Contenimento della spesa e bilancio di previsione 2014: le indicazioni della Corte lombarda

Contenimento della spesa e bilancio di previsione 2014: le indicazioni della Corte lombarda

Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Lombardia, Delibera 29 luglio 2014, n. 227

di Carolina Vallini e Giuseppe Vanni

Il Sindaco del Comune di Milano chiede se sia legittima la proposta avanzata dal Collegio dei Revisori circa la possibilità di non includere nella propria relazione al bilancio di previsione 2014 la verifica di cui all’art. 47, comma 13, del Dl. n. 66/14, e di posticipare detta verifica ad un momento successivo alla determinazione dell’importo di contenimento della spesa corrente per l’anno 2014 per ciascun Comune, che deve essere stabilito con un Decreto del Ministro dell’Interno da emanarsi quest’anno entro il 30 giugno.
I commi 8 e seguenti dell’art. 47 del Dl. n. 66/14, convertito con modificazioni dalla Legge n. 89/14, introducono un’articolata manovra di finanza pubblica, volta nel complesso ad operare un contenimento della spesa degli Enti Locali. I Comuni potranno rimodulare o adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente al fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti dall’applicazione della disciplina legislativa in questione.
In tale contesto, il comma 13 stabilisce che l’Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile verifica che le misure di contenimento della spesa, di cui ai precedenti commi, siano adottate, dandone atto nella relazione di cui al comma 166, dell’art. 1, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266. Tale disposizione stabilisce che gli Organi degli Enti Locali di revisione economico-finanziaria devono trasmettere alle competenti Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo.
Considerato il differimento del termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione 2014 (art. 2-bis, comma 1, del Dl. n. 16/14, convertito con modificazioni dalla Legge n. 68/14, – ndr. – e poi dal Decreto Ministero dell’Interno 18 luglio 2014), la Sezione rileva che, alla data di entrata in vigore del Dl. n. 66/14 (ndr: o del successivo Decreto Ministero dell’Interno 18 luglio 2014), i Comuni si potevano astrattamente trovare in 2 diverse situazioni: potevano aver già approvato il bilancio preventivo o potevano non averlo ancora approvato.
Nel primo caso, dove il Comune aveva già approvato il bilancio di previsione, dovrà essere effettuata necessariamente una variazione di bilancio, in quanto il bilancio non ha potuto tener conto della nuova normativa, ed effettuare una variazioni di bilancio, entro il 30 novembre.
Nel secondo caso il Comune, non avendo ancora approvato il bilancio di previsione, nella sua redazione si dovrà tener conto della novità legislativa prevista dal Dl. n. 66/14.
Di tale duplice possibilità ha in realtà tenuto conto il Legislatore, nel demandare all’Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile la verifica delle misure adottate dall’Ente Locale, espressamente individuando la sede di tale verifica, non nella relazione al bilancio preventivo, come pure avrebbe ben potuto fare, ma nella relazione di cui al comma 166, dell’art. 1, della Legge n. 266/05, cioè nella Relazione dell’Organo di revisione alla Corte dei conti. Infatti, tale Relazione ricomprende invero, unitariamente, informazioni di 2 diverse relazioni, una sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza, ed una sul rendiconto dell’esercizio medesimo, lasciando così aperta, in termini delle 2 suddette alternative, la concreta individuazione della relazione in cui dare conto, ad opera dell’Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile, della predetta verifica.
Successivamente alla pubblicazione della Deliberazione il Ministero dell’Interno – Direzione centrale della Finanza locale, con il Comunicato 8 agosto 2014, ha reso noto in allegato i dati relativi al contributo alla finanza pubblica di Euro 375,6 milioni per il 2014, previsto dai commi 9 e 10, art. 47, del Dl. n. 66/14, suddiviso per singolo Comune; il relativo Decreto ministeriale è attualmente in corso di perfezionamento, ma gli importi e i criteri adottati sono già stati approvati nella Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali durante la seduta del 5 agosto 2014.
Il contributo complessivo a carico di ciascun Comune di cui alla colonna “F” dell’Elenco diffuso dalla Direzione centrale è stato determinato sommando le voci c), d) ed e), della seguente lista:
a) stima riduzione di Euro 2.500 milioni secondo i criteri del Dl. n. 95/12 (c.d. “Spending review”);
b) contributo massimo applicabile a carico dei Comuni [20% di (a) e 10% di (a) se terremotato];
c) contributo medio calcolato su media Siope 2011/2013 della Tabella A o importo di colonna b);
d) incremento o minore riduzione del 5% per tempi medi di pagamento;
e) incremento o minore riduzione del 5% per Consip e altri canali.
Pertanto, dal mese di settembre e almeno entro il 30 novembre prossimo, gli Organi di revisione dovranno effettuare la verifica di cui all’art. 47, comma 13, del Dl. n. 66/14, con l’alternativa di darne conto anche nella relazione al bilancio di previsione 2014 o anche soltanto nella relazione alla Corte dei conti ex art. 1, comma 166, della Legge n. 266/05.
Nonostante la non chiara formulazione delle norme di riferimento, reputiamo che l’Organo di revisione degli Enti Locali debba in ogni caso dimostrare di aver verificato, entro la data prevista per l’assestamento generale dei conti, che l’indicazione in bilancio della previsione del “Fondo di solidarietà comunale” tenga conto della riduzione indicata nel Comunicato Mef 8 agosto 2014, nonché il decremento della spesa corrente di almeno lo stesso importo. Infatti, tenuto conto che la ratio della previsione normativa in commento (art. 47, del Dl. n. 66/14) è quella di ridurre effettivamente la spesa pubblica, non riteniamo che il taglio di risorse in parola possa essere coperto con manovre diverse dalla riduzione della spesa, ossia con l’applicazione dell’avanzo o con l’aumento delle entrate tributario o delle entrate proprie.


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