Revisore di un Comune e Sindaco di una Società da questo partecipata: non c’è incompatibilità

Revisore di un Comune e Sindaco di una Società da questo partecipata: non c’è incompatibilità

 

Nella Sentenza n. 182 del 7 settembre 2017 della Corte dei conti Emilia Romagna, una Procura regionale chiede la condanna di un soggetto (convenuto) al risarcimento del danno cagionato ad un Comune per avere svolto, in regime di incompatibilità, sia le funzioni di Revisore dei conti del Comune, sia le funzioni di Sindaco di una Società partecipata dal Comune per circa il 42 % del capitale sociale. Il danno è stato quantificato in Euro 15.168,33, pari all’ammontare dei compensi erogati dal Comune negli anni 2014 e 2015, in vigenza della predetta incompatibilità.

La Sezione rileva che nessuna forma di incompatibilità, applicabile alla fattispecie in esame, possa essere desunta indirettamente dalla disciplina recata dall’art. 147-quater del Dlgs. n. 267/00 (Tuel). La norma infatti disciplina i controlli sulle Società partecipate non quotate che l’Ente Locale deve approntare e svolgere con le strutture proprie, che ne sono responsabili, ma non attribuisce alcuna forma di controllo diretta all’Organo di revisione del Comune sulla contabilità della Società partecipata. Pertanto, si tratta di una funzione amministrativa di competenza dei servizi comunali, non di una forma di controllo contabile attribuita al Collegio dei Revisori. Inoltre, la norma dispone, al comma 4, l’obbligo per il Comune di redigere il bilancio consolidato, che comporta la sola rappresentazione contabile degli esiti della gestione societaria nel bilancio comunale, al fine di dare veritiera e completa rappresentazione degli equilibri economico – finanziari del bilancio comunale nel suo complesso. Infine, la Sezione pone in evidenza che non sussiste alcuna violazione degli obblighi di diligenza del convenuto nel non aver rappresentato al Comune la sopravvenuta incompatibilità che avrebbe potuto determinare la revoca del mandato, per la semplice ragione che il convenuto è stato nominato membro del Collegio sindacale dall’Assemblea dei soci della Società in questione alla quale il Comune partecipa con la quota del 42 %. Dunque il Comune, non solo conosceva esattamente la situazione, ma ha contribuito a determinarla nominando un membro del suo Collegio dei Revisori dei conti nel Collegio sindacale della Società. L’art. 18 del Dlgs. n. 39/13 attribuisce espressamente ai componenti degli Organi che hanno conferito gli incarichi dichiarati nulli la responsabilità per le conseguenze economiche degli atti adottati, e non ai soggetti che tali incarichi hanno ricevuto, facendo affidamento sulla legittimità del provvedimento di conferimento.

Corte dei conti Emilia Romagna – Sentenza n. 182-2017


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