1° gennaio 2019 verrà esteso l’utilizzo della fatturazione elettronica anche negli scambi tra privati, utilizzando il Sistema di Interscambio (SDI).

Gli operatori economici possono avvalersi, attraverso accordi tra le parti, di intermediari per la trasmissione delle fatture elettroniche allo SDI, ferme restando le responsabilità del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio.

Le fatture elettroniche emesse nei confronti dei consumatori finali sono rese disponibili a questi ultimi dai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; una copia della fattura elettronica ovvero in formato analogico sarà messa a disposizione direttamente da chi emette la fattura. È comunque facoltà dei consumatori rinunciare alla copia elettronica o in formato analogico della fattura. Sono esonerati dalle predette disposizioni i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del Dl. n. 98/11, convertito con modificazioni dalla Legge n. 111/11, quelli che applicano il “regime forfettario” di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/14.

I soggetti passivi di cui sopra trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

In caso di emissione di fattura, tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, con modalità diverse da quelle previste, la fattura si intende non emessa e si è soggetti a sanzione.

Gli obblighi di conservazione previsti dall’art. 3 del Decreto Mef 17 giugno 2014, si intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche nonché per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso lo SDI e memorizzati dall’Agenzia delle Entrate. I tempi e le modalità di applicazione di tale disposizione sono stabiliti con apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono emanate le ulteriori disposizioni necessarie per l’attuazione delle suddette disposizioni.

Dal 1° luglio 2018 la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono obbligatori con riferimento alle cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori.

Sono ridotti a due anni i termini per l’accertamento ai fini dell’Iva e delle Imposte dirette per i soggetti passivi che garantiscono, nei modi stabiliti con Decreto del Mef, la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati relativi ad operazioni di ammontare superiore a euro 500. La riduzione non si applica, in ogni caso, ai soggetti che effettuano anche operazioni di cui all’art. 22 del Dpr. n. 633/72 (operazioni esonerate da fatturazione), a meno che non abbiano optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Ai soggetti passivi Iva che esercitano arti e professioni ammessi al regime di contabilità semplificata di cui all’art. 18 del Dpr. n. 600/73, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione

  • gli elementi informativi necessari per la predisposizione dei prospetti di liquidazione periodica dell’Iva;
  • una bozza di Dichiarazione annuale Iva e di Dichiarazione dei redditi, con i relativi prospetti riepilogativi dei calcoli effettuati;
  • le bozze dei Modelli F24 di versamento recanti gli ammontari delle imposte da versare, compensare o richiedere a rimborso.

Per chi si avvale di queste semplificazioni viene meno l’obbligo di tenuta dei registri Iva fatture emesse e fatture acquisti.

Commi 920-923 – fatturazione acquisti di carburante

Con una modifica all’art. 22, comma 3, del Dpr. n. 633/72 si stabilisce che gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi Iva (non quindi di consumatori finali, ma inclusi dunque gli Enti Locali nell’ambito della loro attività commerciale) devono essere documentati con la fattura elettronica.

Per le imprese la deducibilità ai fini Ires e la detraibilità ai fini Iva delle spese di carburante è limitata ai soli pagamenti tracciabili (tramite carte di credito, di debito o prepagate).

Commi 932-934 – Modifiche al calendario fiscale 2018

Fino a che resterà in vigore lo “Spesometro”, quindi almeno per l’anno 2018, la scadenza di invio dello stesso fissata al 16 settembre (la seconda per chi lo invia trimestralmente, la prima per chi opera per l’invio semestrale) è spostata al 30 settembre e, conseguentemente, sono spostate al 31 ottobre le scadenze di invio del Modello Unico e della Dichiarazione Irap.

Sono invece spostate sempre al 31 ottobre ma in via definitiva le scadenze di presentazione del Modello 770  e della CU, quest’ultima per i soli redditi che non possono essere inseriti nel Modello 730 precompilato.

Infine, i Caf devono trasmettere i Modelli 730 rispettando le seguenti scadenze:

  • 29 giugno per le dichiarazioni presentate dal contribuente entro il 22 giugno;
  • 7 luglio per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 23 al 30 giugno:
  • 23 luglio per le dichiarazioni presentate dal contribuente dal 1° al 23 luglio.

Comma 935 – Sanzione al committente per aliquota Iva superiore a quella dovuta

Con importante una modifica all’art. 6, comma 6, del Dlgs. n. 471/97, viene previsto che in caso di applicazione dell’Iva in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente/prestatore di servizio, fermo restando il diritto dei cessionario/committente alla detrazione ai sensi degli artt. 19 e seguenti del Dpr. n. 633/72, il cessionario/committente è punito con la sanzione amministrativa compresa fra 250 e 10.000 Euro. La restituzione dell’Iva è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale.

Commi 557, 558, 559 – Abbassamento della soglia dei pagamenti delle P.A. senza verifiche

Tali norme riducono, a partire dal 1° marzo 2018, a 5.000 Euro la soglia di 10.000 Euro, di cui all’art. 48-bis, comma 1, Dpr. n. 602/73, oltre la quale le P.A. e le Società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare pagamenti, devono verificare anche in via telematica se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante da notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo.

 


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