Cessione gratuita di beni: le implicazioni fiscali e la gestione in “Pcc”

Cessione gratuita di beni: le implicazioni fiscali e la gestione in “Pcc”

Il testo del quesito:

Un commerciante del nostro Comune vuole donarci alcuni beni di prima necessità da devolvere alle persone in disagiate condizioni economiche. Il commerciante deve emettere fattura al ns. Ente ? Se si, quali riferimenti normativi deve contenere? Inoltre, quali sono le implicazioni a livello di ‘Pcc’ ?”.

La risposta dei ns. esperti.

In merito al quesito posto, si precisa che il cedente/donante è identificabile come “soggetto Iva”, per cui l’operazione in questione è fuori campo Iva ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 4), del Dpr. n. 633/1972, laddove:

  • non rientri nell’esercizio dell’impresa se di costo unitario non superiore a Euro 50;
  • non sia stata operata la detrazione dell’Iva, ai sensi dell’art. 19 del Dpr. n. 633/1972, al momento dell’acquisto dei beni donati.

Se non valgono tali 2 condizioni (e dal tenore letterale del quesito parrebbero non valere, posto che il donante è un commerciante e tra i prodotti che vende solitamente ci sono anche quelli donati) l’operazione è rilevante Iva, seppur gratuita, ed il commerciante deve emettere fattura al valore normale (art. 14, Dpr. n. 633/1972) potendo non rivalersi sul Comune di tale imposta (art. 18, comma 3, Dpr. n. 633/1972).

La fattura riporterà imponibile e Iva ma con la specifica che trattasi di cessione gratuita di beni senza rivalsa dell’Iva.

Con riferimento all’emissione della fattura si fa presente che per una corretta gestione della stessa (tenuto conto delle problematiche che ne derivano sulla “Pcc” in caso di una gestione errata delle fatture) occorre che il “netto a pagare” (penultimo paragrafo intitolato “Dati relativi al pagamento” della fattura) riporti un importo pari a 0.

Per fare ciò, salvo specifiche funzionalità del software contabile di chi emette la fattura, occorre che la stessa sia composta da due righe:

  • la prima inerente alla cessione del bene con imponibile pari al valore normale e l’aliquota Iva corrispondente;
  • la seconda relativa al riferimento normativo della cessione gratuita di beni (l’art. 2, comma 2, n. 4), Dpr. n. 633/1972), nel campo “imponibile” bisognerà indicare con segno negativo l’importo del valore normale del bene ceduto e nel campo “aliquota Iva” indicare “Fuori campo” con aliquota 0%. In tal modo dovrebbe risultare una fattura con un “Totale documento” pari al valore dell’Iva da versare e un “netto a pagare” pari a 0.

di Francesco Vegni e Gabriele Nardi


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