Concorsi: per il corretto inoltro della domanda tramite Pec vale la data di invio da parte del concorrente

Concorsi: per il corretto inoltro della domanda tramite Pec vale la data di invio da parte del concorrente

Nella Sentenza n. 12002/2020 del Tar Lazio, i Giudici affermano che, in un concorso per il “Pubblico Impiego”, deve essere accettata anche la domanda pervenuta fuori termine se la casella Pec dell’Amministrazione è piena. In tale ipotesi, come avvenuto nel caso di specie, il comportamento della ricorrente – che si è puntualmente adoperata per garantire il tempestivo nonché rituale (a mezzo Pec) invio della domanda di partecipazione – non può essere ritenuto improntato a negligenza. Il corretto adempimento peraltro risulta ampiamente attestato dalla ricevuta di “accettazione” della domanda stessa, dovendosi piuttosto ascrivere la sua mancata “consegna” ad una mera defaillance organizzativa della Pubblica Amministrazione (casella Pec piena, che evidentemente non era stata in quei giorni prontamente e debitamente svuotata) che in alcun modo potrebbe negativamente ricadere sull’incolpevole privato cittadino. E tanto in applicazione del Principio del divieto di aggravio del procedimento di cui all’art. 1, comma 2, della Legge n. 241/1990. Dunque, è irragionevole ricollegare un determinato effetto di decadenza al ritardo, nel compimento di una determinata attività, riferibile non al richiedente ma alla stessa P.A. che indìce il concorso, o meglio ad un segmento di attività del tutto estranea alla sfera di disponibilità del candidato. Una volta che quest’ultimo abbia efficacemente posto in essere tutte le attività a lui direttamente imposte (in questo caso: tempestivo inoltro della domanda entro una certa data ed utilizzo della Pec), alcuna forma di responsabilità, né tanto meno alcun effetto decadenziale, potrebbe essere allo stesso addebitato. Perciò, in base a quanto sopra esposto, la disposizione dell’avviso, nella parte in cui stabilisce che la domanda deve “pervenire” alla P.A. entro un dato termine (con correlato onere di attestarne la “consegna” via Pec), si rivela illegittima per la violazione dei suddetti Principi.


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