Trasparenza: i membri del Collegio sindacale di una Società “in house” sono soggetti alla pubblicazione dello stato patrimoniale?

Trasparenza: i membri del Collegio sindacale di una Società “in house” sono soggetti alla pubblicazione dello stato patrimoniale?

 

Il testo del quesito:

I membri del Collegio sindacale di una Società ‘in house’ sono soggetti alla pubblicazione dello stato patrimoniale di cui all’art. 14, comma 1, lett. f), del Dlgs. n. 33/13 ?

La risposta dei ns. esperti.

L’art. 14, comma 1, del Dlgs. n. 33/13, come modificato dal Dlgs. n. 97/16, prevede che, “con riferimento ai titolari di incarichi politici, anche se non di carattere elettivo, di livello statale regionale e locale, lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali pubblicano i seguenti documenti ed informazioni:

  1. l’atto di nomina o di proclamazione, con l’indicazione della durata dell’incarico o del mandato elettivo;
  2. il curriculum;
  3. i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
  4. i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso Enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti;
  5. gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;
  6. le dichiarazioni di cui all’art. 2 della Legge n. 441/82[1], nonché le attestazioni e dichiarazioni di cui agli artt. 3 e 4 della medesima Legge, come modificata dal presente Decreto, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi dal titolare dell’Organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all’art. 7”.

Lo stesso art. 14, al comma 1-bis, aggiunge che “le Pubbliche Amministrazioni pubblicano i dati di cui al comma 1 per i titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati, salvo che siano attribuiti a titolo gratuito, e per i titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’Organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione.

La norma prevede inoltre specifiche sanzioni per la violazione di tali obblighi di pubblicazione.

L’art. 47, comma 1, dispone infatti che “la mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati di cui all’art. 14, concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione in carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, nonché tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica, dà luogo a una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 10.000 Euro a carico del responsabile della mancata comunicazione e il relativo provvedimento è pubblicato sul sito internet dell’Amministrazione o Organismo interessato”.

Con specifico riferimento all’applicazione dell’art. 14 sopra citato alle Società in controllo pubblico (tra le quali si annoverano le Società “in house”), l’Anac, con Deliberazione n. 1134/2017,[2] ha chiarito che “le disposizioni contenute nell’art. 14 del Dlgs. n. 33/13 si ritiene non siano incompatibili con l’organizzazione e le funzioni delle Società e degli Enti in controllo pubblico. Pertanto, in continuità con quanto già previsto nella Determinazione Anac n. 8/2015, i titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo comunque denominati (art. 14, comma 1-bis) pubblicano i dati di cui al comma 1, lett. da a) ad f). La disposizione deve intendersi riferita a tutti componenti degli Organi titolari di poteri di indirizzo generale con riferimento all’organizzazione e all’attività della Società/Ente cui sono preposti e della quale definiscono gli obiettivi e i programmi da attuare, verificando la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. Nelle Società, ad esempio, l’Organo di indirizzo è individuato nel Consiglio di amministrazione o in altro Organo con funzioni equivalenti. Solo qualora tali incarichi o cariche siano svolti a titolo gratuito, le misure di trasparenza in argomento non sono applicabili”.

Pertanto, la norma in argomento, che annovera tra i soggetti obbligati alla pubblicazione i “titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo”, deve essere intesa come riferita ai membri del Consiglio di amministrazione delle Società “in house”.

Il Collegio sindacale, non potendosi definire Organo “di amministrazione, di direzione o di governo” in quanto “Organo di controllo”, non rientra pertanto nell’ambito di applicazione dell’art. 14.

Come chiarito dalla stessa Anac con la Faq 6.10 pubblicata sul sito istituzionale, per i componenti del Collegio sindacale devono essere pubblicati i dati di cui all’art. 15, del Dlgs. n. 33/13, in quanto i medesimi incarichi si configurano alla stregua di incarichi di collaborazione o consulenza.

A seguito delle modifiche apportate dal Dlgs. n. 97/16, il riferimento all’art. 15 del Dlgs. n. 33/13 deve intendersi attualmente come effettuato all’art. 15-bis del medesimo Decreto, il quale disciplina espressamente gli “Obblighi di pubblicazione concernenti incarichi conferiti nelle Società controllate” e prevede che, entro 30 giorni dal conferimento di incarichi di collaborazione, di consulenza o di incarichi professionali, inclusi quelli arbitrali, e per i 2 anni successivi alla loro cessazione devono essere pubblicati:

  1. gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico, l’oggetto della prestazione, la ragione dell’incarico e la durata;
  2. il curriculum vitae;
  3. i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, nonché agli incarichi professionali, inclusi quelli arbitrali;
  4. il tipo di procedura seguita per la selezione del contraente e il numero di partecipanti alla procedura.

Il comma 2, del medesimo art. 15-bis, prevede inoltre specifiche sanzioni in caso di omessa pubblicazione delle informazioni sopra indicate relativamente ad incarichi per i quali è previsto un compenso. Tale pubblicazione infatti “è condizione di efficacia per il pagamento stesso” e, “in caso di omessa o parziale pubblicazione, il soggetto responsabile della pubblicazione ed il soggetto che ha effettuato il pagamento sono soggetti ad una sanzione pari alla somma corrisposta”.

In proposito, si fa presente che anche la griglia Allegato 1) alla Delibera Anac n. 1134/2017 fa espresso riferimento all’art. 15-bis per le pubblicazioni inerenti i titolari di incarichi di collaborazione e consulenza, tra i quali si annoverano per analogia – come sopra specificato – i componenti del Collegio sindacale di una Società “in house” a controllo pubblico.

Alle luce delle considerazioni sopra riportate, si ritiene che i componenti del Collegio sindacale non siano tenuti alla pubblicazione dei dati relativi allo stato patrimoniale, previsti dall’art. 14, comma 1, lett. f), del Dlgs. n. 33/13, ma siano soggetti agli obblighi di pubblicazione dei dati indicati all’art. 15-bis del medesimo Decreto.

Sono fatte salve diverse regolamentazioni della Società eventualmente contenute nel “Piano triennale della trasparenza”, integrato nel “Piano di prevenzione della corruzione”, il quale può prevedere maggiori livelli di trasparenza in relazione a specifici obblighi. Sono altresì fatte salve diverse indicazioni regolamentari eventualmente fornite in tal senso dal Comune socio.

[1] La norma prevede che siano pubblicati:

1) una dichiarazione concernente i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri; le azioni di società; le quote di partecipazione a società; l’esercizio di funzioni di amministratore o di Sindaco di Società, con l’apposizione della formula ‘sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero’;

2) copia dell’ultima dichiarazione dei redditi soggetti all’Imposta sui redditi delle persone fisiche;

3) una dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero l’attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito o dalla formazione politica della cui lista hanno fatto parte, con l’apposizione della formula ‘sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero’. Alla dichiarazione debbono essere allegate le copie delle dichiarazioni di cui al comma 3 dell’art. 4 della Legge n. 659/81, relative agli eventuali contributi ricevuti.”

[2] Deliberazione Anac n. 1134 dell’8 novembre 2017 (“Nuove Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle Società e degli Enti di diritto privato controllati e partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni e dagli Enti pubblici economici”).

di Alessia Rinaldi                                                                             

 


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