Consiglio nazionale Dottori commercialisti e degli esperti contabili: proposta in materia di Organo di revisione degli Enti Locali

Consiglio nazionale Dottori commercialisti e degli esperti contabili: proposta in materia di Organo di revisione degli Enti Locali

Il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili ha presentato in data 8 novembre 2021 al Ministero dell’Interno un Documento, elaborato dalla Commissione “Revisione dei Principi di vigilanza e controllo dell’Organo di revisione degli Enti Locali”, con proposte di modifica al Titolo VII del Tuel (“Revisione economico finanziaria”). 

Le proposte hanno tenuto conto del Ddl. 14 ottobre 2021, recante “Delega al Governo per la revisione del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali di cui al Dlgs. n. 267/2000 e altre disposizioni per la funzionalità degli Enti Locali”, il quale prevede all’art. 5 (“Modifiche alla disciplina delle funzioni di revisione economico-finanziaria e risanamento degli Enti Locali”) che il Governo provveda alla “valorizzazione della revisione economico-finanziaria” nel rispetto dei seguenti Principi: 

– revisione organica della disciplina della funzione di revisione economico-finanziaria e del
funzionamento dell’Organo di revisione, garantendone l’indipendenza e la professionalità, nonché
ridefinizione delle competenze, anche al fine di rendere più rapida ed efficace l’attività di controllo
sugli atti dell’Ente; 

– previsione di istituti organizzativi volti a favorire la formazione; 

– ampliamento del numero di Enti, in base alla soglia demografica, per i quali l’Organo di revisione deve
essere previsto in forma collegiale; 

– individuazione di criteri per l’inserimento nell’Elenco dei Revisori dei conti nel rispetto dei seguenti
Principi: 

  1. rapporto proporzionale tra anzianità di iscrizione negli Albi e Registri e popolazione di ciascun
    Comune; 
  2. previsione della necessità, ai fini dell’iscrizione, di aver in precedenza avanzato richiesta di
    svolgere la funzione nell’Organo di revisione degli Enti Locali;
  3. possesso di specifica qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione
    economica e finanziaria degli Enti pubblici territoriali; 

– limitazione del divieto di più di 2 incarichi da Revisore nello stesso Ente solo al caso di incarichi
consecutivi.

Il Documento espone le proposte elaborate con riferimento a ciascun articolo dell’attuale
Titolo VII del Tuel; in sintesi, quelle rilevanti e significative riguardano:

  • Art. 234 – “Organo di revisione economico-finanziario”: incaricare un Organo collegiale di 3 membri in tutti i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti con estrazione dall’Elenco dei Revisori dei conti degli Enti locali su base regionale. Possibilità di prevedere che il Presidente dell’Organo di revisione venga eletto dal Consiglio dell’Ente entro una rosa di nomi precedentemente estratta dall’Elenco dei Revisori dei conti. Sorteggiare, per gli Organi collegiali, un componente non Presidente esclusivamente dalla fascia di minor qualificazione professionale. Organo collegiale di revisione per tutte le Unioni di Comuni.
  • Art. 235 – “Durata dell’incarico e cause di cessazione”: possibilità di un terzo incarico nel medesimo Ente per il Revisore, qualora detto incarico non sia consecutivo ai precedenti. Proposta di stabilire che l’inadempienza debba essere causa di revoca solo se caratterizzata da gravità e mancanza di obiettiva giustificazione; al riguardo, l’Osservatorio sulla finanza e contabilità degli Enti Locali del Ministero dell’Interno, in data 25 giugno 2021, ha avviato l’esame di un Atto di orientamento volto a favorire una più puntuale qualificazione dell’inadempienza rilevante ai fini della revoca e a introdurre un procedimento per la definizione stragiudiziale di eventuali controversie insorte in ordine all’applicazione delle disposizioni in questione. 
  • Art. 239 – “Funzione dell’Organo di revisione”: termine minimo (20 giorni dalla trasmissione dello schema di bilancio) anche per la redazione del Parere al bilancio di previsione, da prevedere con norma regolamentare. Necessità per l’Organo di revisione di esprimere Parere anche per la revisione, ristrutturazione o rinegoziazione di mutui o di altri contratti di approvvigionamento finanziario. Per la verifica degli atti di programmazione in materia di personale, viene proposto che la competenza del Revisore venga limitata alla verifica del rispetto dei vincoli normativi (programmazione improntata al perseguimento dell’obiettivo del contenimento della spesa e verifica in sede di rendiconto dell’effettivo rispetto del vincolo della riduzione della spesa), e non anche a quanto previsto dall’art. 40-bis, comma 1, del Dlgs. n. 165/2001, trattandosi di controlli di natura giuridica che rientrano, in quanto tali, nell’ambito delle incombenze del Segretario. Nei pareri dovrebbe venire espresso obbligatoriamente un giudizio degli effetti del provvedimento sottoposto all’esame dell’Organo di revisione sugli equilibri finanziari, economici e patrimoniali anche prospettici dell’Ente, sul rispetto dei vincoli di legge e, quanto ai regolamenti, sul rispetto dei Principi di adeguatezza, semplificazione e trasparenza. La nomina del collaboratore del Collegio dovrebbe avvenire solo con decisione unanime dei componenti l’Organo di revisione. I compiti ulteriori eventualmente affidati all’Organo di revisione dovrebbero essere compensati con un correlato e coerente incremento del compenso già previsto per l’incarico di revisione dell’Ente.
  • Art. 241 – “Compenso dei Revisori”: indicazione di stabilire anche di un limite minimo al compenso in ragione della classe demografica del Comune pari al compenso indicato per la classe immediatamente inferiore, qualora non vi sia una classe inferiore il compenso minimo dovrà stabilirsi in almeno l’80% del compenso della classe demografica di riferimento.

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