“Servizio di Tesoreria”: se a carattere oneroso, deve essere qualificato come un appalto di servizi

“Servizio di Tesoreria”: se a carattere oneroso, deve essere qualificato come un appalto di servizi

Nella Sentenza n. 1700 del 4 dicembre 2017 del Tar Campania, i Giudici chiariscono la corretta qualificazione del “Servizio di Tesoreria”. In particolare, nel caso di specie, il “Servizio di Tesoreria” affidato ha comportato l’instaurazione di un rapporto contrattuale esclusivamente tra il Comune e l’Istituto di credito ricorrente, senza coinvolgimento di terzi o dell’utenza. La remunerazione dell’attività svolta è affidata ad un corrispettivo corrisposto direttamente dall’Amministrazione resistente. I Giudici puntualizzano che il “Servizio di Tesoreria”, qualora questo sia a carattere oneroso, deve essere qualificato come un appalto di servizi.

Il “discrimen” tra appalto di servizi e concessione è da individuare nella remunerazione del soggetto che instaura il rapporto negoziale con l’Amministrazione. Nella concessione di servizi emerge un rapporto trilaterale che coinvolge, oltre all’aggiudicatario e alla Pubblica Amministrazione, anche i terzi in favore dei quali viene svolto il servizio e che corrispondono, per questo, un corrispettivo; tale corrispettivo rappresenta la remunerazione del Concessionario. Nell’appalto in generale, e in quello di servizi in particolare, il servizio non è svolto in favore dei terzi, ma in favore del committente, che è individuato nella stazione appaltante che bandisce la gara. Logica conseguenza di tale impostazione è che la remunerazione per l’attività svolta è corrisposta dalla stazione appaltante. Dunque, il rischio della mancata remunerazione nell’appalto non sussiste, salvo naturalmente comportamenti patologici riconducibili alla stazione appaltante. Diversamente invece nella concessione di servizi, poiché il prezzo del servizio è corrisposto dagli utenti che godono di quel servizio, e rileva la possibile aleatorietà della remunerazione che è legata ad un dato (godimento del servizio e corresponsione del relativo prezzo) che non è certo, diversamente da quanto accade in tema di appalto. Gli elementi strutturali dei 2 istituti sono peraltro stati confermati, sia nel Dlgs. n. 163/06, sia nel Dlgs. n. 50/16. Pertanto, ne deriva che il contratto in argomento deve essere qualificato come contratto di appalto di servizi.


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