Affidamenti “in house” e conseguente iscrizione nell’Elenco Anac: al via la consultazione per l’adozione delle nuove Linee-guida

Affidamenti “in house” e conseguente iscrizione nell’Elenco Anac: al via la consultazione per l’adozione delle nuove Linee-guida

Con Avviso 12 febbraio 2021, l’Anac ha avviato la consultazione on line delle nuove Linee-guida recanti “Indicazioni in materia di affidamenti ‘in house’ di contratti aventi ad oggetto servizi disponibili sul mercato in regime di concorrenza ai sensi dell’art. 192, comma 2, del Decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e s.m.i.”, al fine di fornire indicazioni utili alle Stazioni appaltanti per la formulazione della motivazione richiesta dalla disposizione richiamata nel caso di affidamento diretto a Società “in house”. 

Atteso che, in caso di affidamento diretto di servizi secondo il modello del cosiddetto “in-house”, l’art. 192 del Dlgs. n. 50/2016 richiede una motivazione c.d. “aggravata” che giustifichi la forma di gestione prescelta rispetto al ricorso al mercato, lo scopo delle predette Linee-guida è quello di fornire indicazioni pratiche per orientare l’azione degli Enti interessati verso comportamenti conformi alla normativa vigente ed uniformi, favorendo la diffusione di best-practice.

Gli stakeholder potranno far pervenire le loro osservazioni entro il giorno 15 marzo 2021 e solo a seguito dell’esito della consultazione, saranno adottate le linee guida.

L’art. 192 del “Codice dei contratti” si applica alle Amministrazioni aggiudicatrici ed agli Enti aggiudicatori che intendano affidare servizi presenti sul mercato in regime di concorrenza, ad una propria Società “in house” avente i requisiti di cui all’art. 5 dello stesso “Codice”.

Nel Documento in consultazione, l’Anac ha sposato un’interpretazione letterale della disposizione, applicabile solo ai servizi, con esclusione dei lavori e forniture, in attesa delle considerazioni da parte degli stakeholder. La motivazione adottata dalle Stazioni appaltanti dovrà illustrare le ragioni del mancato ricorso al mercato, esplicitando le valutazioni effettuate in merito alla congruità economica dell’offerta e ai benefici per la collettività della forma di gestione prescelta. Già il Consiglio di Stato, con Sentenza n. 1900/2016, aveva indicato il contenuto minimo della valutazione, che deve essere concreta, riscontrabile, controllabile, intellegibile e pregnante sui profili della convenienza, non solo economica, della scelta.

Quindi, la prima verifica che dovrà effettuare la Stazione appaltante sarà di accertarsi della presenza o meno sul mercato dei servizi da affidare o che comunque potrebbero essere presenti sul mercato a seguito di azioni organizzative da parte dei soggetti erogatori. La modalità di accertamento dovrà essere calibrata e proporzionata in base al valore dell’affidamento.

La valutazione successiva dovrà considerare la congruità economica dell’offerta della Società “in house”, con riferimento all’oggetto e al valore della prestazione, partendo dall’acquisizione di informazioni sul contesto concreto e attuale al momento dell’affidamento e, in particolare, sui servizi offerti nel medesimo ambito territoriale, sia da soggetti privati che da altri Organismi ”in house”, e sui prezzi medi praticati per le medesime prestazioni o per prestazioni analoghe.

Secondo l’Anac, “per la valutazione sulla congruità economica, la Stazione appaltante può prendere in considerazione i prezzi di riferimento elaborati dall’Anac, i prezzi delle Convenzioni Consip, gli Elenchi di prezzi definiti mediante l’utilizzo di prezzari ufficiali, i prezzi medi risultanti da gare bandite per l’affidamento di Servizi identici o analoghi oppure il costo del servizio determinato tenendo conto di tutti i costi necessari alla produzione (costi del personale, delle materie prime, degli ammortamenti, costi generali imputabili per quota)”. In particolare, nel caso di servizi pubblici locali offerti agli Enti Locali dalle proprie Aziende speciali e Istituzioni di cui all’art. 114 del Tuel, la valutazione deve essere effettuata ai sensi del comma 553 dell’art. 1 della Legge n. 147/2013 e quindi con riferimento ai parametri standard dei costi e dei rendimenti costruiti nell’ambito della “Banca-dati delle Amministrazioni pubbliche” di cui all’Elenco Istat, utilizzando le informazioni disponibili presso le Amministrazioni pubbliche. Mentre, per i servizi strumentali offerti dai soggetti di cui sopra, i parametri standard di riferimento saranno costituiti dai prezzi di mercato.

Quando l’Organismo “in house” rappresenta un Ente strumentale dell’Amministrazione aggiudicatrice per lo svolgimento di più funzioni istituzionali, dovrà essere effettuata una valorizzazione economica dell’attività svolta, cercando di scomporla in segmenti omogenei singolarmente quotati.

Per la valutazione, oltre alla congruità economica dell’offerta, si dovrà anche verificare i benefici per la collettività conseguibili mediante l’affidamento diretto alla Società “in house”, operando un raffronto comparativo rispetto agli obiettivi perseguibili mediante il ricorso al mercato, secondo i Principi di efficienza, efficacia ed economicità.

Nel caso in cui le Stazioni appaltanti non procedano agli adempimenti richiesti dall’art. 192, comma 2, del “Codice dei Contratti” e dall’art. 34, comma 20, del Dl. n. 179/2012 per i servizi pubblici locali, oppure adottino una motivazione insufficiente o non adeguata, ciò comporterà l’illegittimità dell’affidamento diretto in favore della Società “in house”, con eventuale e conseguente responsabilità amministrativa e contabile del Responsabile del procedimento.

di Federica Giglioli


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