Società pubbliche: il Mef predispone gli Elenchi definitivi di quelle soggette allo “split payment”

Società pubbliche: il Mef predispone gli Elenchi definitivi di quelle soggette allo “split payment”

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze-Dipartimento delle Finanze, ha pubblicato il 26 luglio 2017 sul proprio sito istituzionale, gli Elenchi definitivi delle Società controllate da P.A. centrali e locali, nonché delle Società quotate incluse nell’Indice Ftse Mib, tenute all’applicazione dello “split payment”, in applicazione dell’art. 17-ter del Dpr. n. 633/72, come modificato dall’art. 1 del Dl. n. 50/17.

La pubblicazione dei nuovi Elenchi si è resa necessaria alla luce della recente pubblicazione del Decreto 13 luglio 2017, con il quale il Mef – rettificando quanto precedentemente sancito con il Dm. 27 giugno 2017 – ha ridisegnato il perimetro applicativo della scissione dei pagamenti.

I nuovi Elenchi tengono conto delle segnalazioni pervenute alla casella di posta elettronica df.dg.uff05@finanze.it, entro il giorno 19 luglio 2017, riguardanti mancate o errate inclusioni negli stessi.

Lascia perplessi – a parere di chi scrive – il fatto che quelli attuali vengano presentati dal Mef come Elenchi “definitivi”, posto che:

  1. il termine ultimo per l’invio delle segnalazioni (19 luglio 2017) è antecedente alla data di pubblicazione in G.U. del Decreto correttivo (24 luglio 2017);
  2. sono state segnalate delle difficoltà tecniche nell’invio delle comunicazioni all’indirizzo indicato dal Dipartimento da parte di soggetti interessati che hanno ricevuto notifiche di mancato recapito della propria e-mail.

Risulta quindi difficile immaginare come una Società che:

  1. ha appreso della pubblicazione del Decreto solo dopo la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale;
  2. ha una e-mail che attesta il mancato recapito della propria segnalazione;
  3. ha semplicemente realizzato tardivamente il fatto di essere stata erroneamente ricompresa o esclusa;

possa vedersi opporre un diniego a un’eventuale (fondata) richiesta di rettificare la propria posizione.

Fermo restando i dubbi sull’immutabilità degli stessi, comunque, ad oggi gli Elenchi emendati e ri-pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze sono i seguenti:

Resta inoltre il dubbio, già manifestato ampiamente in queste pagine, sul valore degli Elenchi in rapporto ai contenuti dell’art. 1, comma 1-quater, del Dl. n. 50/17, in base al quale “a richiesta dei cedenti o prestatori, i cessionari o i committenti di cui ai commi 1 e 1-bis devono rilasciare un documento attestante la loro riconducibilità a soggetti per i quali si applicano le disposizioni del presente articolo. I cedenti e prestatori in possesso di tale attestazione sono tenuti all’applicazione del regime di cui al presente articolo”.

Nella Nota pubblicata per annunciare l’avvenuto aggiornamento, il Dipartimento ha anche fornito precisazioni, come il fatto che “le Società controllate da Pubbliche Amministrazioni centrali o locali, ancorché non iscritte nellIndice delle Pubbliche Amministrazioni, ovvero ancorché iscritte nella categoria dei Gestori di pubblici servizi, sono in ogni caso tenute allapplicazione della disciplina sulla scissione dei pagamenti qualora risultino incluse nei relativi Elenchi nn. 2, 3 e 4. Parimenti, – si legge ancora – le Società incluse in detti Elenchi non sono tenute allapplicazione della normativa sulla fatturazione elettronica obbligatoria se non rientrano tra i soggetti di cui all’art. 1, comma 209, della Legge n. 244/07 e, conseguentemente, se non sono iscritte nellIndice delle Pubbliche Amministrazioni”.

E’ stato inoltre sciolto un dubbio relativo all’inquadramento delle Aziende speciali, a proposito delle quali è stato chiarito che quelle non costituite sotto forma societaria applicano il meccanismo della scissione dei pagamenti soltanto nel caso in cui siano anche destinatarie della disciplina sulla fatturazione elettronica obbligatoria.

Restano dunque al di fuori del perimetro applicativo dello “split” le Aziende speciali non costituite sotto forma societaria (qualificate come Enti pubblici economici) e non soggette a fatturazione elettronica.

di Veronica Potenza

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