Canone unico patrimoniale

Corte dei conti Piemonte, Delibera n. 80 del 18 aprile 2024

Nella fattispecie in analisi, una Arcidiocesi comunale ha chiesto l’esenzione dal pagamento del Canone per l’occupazione di suolo pubblico in relazione a un intervento “Pnrr” per la sicurezza sismica della Chiesa parrocchiale, inserito dal Ministero dei Beni culturali nella Missione 1 (Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura), Componente 3 (Turismo e Cultura), con copertura totale dei costi. In seguito all’Accordo tra il Ministero dei beni culturali e la Conferenza episcopale italiana, nonché al disciplinare d’obbligo con il Ministero della Cultura, la Direzione generale per la Sicurezza del patrimonio culturale ha designato l’Arcidiocesi come Ente attuatore esterno dell’intervento.

Con proprio Decreto il Direttore generale del Ministero della Cultura ha conferito all’Arcidiocesi il ruolo di Soggetto attuatore esterno, assegnando ad essa le relative risorse. Il regolamento comunale relativo al canone unico patrimoniale prevede agevolazioni e riduzioni, tra cui una riduzione del 25% per occupazioni temporanee superiori ai 15 giorni e del 50% per occupazioni superiori ai 30 giorni, a condizione che non si usufruisca di agevolazioni fiscali superiori al 65%.

Lo stesso Regolamento contempla esenzioni per occupazioni effettuate da Enti religiosi per l’esercizio di culti ammessi nello Stato, nonché per finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica. Alla luce di ciò, l’ente chiede se sia possibile concedere l’esenzione prevista dall’art. 1 comma 833 lett. a) della Legge n. 160/2019, considerando i requisiti soggettivi dell’ente religioso e oggettivi dell’esercizio di culto ammesso dallo Stato, oppure se sia ammissibile la riduzione del 50% come previsto dal Regolamento comunale.

La Sezione rileva che la “Legge di bilancio 2020” (art. 1, commi 816-836) ha istituito, a partire dal 2021, il cosiddetto “Canone unico patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria”, al fine di consolidare in un’unica forma di prelievo le entrate derivanti dall’occupazione di aree pubbliche e dalla diffusione di messaggi pubblicitari. Questo Canone ha sostituito le precedenti normative relative alla Tosap, alla Cosap, all’Imposta comunale sulla pubblicità e al diritto sulle pubbliche affissioni (Icpdpa), nonché al Canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (Cimp) e al Canone per l’occupazione delle strade.

Inoltre, il Canone unico patrimoniale comprende anche eventuali canoni ricognitori o concessori previsti da norme di legge e dai regolamenti comunali e provinciali, esclusi quelli legati alla prestazione di servizi. Il soggetto passivo del Canone è il titolare dell’autorizzazione o della concessione, oppure, in mancanza, il soggetto che effettua l’occupazione o la diffusione dei messaggi pubblicitari in modo abusivo, con l’obbligo solidale per il soggetto pubblicizzato in caso di diffusione abusiva. Nonostante la sua definizione unitaria, il Canone si basa su 2 distinti presupposti: l’occupazione di aree pubbliche o la diffusione di messaggi pubblicitari, entrambe potenzialmente abusive. Inoltre, l’applicazione del canone per la diffusione di messaggi pubblicitari esclude l’applicazione del canone per le occupazioni di suolo pubblico. Per le occupazioni di suolo pubblico, il canone è determinato in base alla durata, alla superficie, alla tipologia, alla finalità e alla zona occupata, con le strade e gli spazi comunali classificati in categorie in base alla loro importanza. La tariffa standard annua per metro quadrato varia a seconda della popolazione comunale, con importi specifici per diverse fasce demografiche.

La disciplina del Canone unico patrimoniale è in gran parte demandata ai Regolamenti degli Enti, i quali devono comunque contenere elementi essenziali come le procedure per il rilascio delle concessioni, l’individuazione delle tipologie di impianti pubblicitari autorizzabili, la superficie degli impianti destinati al servizio delle pubbliche affissioni, e ulteriori esenzioni o riduzioni rispetto a quelle previste dalla legge. La legge prevede anche ipotesi di esenzione dal Canone, in particolare per le occupazioni effettuate da Enti pubblici o religiosi per finalità specifiche come assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica. Tuttavia, l’interpretazione della norma indica che tali esenzioni sono limitate ai casi specificamente previsti dalla legge, senza possibilità di estensione analogica.

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