Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: arriva il via libera al Dpr. con le nuove indicazioni

Sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione, è stata pubblicata la Notizia del 1° dicembre 2022 in cui si informa che è stato dato il via libera dal Consiglio di Ministri alle modifiche del Codice di comportamento.

Tra le principali aree di intervento su cui agisce lo Schema di Decreto del Presidente della Repubblica recante “Modifiche al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici”, che è stato approvato in Consiglio dei Ministri, vi sono il divieto di discriminazioni basate sulle condizioni personali, i criteri di misurazione della performance e la responsabilità dei Dirigenti per la crescita dei propri collaboratori, l’adozione di comportamenti rispettosi dell’Ambiente, l’utilizzo dei Social media da parte dei dipendenti pubblici. 

Lo Schema di Dpr., adottato in attuazione di quanto previsto dal cd. “Decreto Pnrr 2” (Dl. n. 36/2022), integra gli elementi costitutivi della Milestone M1C1-58, del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, di riforma della Pubblica Amministrazione, che deve essere conclusa entro la scadenza del 1° semestre del prossimo anno. 

Con l’approvazione in CdM. della revisione del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici proseguiamo nella strada tracciata per una Riforma della P.A. che basa la sua efficienza sul suo capitale umano”, commenta il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. “Tutta insieme la P.A., centrale e territoriale, quale Infrastruttura strategica per lo Sviluppo del Paese, impegnata nella messa a terra dei Progetti del ‘Pnrr’ – prosegue il Ministro – non può prescindere dalla giusta valorizzazione delle persone che lavorano per l’interesse collettivo e dalla loro responsabilizzazione, quali leve indispensabili per la crescita degli stessi lavoratori e delle organizzazioni”.

Come si apprende dalla notizia pubblicata sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione, tra le principali novità del Dpr., compaiono “la responsabilità attribuita al Dirigente per la crescita professionale dei collaboratori, e per favorirne le occasioni di formazione e le opportunità di sviluppo, nonché l’espressa previsione della misurazione della performance dei dipendenti anche sulla base del raggiungimento dei risultati e del loro comportamento organizzativo; l’espressa previsione del divieto di discriminazione basato sulle condizioni personali del dipendente, quali ad esempio orientamento sessuale, genere, disabilità, etnia e religione; la previsione che le condotte personali dei dipendenti realizzate attraverso l’utilizzo dei Social media non debbano in alcun modo essere riconducibili all’amministrazione di appartenenza o lederne l’immagine ed il decoro”.