Cartella di pagamento: non è invalida se il contribuente dimostra di conoscerne il contenuto

Nell’Ordinanza n. 20991 dell’8 settembre 2017 della Corte di Cassazione, viene accolto il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate verso la Sentenza che aveva statuito che l’ingiunzione di pagamento impugnata dal contribuente era carente di motivazione perché non erano stati specificati gli esatti parametri utilizzati dall’Amministrazione finanziaria per calcolare le somme dovute.

La Suprema Corte chiarisce che, vista la funzionalità dell’obbligo motivazionale alla preservazione in capo al contribuente del diritto di difesa e di contraddittorio sul fondamento della pretesa fiscale, la cartella esattoriale (che segua ad una decisione intervenuta nel giudizio di impugnazione a prodromico accertamento) non può considerarsi invalida allorquando, pur limitandosi ad indicare gli estremi dell’atto presupposto, già noto al contribuente stesso, venga impugnata da quest’ultimo, il quale dimostri, proprio per averli puntualmente contestati, di avere piena conoscenza dei presupposti della medesima.