Spesa di personale: Enti originati dalla fusione di più Comuni

Spesa di personale: Enti originati dalla fusione di più Comuni

Nella Delibera n. 587 del 18 dicembre 2017 della Corte dei conti Veneto, viene chiesto se un Ente di nuova istituzione, originato dalla fusione di più Comuni, sia assoggettato al tetto di spesa fissato per il cd. “lavoro flessibile” dall’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10. La Sezione rileva che l’art. 1, comma 450, lett. a), della Legge n. 190/14, prevede che, “al fine di promuovere la razionalizzazione e il contenimento della spesa degli Enti Locali attraverso processi di aggregazione e di gestione associata: a) ai Comuni istituiti a seguito di fusione, fermi restando il divieto di superamento della somma della media della spesa di personale sostenuta da ciascun Ente nel triennio precedente alla fusione e il rispetto del limite di spesa complessivo definito a legislazione vigente e comunque nella salvaguardia degli equilibri di bilancio, non si applicano, nei primi 5 anni dalla fusione, specifici vincoli e limitazioni relativi alle facoltà assunzionali e ai rapporti di lavoro a tempo determinato”. Dunque, per effetto di tale disposizione, agli Enti di nuova istituzione, originati dalla fusione di più Comuni, nel quinquennio successivo a quest’ultima non si applicano i vincoli stabiliti dalla normativa vigente in materia di assunzioni a tempo determinato, vale a dire l’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/10, convertito nella Legge n. 122/10, purché non venga superata la somma della media della spesa di personale sostenuta da ciascuno degli Enti partecipanti alla fusione nel triennio precedente, venga rispettato il limite di spesa complessivo definito a legislazione vigente e venga garantito l’equilibrio di bilancio.


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