Anticorruzione: le proposte di modifica dell’Anac alla disciplina dell’inconferibilità degli incarichi

Anticorruzione: le proposte di modifica dell’Anac alla disciplina dell’inconferibilità degli incarichi

Con l’Atto di segnalazione n. 6 del 23 settembre 2015, l’Anac ha inviato al Governo e al Parlamento delle proposte di modifica alla disciplina in tema di inconferibilità di incarichi “amministrativi”, per condanna penale contenuta nel Dlgs. n. 235/12 e le antinomie rispetto alle previsioni in tema di inconferibilità, per condanna penale, previste dal Dlgs. n. 39/13.

Il Dlgs. n. 235/12, recante “Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a Sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’art. 1, comma 63, della Legge n. 190/12”), sulla incandidabilità alle cariche elettive regionali, all’art. 7 dispone che coloro che siano incorsi in una condanna per uno dei reati elencati dal medesimo articolo, non possono partecipare alla competizione elettorale e neppure assumere le vesti di “amministratore e componente degli organi componente degli organi comunque denominati delle unità sanitarie locali”.

Anche per quanto riguarda le cariche elettive degli enti locali, l’art. 10, comma 1, del sopra citato del Dlgs. n. 235/12 prevede che i soggetti condannati in via definitiva per i reati indicati, oltre al divieto di partecipare alle elezioni, anche l’inconferibilità di incarichi, inclusi quelli di “Presidente del Consiglio di amministrazione dei Consorzi, Consigliere di amministrazione e Presidente delle Aziende speciali e delle Istituzioni di cui all’art. 114 del Dlgs. n. 267/00”.

Quanto disposto dal Decreto di cui sopra, secondo il parere dell’Anac, è in contrasto con quanto sancito con la disciplina del Dlgs. n. 39/13, contenente “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le Pubbliche Amministrazioni e presso Enti privati in controllo pubblico, a norma dell’art. 1, commi 49 e 50, della Legge n. 190/12”, il quale, all’art. 3, comma 1, definisce “amministrativi” gli incarichi di “Amministratore di Ente pubblico” e quelli di “Amministratore di Ente privato in controllo pubblico”.

La contestuale applicabilità alle medesime fattispecie delle discipline dei 2 Decreti citati è rafforzata per effetto di quanto previsto dal comma 2, dell’art. 7 e comma 2, art. 10, del Dlgs. n. 235/12, in forza dei quali è vietato il conferimento di qualsiasi incarico per cui l’elezione o la nomina è di competenza, rispettivamente, “del Consiglio regionale, della Giunta regionale, dei rispettivi Presidenti e degli Assessori regionali, del Consiglio provinciale, comunale o circoscrizionale; della Giunta provinciale o del Presidente, della Giunta comunale o del Sindaco, di Assessori provinciali o comunali”.

Le antinomie riguardano pertanto le sostanziali differenze tra i 2 regimi delle inconferibiltà.

Con Deliberazione 1° luglio 2015, n. 54, l’Anac ha concluso, a tal proposito, che il Dlgs. n. 39/13 deve essere applicato a tutti gli incarichi definiti dallo stesso “amministrativi” in quanto la norma contenuta nel Dlgs. n. 39/13 è da ritenersi prevalente perché disciplina speciale oltre che successiva rispetto a quella del Dlgs. n. 235/12.

di Veronica Potenza


Related Articles

Assunzioni: indizione concorso in presenza di graduatorie valide ed efficaci

Nell’Ordinanza n. 450 del 13 settembre 2018 del Tar Campania, i Giudici hanno affermato che, in presenza di graduatorie concorsuali

Banca-dati catastale: in G.U. l’Elenco dei Comuni interessati dalle variazioni colturali nel 2016

E’stato pubblicato sulla G.U. n. 305 del 31 dicembre 2016 il Comunicato dell’Agenzia delle Entrate che avvisa dell’avvenuto aggiornamento delle

Trasferimenti erariali: attiva la procedura per chiedere i contributi per contenziosi connessi a Sentenze legate a calamità naturali

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 46 del 24 febbraio 2017 il Dm. Interno 14 febbraio 2017, con il quale