Contenimento spesa di personale: la Corte ribadisce la necessità di prendere a riferimento quella media sostenuta nel triennio precedente  

Contenimento spesa di personale: la Corte ribadisce la necessità di prendere a riferimento quella media sostenuta nel triennio precedente   

Nella Delibera n. 109 del 10 dicembre 2014 della Corte dei conti Basilicata un Sindaco, dopo aver richiamato la disciplina in materia di assunzioni di personale e turn over contenuta nel Decreto-legge di riforma della Pubblica Amministrazione (Dl. n. 90/14), ha chiesto:

1)        se il Comune in questione può dar corso alle procedure indette per il reclutamento del personale ed alla successiva contrattualizzazione, essendo state indette dette procedure nell’anno 2012;

2)        in subordine se l’Ente nel determinare il limite di spesa (60% per l’anno 2014) di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente (Dl. n. 90/14) possa considerare anche le cessazioni avvenute dal 2006 ad oggi e non surrogate con nuove assunzioni, contestualizzando l’orientamento a suo tempo espresso dalle Sezioni Riunite in sede con la Delibera n. 52/10 laddove aveva stabilito che potevano essere ricoperte anche in anni successivi a quello immediatamente seguente tutte le cessazioni intervenute dal 2006 in poi.

La Sezione in epigrafe indicata, con la Delibera n. 97/14, ritenuta la parziale ammissibilità delle questioni prospettate, ha sollevato questione di massima sulla quale si è pronunciata la Sezione delle Autonomie della Corte dei conti con la Delibera n. 27/14;

La Sezione osserva che la Delibera n. 97/14, e rileva che alla luce delle argomentazioni esposte nella predetta Delibera e delle divergenze interpretative ivi evidenziate la Sezione, considerata anche la particolare rilevanza della questione, ha sollevato questione di massima per stabilire se, in conseguenza della norma, contenuta all’art. 3, comma 5, del Dl. n. 90/14, che consente la cumulabilità delle risorse destinatealle assunzioni solo dal 2014 e per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile,possa ritenersi consentito, ed in quali limiti, anche temporali, l’utilizzo, ai fini del turn over, delle risorse liberate dalle cessazioni dei rapporti lavorativi del personale di ruolo intervenute in esercizi anteriori a quello antecedente il corrente anno.La Sezione delle Autonomie con la Delibera n. 27/14, dopo aver premesso che il Legislatore, degli ultimi anni, è più volte intervenuto, in materia di spesa del personale e capacità di assunzioni da parte degli Enti Locali, in maniera non sempre coerente ma volta, in ogni caso, ad affermare il principio del contenimento della spesa fissato nell’art. 1, comma557 e seguenti, della Legge n. 296/06, ha evidenziato che, prima della novella del Dl. n. 90/14, gli enti (sia quelli sottoposti al Patto di stabilità sia gli altri) potevano procedere ad assunzioni solo valutando le cessazioni avvenute nell’anno precedente e la relativa spesa. Per gli enti più piccoli (non sottoposti al Patto) l’intervento della Delibera n. 52/10 delle Sezioni Riunite ha reso possibile, sommare i resti derivanti dalle cessazioni di più anni. In conclusione la Sezione ribadisce il principio di indirizzo enunciato nella Delibera n. 27/14:

Per quanto riguarda la spesa del personale si ribadisce che deve essere considerato principio cardine quello di contenimento della spesa complessiva, con riferimento a quella media sostenuta nel triennio precedente, ai sensi dell’art. 1, comma 557 e seguenti della Legge n. 296/06.Il limite di spesa per procedere alle assunzioni nel 2014 e 2015 deve essere calcolato sulla base del 60% della spesa relativa a quella del personale di ruolo cessato nell’anno precedente, mentre per gli anni successivi ilimiti vengono ampliati fino al 100%. Dal 2014 le assunzioni possono essere programmate destinando alle stesse, in sede di programmazione del fabbisogno e finanziaria, risorse che tengano conto delle cessazioni del triennio”.


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