Annullamento in autotutela: il punto sulle condizioni che giustificano il ricorso a questo istituto

Annullamento in autotutela: il punto sulle condizioni che giustificano il ricorso a questo istituto

Nella Sentenza n. 1139 del 29 giugno 2016 del Tar Piemonte, viene presentato ricorso per l’annullamento della Deliberazione con cui un Direttore generale di un’Asl ha annullato d’ufficio la Deliberazione di affidamento diretto del Servizio di Tesoreria, attivato a seguito di procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara. Così si è reso necessario, a seguito della contestazione della legittimità dell’affidamento diretto promossa dalla locale Procura della Corte dei conti, un provvedimento di autotutela, al fine di svolgere una procedura di gara con più ampia partecipazione. I Giudici affermano che il potere di annullamento in autotutela viene esercitato al fine di garantire il ripristino della legalità, ma questa finalità non può integrare ex se, e tanto meno esaurire, l’ambito delle più ampie e articolate valutazioni che l’Amministrazione è chiamata ad operare, essendo invece imprescindibile una compiuta comparazione tra l’interesse pubblico e quello privato, oltre alla ragionevole durata del tempo intercorso tra l’atto illegittimo e la sua rimozione.

Nel caso di specie, 2 sono le ragioni dell’autotutela: il ripristino della legalità astrattamente violata, a causa dell’affidamento senza gara, e la necessità di adeguarsi al rilievo circa la eccessiva onerosità del contratto. Quanto alla prima ragione dell’annullamento, è incontestabile che il ricorso alla trattativa privata ex art. 57, comma 2, lett. a), del Dlgs. n. 163/06, debba considerarsi una assoluta eccezione al principio generale della massima concorrenzialità, per cui il Legislatore ha previsto una fase di indagine di mercato, anche solo al fine di consultare gli operatori economici del settore, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza, rotazione. In sostanza, quindi, i Giudici piemontesi statuiscono che il provvedimento col quale viene revocato l’affidamento diretto di un appalto di servizi motivato dal fatto che la Procura della Corte dei conti ne ha rilevato l’illegittimità, è perfettamente legittimo.


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