Contributo pubblico Gruppi consiliari: utilizzo per incarichi a soggetti in quiescenza

Contributo pubblico Gruppi consiliari: utilizzo per incarichi a soggetti in quiescenza

Nella Delibera n. 65 del 18 maggio 2021 della Corte dei conti Liguria, il Presidente del Consiglio regionale ha chiesto un parere in merito all’utilizzo del contributo ricevuto per il funzionamento e per le spese di personale ai sensi della Legge regionale n. 38/1990. Più in particolare, è stato domandato se tale contributo possa essere utilizzato “per retribuire l’eventuale prestazione lavorativa di un soggetto in quiescenza (ex dipendente pubblico), tenuto conto che l’incarico avverrebbe, se del caso, collocando il soggetto stesso in posizione impiegatizia, non direttiva né, tantomeno, dirigenziale (…) l’assunzione riguarderebbe il Gruppo consiliare”.

La Sezione rileva che la Lr. Liguria n. 38/1990 pone un espresso vincolo di destinazione delle somme erogate ai Gruppi consiliari a determinate categorie di spesa, ossia quelle di “funzionamento” (destinate a scopi istituzionali riferiti all’attività del Consiglio regionale) e quelle per il “personale”. Rispetto a queste ultime, tuttavia, il Legislatore regionale si è limitato a fissarne l’ammontare e ad individuare le tipologie di personale (pubblico o privato) di cui i Gruppi possono avvalersi e le relative modalità di assunzione (es. contratti previsti dall’ordinamento del lavoro privato e prestazioni professionali di lavoro autonomo). Non sono state tuttavia fissate prescrizioni con riferimento alle modalità di scelta di detto personale o alle caratteristiche che questo deve presentare, in omaggio alla discrezionalità e autonomia politica dei Gruppi consiliari, che restano, in termini generali, soggetti alla disciplina cui soggiace il datore di lavoro privato in relazione alle tipologie contrattuali prescelte, anche con riferimento, per quanto qui interessa, alla disciplina legislativa in materia di cumulo tra pensione e reddito da lavoro. Non si rinvengono, nella normativa regionale, elementi ostativi alla possibilità di remunerare, con i contributi assegnati ai Gruppi consiliari, un soggetto in quiescenza, nel rispetto dei limiti oggettivi prescritti dall’art. 5, comma 9, del Dl. n. 95/2012 (e, più in generale, dalla disciplina in materia di cumulo tra pensione e reddito da lavoro). In merito a ciò, la Sezione ritiene applicabile anche nei confronti dei Gruppi consiliari il divieto prescritto dall’art. 5, comma 9, del Dl. n. 95/2012, di conferire a soggetti in quiescenza incarichi e cariche (se non a titolo gratuito), in ipotesi di studio e di consulenza, di incarichi dirigenziali o direttivi o di cariche in organi di governo. Inoltre, la Sezione precisa che spetta al Consiglio regionale valutare se l’eventuale assunzione di personale o il conferimento di incarichi da parte di un Gruppo consiliare rientri o meno, nel divieto di cui all’art. 5, comma 9, del Dl. n. 95/2012.


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