Armonizzazione: definiti i criteri per il miglioramento degli obiettivi del Patto di stabilità interno 2013 per gli Enti sperimentatori

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 303 del 28 dicembre 2013, il Dm. Mef 17 dicembre 2013 che individua, per l’anno 2013, i criteri in base ai quali operare il miglioramento degli obiettivi del Patto di stabilità interno di Regioni, Province e Comuni che partecipano alla sperimentazione di cui all’art. 36 del Dlgs. n. 118/11.

L’art. 20, comma 3-bis, del Dl. n. 98/11, convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111, come inserito dall’art. 1, comma 429, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228, prevede che agli Enti territoriali che hanno partecipato alla sperimentazione di cui all’art. 36, del Dlgs. n. 118/11, sia riconosciuta, per l’anno 2013, un’agevolazione per complessivi Euro 20 milioni in termini di riduzione dell’obiettivo del Patto di stabilità interno di cui all’art. 31, Legge n. 183/11.

Come è noto questo beneficio, di cui hanno goduto nel corso dell’anno 2013 gli Enti sperimentatori, si modificherà per l’anno 2014, visto che l’art. 9, comma 4-ter, del Dl. n. 102/13, ha previsto che per l’anno 2014 il saldo obiettivo del Patto di stabilità interno per gli Enti in sperimentazione sia ridotto, proporzionalmente, di un valore compatibile con gli spazi finanziari derivanti dall’applicazione del comma 4-quater e, comunque, non oltre un saldo pari a zero. Tale riduzione non si applicherà agli Enti Locali esclusi dalla sperimentazione.

Il citato art. 20, del Dl. n. 98/11, prevedeva che le modalità di ripartizione, tra gli Enti sperimentatori, di Euro 20 milioni di agevolazioni in termini di Patto di stabilità interno fossero demandate ad apposito Decreto Mef, sentita la Conferenza unificata. Lo scorso 17 dicembre 2013, con il Decreto in commento, il Mef ha individuato il criterio di ripartizione del miglioramento di Euro 20 milioni dell’obiettivo del Patto di stabilità interno tra Regioni, Province e Comuni che nel corso dell’anno 2013 hanno partecipato alla sperimentazione.

All’art. 1 del Dm. 17 dicembre 2013, si chiarisce che il beneficio viene ripartito rispettando il contributo alla manovra di finanza pubblica richiesto ai predetti Comparti (Regioni, Province e Comuni) in base a quanto stabilito dai Decreti-legge n. 78/10, n. 98/11, n. 138/11 e n. 95/12. Ciò comporta che la ripartizione avviene, quanto ad Euro 8 milioni a favore delle Regioni, ad Euro 3 milioni in favore delle Province e quanto ad Euro 9 milioni a favore dei Comuni.

All’art. 2 si individuano i criteri per la ripartizione del beneficio tra le Regioni che hanno partecipato alla sperimentazione contabile; il complesso delle spese finali in termini di competenza eurocompatibile[1] delle Regioni a statuto ordinario viene aumentato per ciascuna Regione in base a quanto determinato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni.

All’art. 3 si individuano i criteri per le Province. In questo caso, trattandosi sempre di obiettivo in termini di “saldo di competenza mista”, il beneficio consiste in una riduzione determinata come segue: per metà della somma in quota fissa, per l’altra metà in proporzione all’obiettivo del Patto di stabilità interno di ciascuna Provincia interessata. In proposito, si ricorda che le modalità di calcolo del Patto di stabilità interno 2013 per gli Enti sperimentatori sono state chiarite nel Decreto Mef–RgS 28 agosto 2013, Prot. n. 70998.

All’art. 4 si individuano i criteri per i Comuni, per i quali il criterio di ripartizione prevede che il 50% della somma disponibile (Euro 4,5 milioni) venga ripartita tra gli Enti che hanno un contributo al risanamento dei conti pubblici superiore ad Euro 50 milioni ex lett. a), comma 1. Le spettanze per ciascun Comune, definite in termini di saldo obiettivo di competenza mista, sono determinate in proporzione al concorso relativo di ciascun Ente al risanamento dei conti pubblici rispetto al totale degli Enti sperimentatori. Con la lett. b), del comma 1, si definisce che il restante 50% è assegnato in relazione all’onere che ciascun Comune sostiene rispetto al totale degli Enti sperimentatori. Tale onere è valutato in base ad un coefficiente determinato per specifiche classi demografiche. L’art. 4, comma 1, lett. c), fissa dei limiti di ripartizione del beneficio, disponendo che la quota di contributo conferita a ciascun Comune, ai sensi della lett. b), non possa superare per ciascun Ente l’8% del saldo obiettivo di competenza mista. L’eventuale eccedenza, rispetto al limite dell’8%, verrà ulteriormente ripartita secondo il criterio fissato alla stessa lett. b).

All’art. 5 si precisa che tale sistema premiante può essere applicato solamente agli Enti sperimentatori che applicano correttamente le disposizioni del Dlgs. n. 118/11.

Il Decreto riporta in maniera dettagliata le somme assegnate in termini di miglioramento del Patto 2013 a ciascun Ente.

 

[1] Si ricorda che, a partire dall’anno 2013, per le Regioni non si parla più di “saldo di competenza mista”, bensì di “spese finali in termini di competenza eurocompatibile”, concetto che meglio rappresenta il reale contributo delle Regioni alla manovra di finanza pubblica richiesto allo Stato italiano dalle Istituzioni comunitarie. Pertanto, il vantaggio in termini di Patto di stabilità consiste nella possibilità di aumentare le spese finali e non in termini di riduzione di obiettivi.


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