Controversie riguardanti atti di esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento

Controversie riguardanti atti di esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento

Nella Sentenza n. 11481 dell’11 maggio 2018 della Corte di Cassazione, la questione controversa riguarda l’individuazione del Giudice – ordinario o tributario – cui è devoluta la cognizione dell’opposizione proposta avverso un atto di pignoramento effettuato in forza di crediti tributari e basata sulla dedotta mancata o invalida previa notificazione della cartella di pagamento recante la suddetta pretesa creditoria.

La Suprema Corte rileva che l’art. 2, comma 1, del Dlgs. n. 546/92, individua il discrimine tra giurisdizione tributaria e giurisdizione ordinaria nella “notificazione della cartella di pagamento”. Prima di tale notifica la controversia è devoluta al Giudice tributario, dopo, al Giudice ordinario.

Dunque, la disposizione richiede, per radicare la giurisdizione del Giudice ordinario, la notificazione del titolo esecutivo (o degli altri atti costituenti presupposti dell’esecuzione forzata tributaria). Ne deriva che l’impugnazione di un atto dell’esecuzione forzata tributaria (come il pignoramento effettuato in base a crediti tributari) che il contribuente assume essere invalido perché non preceduto dalla suddetta notificazione integra un’opposizione ai sensi dell’art. 617 del Cpc. nella quale si fa valere una nullità “derivata” dell’atto espropriativo che è devoluta alla cognizione del Giudice tributario, proprio perché si situa prima della notificazione in questione. In questa prospettiva, ai fini della giurisdizione, non ha importanza se, in punto di fatto, la cartella (o un altro degli atti equipollenti richiesti dalla legge) sia stata o no effettivamente notificata.

Inoltre, ammettere davanti al Giudice ordinario l’impugnazione del pignoramento per omessa notifica della cartella appare comunque in contrasto con il divieto previsto dall’art. 57 del Dpr. n. 602/73; divieto che, per la sua collocazione sistematica e per la sua formulazione, deve ritenersi assoluto (cioè diretto non esclusivamente al Giudice tributario).

Infine, i Giudici di legittimità chiariscono che l’atto di pignoramento non preceduto dalla notifica della cartella di pagamento integra il primo atto in cui si manifesta al contribuente la volontà di procedere alla riscossione di un ben individuato credito tributario e pertanto, in quanto idoneo a far sorgere l’interesse ad agire ai sensi dell’art. 100 del Cpc., rientra nell’ambito degli atti impugnabili davanti al Giudice tributario in forza dell’art. 19 del Dlgs. n. 546/92.

di Carolina Vallini


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