Conferimento incarichi dirigenziali a tempo indeterminato: la Corte Veneto si esprime sui limiti introdotti dalla “Legge di stabilità 2016”

by Redazione | 31/01/2017 13:34

Nella Delibera n. 12 dell’11 gennaio 2017 della Corte dei conti Veneto, viene chiesto un parere in merito alla interpretazione dell’art. 1, commi 219, 221, 224 e 228, della Legge n. 208/15.In particolare, viene chiesto:

– se il comma 219 si applichi ai Comuni;

– se, in caso di risposta positiva al primo quesito,la disposizione in questione impedirebbe il conferimento di incarichi dirigenziali a tempo indeterminato ovvero le assunzioni ex art. 110, comma 1, del Dlgs. n. 267/00;

– se il comma 228, oltre a ridurre le percentuali delle facoltà assunzionali, escluda del tutto, nella sua formulazione testuale, le assunzioni a tempo indeterminato di Dirigenti.

La Sezione risponde al quesito in esame con un triplice ordine di argomentazioni:

Alla luce di tali considerazioni, il richiamo ai posti di dirigenza di prima e seconda fascia non sembra costituire elemento ermeneutico dirimente in senso contrario alla generale applicabilità della norma alle Pubbliche Amministrazioni, salve le espresse e specifiche eccezioni previste, tanto più che la disposizione si colloca in linea di continuità con altre norme che hanno fortemente limitato e condizionato le capacità assunzionali degli Enti Locali.

Poi, secondo la Sezione, non sembra sussistere il paventato contrasto tra il comma 219 e il successivo comma 228; quest’ultimo, nel sancire una riduzione delle percentuali del turn over per il triennio 2016-2018 limitatamente al personale a tempo indeterminato di qualifica non dirigenziale, ha lasciato inalterata la disciplina già esistente con riferimento al personale dirigenziale e limitatamente ai posti disponibili ai sensi del precedente comma 219.

Una volta riconosciuta l’applicabilità della disciplina in commento ai posti dirigenziali degli Enti Locali, deve ritenersi che ricadano nel vincolo di indisponibilità anche gli incarichi dirigenziali a tempo determinato conferiti entro i limiti di cui all’art. 110, comma 1, del Tuel, ossia in misura non superiore al 30% dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica, trattandosi di fattispecie, da un lato, non rientranti tra le eccezioni previste dal medesimo comma 219 e, dall’altro lato, certamente attratte nella valenza onnicomprensiva della previsione finale.

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