Concorsi pubblici: obbligo di comunicazione del risultato della valutazione dei titoli prima dell’effettuazione della prova orale

Concorsi pubblici: obbligo di comunicazione del risultato della valutazione dei titoli prima dell’effettuazione della prova orale

Nella Sentenza n. 350 del 2 marzo 2017 del Tar Calabria, il ricorrente ha partecipato ad una procedura selettiva, per titoli ed esami, per l’affidamento dell’incarico a tempo determinato di Dirigente medico oculista presso una Asp, risultando ultimo in graduatoria.

Pertanto, impugna l’atto di approvazione della graduatoria definitiva, denunciando la mancata pubblicazione del risultato della valutazione dei titoli prima dell’effettuazione della prova orale,nonché l’illegittima valutazione dei titoli medesimi e chiedendo, altresì, il risarcimento dei dannisubìti.

I Giudici rilevano che l’obbligo di comunicazione del risultato della valutazione dei titoli prima dell’effettuazione della prova orale è prescritto dall’art. 12, comma 2, del Dpr. n. 487/94. Nello specifico, il fondamento dell’obbligo partecipativo in questione consiste, infatti, da un lato, nel rendere noto aiconcorrenti, prima dello svolgimento dell’ultima prova, il punteggio provvisoriamente conseguito fino a tale momento, così da calibrare di conseguenza la preparazione per essa, e dall’altro, diassicurare una rigida scansione dei diversi momenti valutativi nei quali si articola la selezioneconcorsuale, così da prevenire qualsiasi rischio che i punteggi di merito possano essere manipolati ascopo di indebiti favoritismi.

Pertanto, mediante questa sequenza tra punteggio provvisorio – soggetto a comunicazionepreventiva – e graduatoria definitiva, si assicura un più elevato tasso di imparzialità della valutazionedelle capacità ed attitudini dei candidati, facendosi in modo che la graduatoria definitiva consistanell’effettiva risultante delle diverse fasi valutative, senza indebite commistioni tra le stesse.

Poi, i Giudici evidenziano che, attraverso la comunicazione del punteggio provvisorio, si realizza unmaggiore grado di trasparenza già nella fase concorsuale, al cui perseguimento è preordinato anche l’accesso previsto dall’art. 12, comma 3 in esame, finalizzato ad eventuali richieste di correzione prima dello svolgimento della prova finale, allo scopo di prevenire eventuali contenziosi.

Né, infine, trattandosi di un adempimento procedimentale finalizzato alla tutela delle descritte inderogabili esigenze di trasparenza ed imparzialità, la sua mancata osservanza può ritenersi priva di valenza invalidante, ex art. 21-octies, comma 2, della Legge n. 241/90, per effetto della predeterminazione ex ante dei criteri di valutazione dei titoli.


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