Conversione in Legge n. 61/2021 del Dl. n. 30/2021: le novità in materia di congedo straordinario da “Covid-19” e di “lavoro agile”

by Redazione | 24/05/2021 16:00

È stato pubblicata, sulla G.U. n. 112 del 12 maggio 2021, la Legge n. 61/2021 di conversione del Dl. n. 30/2021, concernente “Misure urgenti per fronteggiare la diffusione del ‘Covid-19’ e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena”.

Nella formulazione originaria, il Decreto all’art. 2 ha introdotto una nuova versione dei congedi per i lavoratori, pubblici e privati, genitori di figli conviventi minore di 16 anni, riconoscendo, alternativamente all’altro genitore, di poter svolgere la prestazione di lavoro in modalità “agile” per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione di quest’ultimo o della quarantena.

In sede di conversione, detto beneficio è stato esteso anche ai genitori di figli, senza limite di età, con disabilità grave ex art. 3, commi 1 e 3, della Legge n. 104/1992, con disturbi specifici dell’apprendimento, o con “bisogni educativi speciali” (“bes”), nelle fattispecie sopra indicate ovvero nel caso in cui i figli frequentino centri diurni a carattere assistenziale dei quali sia stata disposta la chiusura.

Nei casi sopra indicati, qualora la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità “agile”, il genitore di figli minori di 14 anni o con disabilità grave ex art. 3, commi 1 e 3, della Legge n. 104/1992, senza limite di età, può astenersi dal lavoro per gli stessi periodi. Per i periodi di astensione è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione (escluso rateo tredicesima e trattamenti accessori), calcolata secondo quanto previsto dall’art. 23 del “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”, e prevista la contribuzione figurativa. Nel caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, uno dei genitori ha diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

I periodi di congedo parentale e di prolungamento del congedo concesso per figli con disabilità di grave (artt. 32 e 33 del Testo unico), fruiti a decorrere dal 1° gennaio 2021 e fino alla data di entrata in vigore del Decreto, possono essere convertiti a domanda nel congedo con diritto alla citata indennità al 50% e non sono computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

La Legge di conversione ha ulteriormente rafforzato le tutele dei genitori con figli in condizioni di grave disabilità o con bisogni educativi speciali, correlate al diritto di lavorare agilmente. In particolare, con il comma 8-bis ha modificato l’articolo 21-ter del Dl. n. 104/2020 (cd. “Decreto Agosto”), estendendone l’applicazione anche ai dipendenti pubblici. Al pari dei privati, anche i lavoratori pubblici, genitori di figli gravemente disabili o con Bes, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, fino al 30 giugno 2021, anche in assenza di accordi individuali, fermo restando, come indica la norma, il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 81/2017. Si evidenzia, con riferimento a tale ultimo aspetto, il mancato coordinamento con la disciplina del lavoro agile semplificato nel pubblico impego che, all’art. 87 del dl. n. 18/2020 (cd “Decreto Cura Italia”), già deroga alla previsione degli obblighi informativi di cui agli artt. 18 ss. della Legge n. 81/2017.

Pertanto, oltre che nelle specifiche fattispecie connesse alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione di quest’ultimo o della quarantena, la disposizione di cui al comma 8-bis , amplia il diritto al lavoro agile dei dipendenti pubblici genitori di figli con grave disabilità e con bisogni educativi speciali che, fino al 30 giugno 2021 è consentito al ricorrere della sola condizione di poter svolgere l’attività lavorativa in modalità agile.

In sede di conversione n. 61/2021 è stato inoltre esteso anche al personale di Polizia locale la possibilità di richiedere il “Bonus baby-sitting” nel limite massimo complessivo di Euro 100 settimanali, in precedenza riconosciuto solo ai lavoratori iscritti alla “Gestione separata”, autonomi, personale del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico e dipendenti del Settore sanitario, per i figli conviventi minori di 14 anni.

Per i giorni in cui un genitore svolge la prestazione di lavoro in modalità “agile” o fruisce del congedo ovvero non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l’altro genitore non può fruire del congedo o del “Bonus baby-sitting”, salvo che sia genitore anche di altri figli minori di 14 anni avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle misure previste.

Le misure sopra indicate trovano applicazione fino al 30 giugno 2021, nei limiti finanziari indicati dalla disposizione, monitorati e gestiti dall’Inps.

Le P.A., come nelle precedenti versioni, provvedono alle attività di cui sopra con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Pertanto, in merito alle modalità di fruizione del congedo “Covid-19”, nonché alle relative indennità, le stesse sono a cura dell’Amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro. Di conseguenza, tale categoria di lavoratori non deve presentare la domanda di congedo “Covid-19” per quarantena scolastica dei figli all’Inps, ma direttamente alla propria Amministrazione pubblica datrice di lavoro, secondo le indicazioni dalla stessa fornite.

Un ulteriore aspetto di rilievo è introdotto dal comma 1-ter che rafforza, in via generale, il diritto alla disconnessione dagli strumenti tecnologici per i lavoratori che, ferma restando la disciplina specifica stabilita per il “Pubblico Impiego” dai Contratti collettivi nazionali, riconosce “al lavoratore che svolge l’attività in modalità agile il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali Accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi eventuali periodi di reperibilità concordati”. Inoltre, la norma afferma che “l’esercizio del diritto alla disconnessione, necessario per tutelare i tempi di riposo e la salute del lavoratore, non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi”. La portata di detta disposizione, pur inserita in un provvedimento di natura emergenziale, è destinata ad avere una certa importanza sulla regolazione del lavoro agile affermando in capo al lavoratore, un vero e proprio diritto alla disconnessione, il cui esercizio, necessario per tutelare riposo e salute, non è sottoposto ad altre limitazioni che non siano le previsioni dell’accordo individuale e i periodi di reperibilità in esso eventualmente previsti. Tale diritto è poi rafforzato dalla previsione del divieto di ripercussioni sfavorevoli (cioè di sanzioni di qualsiasi tipo) per il lavoratore che lo esercita

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