“Covid-19”: pubblicato in G.U. il Decreto “Liquidità Imprese”, con le norme di interesse per gli Enti Locali e le Società pubbliche

“Covid-19”: pubblicato in G.U. il Decreto “Liquidità Imprese”, con le norme di interesse per gli Enti Locali e le Società pubbliche

È stato pubblicato nella G.U. n. 94 del 8 aprile 2020 il Dl. n. 23 del 8 aprile 2020 c.d. Decreto “Liquidità Imprese”, rubricato “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei Settori strategici, nonché interventi in materia di Salute e Lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”, in vigore dal 9 aprile 2020.

Il Governo con l’emanazione di questo Decreto, prevede fino a Euro 400 miliardi di iniezione di liquidità a sostegno di Imprese e Professionisti attraverso il “Fondo centrale di garanzia Pmi” e le garanzie rilasciate da Sace, disponendo inoltre la sospensione di pagamenti fiscali e contributivi, oltre il differimento al 30 aprile del termine entro il quale i sostituti d’imposta devono inviare le “CU”.

Con questo Provvedimento si intende assicurare la continuità aziendale, nonché l’ampliamento dell’ambito di intervento della disciplina del cd. “Golden Power” nei Settori di rilevanza strategica nazionale.

Di seguito il commento sulle misure adottate dal Governo che impattano sugli Enti Locali e sulle Società ed Aziende pubbliche.

Artt. 1-3, 13 – (Misure per il sostegno finanziario alle Imprese)

Gli articoli in questione introducono misure temporanee urgenti in materia di accesso al credito per Imprese e Professionisti, e supporto all’export, per un ammontare pari ad Euro 400 miliardi, al fine di garantire il sostegno finanziario necessario al superamento della fase di emergenza epidemiologica da “Covid-19”. Le Banche che effettuano finanziamenti alle Imprese e ai Professionisti saranno garantite dal rilascio di garanzie dello Stato, concesse attraverso la Società Sace Spa del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti. Tali garanzie sono rilasciate alle Imprese che potranno beneficiare della copertura dell’importo del finanziamento sulla base del numero dei dipendenti e del volume del fatturato, e più precisamente:

  • copertura del 90% dell’importo del finanziamento per le Imprese con meno di 5.000 dipendenti sul territorio italiano e un fatturato inferiore a Euro 1,5 miliardi e per le quali è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;
  • copertura del 80% dell’importo del finanziamento per le Imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra Euro 1,5 e Euro 5 miliardi;
  • copertura del 70% dell’importo del finanziamento per le Imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato sopra i 5 miliardi.

L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Per le piccole e medie Imprese, anche individuali o “Partite Iva”, sono riservati Euro 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal “Fondo centrale di garanzia”.

Viene inoltre aumentata la dotazione finanziaria del “Fondo di garanzia Pmi” e ampliato il range di soggetti che possono accedervi attraverso l’innalzamento del limite dei dipendenti a 499 per le Pmi, nonché attraverso l’inclusione dei Professionisti.

A sostegno dell’export il Decreto introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa Società per il restante 10%.

Art. 4 – (Sottoscrizione contratti e comunicazioni in modo semplificato)

A fronte dell’emergenza “Covid-19”, la norma è volta ad assicurare la continuità nell’erogazione dei servizi e nell’offerta alla clientela dei prodotti bancari e degli Intermediari finanziari, favorendo la conclusione dei contratti attraverso modalità di scambio del consenso più agevoli rispetto alle formalità attualmente previste dal nostro ordinamento giuridico per la stipulazione dei contratti bancari.

La disciplina descritta opera nell’interesse della clientela al dettaglio, così come definita dalle disposizioni di Trasparenza. Si tratta della categoria che il Legislatore ha ritenuto potenzialmente più esposta alle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria all’accesso ai servizi bancari e finanziari, in quanto non sempre in possesso delle dotazioni e strumentazioni informatiche e telematiche necessarie alla conclusione del contratto a distanza.

Con la previsione in esame quindi si conferisce certezza giuridica alle relazioni tra Banche e/o Intermediari finanziari e i clienti concluse durante il periodo emergenziale (fino al 31 luglio 2020 come indicato dalla Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020) con gli strumenti di comunicazione più diffusi (ad esempio, non necessariamente la Pec, ma la mera posta elettronica non certificata), evitando il rischio che i relativi contratti possano risultare poi affetti da nullità ed assicurando agli stessi adeguata efficacia probatoria.

Le modalità introdotte dalla norma prevedono in ogni caso alcune condizioni minime dirette a tracciare la connessione tra il consenso prestato ed il soggetto che l’ha espresso (“a condizione che questi siano accompagnati da copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del contraente, facciano riferimento ad un contratto identificabile in modo certo e siano conservati insieme al contratto medesimo con modalità tali da garantirne la sicurezza, l’integrità e l’immodificabilità”).

E’ previsto un regime speciale, sia per la consegna di copia del contratto ad opera dell’Intermediario, che per l’esercizio del diritto di recesso da parte del cliente, entrambi idonei a salvaguardare gli interessi della clientela nel contesto dell’attuale emergenza epidemiologica.

Artt. 5 – (Disposizioni in materia crisi d’impresa)

L’art. 5 del Decreto “Liquidità Imprese” in commento differisce l’entrata in vigore del Dlgs. n. 14/2019 (“Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”) al 1° settembre 2021 (inizialmente prevista dopo 18 mesi decorrenti dalla pubblicazione, quindi il 15 agosto 2020), salvo quanto previsto per gli articoli già entrati in vigore ai sensi dell’art. 389, comma 2, del Dlgs. n. 14/2019.

Art. 6 – (Disposizioni temporanee in materia di riduzione del capitale)

A decorrere dall’entrata in vigore del Dl. n. 23/2020 in commento (9 aprile 2020) e fino al 31 dicembre 2020, relativamente agli esercizi chiusi entro tale data, non si applicano le seguenti disposizioni:

  • riduzione del capitale sociale per perdite di oltre un terzo del capitale Sociale (art. 2446, commi 2 e 3, Cc. per le Spa; art. 2482-bis, commi 4-5-6, Cc. per le Srl);
  • riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale (art. 2447 Cc. per le Spa; art. 2482-ter Cc. per le Srl).

Analogamente, non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del Capitale Sociale al di sotto del minimo legale di cui agli artt. 2484, comma 1, n. 4 e 2545-duodecies, Codice civile.

Art. 7 – (Disposizioni temporanee sui principi di redazione del bilancio)

Nella redazione del bilancio di esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020, può comunque essere mantenuto il criterio di valutazione nella prospettiva della “continuità aziendale” qualora la stessa risultasse sussistente nell’ultimo bilancio chiuso in data anteriore al 23 febbraio 2020.

Il criterio di valutazione è specificamente illustrato nella nota informativa anche mediante il richiamo delle risultanze del bilancio precedente. Tale disposizione si applica anche con riferimento ai bilanci chiusi entro il 23 febbraio 2020 ma non ancora approvati.

Art. 8 – (Disposizioni temporanee in materia di finanziamenti alle Società)

Ai finanziamenti effettuati dai soci a favore delle Società a partire dall’entrata in vigore del Decreto “Liquidità Imprese” (9 aprile 2020) e fino al 31 dicembre 2020, non si applicano:

– l’artt. 2467 del Cc., ai sensi del quale il rimborso dei finanziamenti dei soci a favore della Società è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori;

– l’art. 2497-quinquies del Cc., che applica la postergazione del rimborso dei crediti anche ai finanziamenti effettuati a favore della Società da chi esercita attività di direzione e coordinamento nei suoi confronti o da altri soggetti ad essa sottoposti.

Artt. 9 e 10 – (Concordato preventivo e Accordo di ristrutturazione)

Gli articoli in esame introducono novità in materia di improcedibilità delle Istanze di fallimento. Nello specifico, l’attuale situazione economica ha avanzato il timore circa la presentazione di un numero rilevante di Istanze di fallimento in conseguenza delle chiusure disposte dal Governo per il contenimento della diffusione del virus. Di conseguenza, il Dl. n. 23/2020 ha introdotto una normativa di carattere transitorio, sospendendo di fatto il periodo di procedibilità delle Istanze di fallimento, fatta eccezione per quelle avanzate dal Pubblico ministero, contenente la richiesta di emissione di provvedimenti cautelari e conservativi, allo scopo di evitare eventuali condotte dissipative in corso.

Con riferimento a Concordati preventivi e Accordi di ristrutturazione, il Decreto “Liquidità Imprese” è intervenuto per concedere un allungamento dei termini previsti dalla “Legge Fallimentare”, in particolare introducendo proroghe, come di seguito riepilogate:

  1. ai Concordati preventivi e agli Accordi di ristrutturazione già omologati, in scadenza di esecuzione nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 ed il 31 dicembre 2021, saranno concessi ulteriori 6 mesi per la conclusione dell’esecuzione stessa;
  2. ai Concordati preventivi e agli Accordi di ristrutturazione pendenti alla data del 23 febbraio 2020 e non ancora omologati, sarà concessa la possibilità al debitore di presentare Istanza al tribunale al fine di ottenere un nuovo termine (non superiore a 90 giorni) per elaborare ex novo una proposta di Concordato o un Accordo di ristrutturazione;
  3. per i debitori che intendessero modificare unicamente i termini di adempimento del Concordato preventivo o dell’Accordo di ristrutturazione è concessa la possibilità di depositare, sino all’Udienza fissata per l’omologa, una memoria contenente l’indicazione dei nuovi termini a cui deve essere allegata la documentazione che comprovante la necessità della modifica dei termini. Il differimento dei termini non può essere superiore di 6 mesi rispetto alle scadenze originarie;
  4. il termine assegnato ai Concordati con riserva, e quello previsto agli Accordi di ristrutturazione in base al comma 7 dell’art. 182-bis della “Legge Fallimentare”, può essere prorogato, su Istanza del debitore da depositare prima della scadenza, fino a 90 giorni (anche se è pendente Istanza di fallimento). L’istanza necessita di un riferimento agli effetti derivanti dall’emergenza sanitaria in corso e si tratta di una proroga che il Tribunale può concedere, se si basa su concreti e giustificati motivi, dopo aver acquisito il parere del Commissario giudiziale.

Art. 12 – (“Fondo solidarietà mutui ‘prima casa’”, cd. “Fondo Gasparrini”)

Si interviene nuovamente in materia di “Fondo solidarietà mutui ‘prima casa’”.

Il Dl. n. 18/2020, all’art. 54, prevede che fino al 17 dicembre 2020, in deroga alla ordinaria disciplina del “Fondo”, l’ammissione ai benefici (fino ad oggi con beneficiari i lavoratori sospesi dal lavoro per almeno 30 giorni) è esteso anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato un calo del proprio fatturato superiore al 33% in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza “Covid-19”.

Ora con il nuovo art. 12 viene precisato che per lavoratori autonomi devono intendersi i soggetti di cui all’art. 28, comma 1, del Dl. n. 18/2020, ossia i liberi Professionisti titolari di Partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e i lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla “Gestione separata Inps” che non siano titolari di pensione e non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

L’accesso ai benefici del “Fondo solidarietà mutui ‘prima casa’” è ammesso, fino all’8 gennaio 2021 in deroga alla disciplina vigente, anche nell’ipotesi di mutui in ammortamento da meno di un anno.

Art. 14 – (Misure per il sostegno di liquidità ad Enti dello Sport)

L’art. 14 amplia fino al 31 dicembre 2020 l’operatività del “Fondo di garanzia per l’impiantistica sportiva” gestito dall’Istituto per il Credito sportivo, includendo anche i finanziamenti per le esigenze di liquidità delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate, degli Enti di Promozione sportiva, delle Associazioni e delle Società sportive dilettantistiche. A tali fini, è costituito un apposito Comparto del predetto “Fondo”, con una dotazione di Euro 30 milioni per l’anno 2020

Artt. 15-17 – (“Golden Power” e rafforzamento tutele normative in Settori di rilevanza strategica)

Gli articoli in esame disciplinano il rafforzamento dei poteri in capo al Governo nei Settori di rilevanza strategica, e più nel dettaglio: 

– l’ampliamento delle ipotesi di intervento del cd. “Golden Power” in capo all’Esecutivo, nei Settori di rilevanza strategica (così come disciplinato dal Regolamento europeo n. 452/2019), sottoponendo a preventiva autorizzazione alcune operazioni definite rilevanti nei Settori della Finanza, del Credito e delle Assicurazioni, delle Infrastrutture e delle Tecnologie critiche (Energia, Trasporti, Sicurezza alimentare, Accesso a informazioni sensibili, Robotica, Semiconduttori, Cyber-sicurezza, Nanotecnologie, Biotecnologie);

– la possibilità per il Governo di aprire il procedimento d’ufficio se le Imprese non assolvono agli obblighi di notifica previsti;

– l’estensione in via transitoria, fino al 31 dicembre 2020, del campo di applicazione della disciplina dei poteri speciali anche ad operazioni intra-europee che richiederanno la preventiva autorizzazione del Governo, nel caso di acquisizione del controllo di asset rientranti nei Settori sopra descritti, così come nel caso di operazioni extra-europee, prevedendo l’ampliamento, sempre in regime transitorio, per tutte le operazioni di acquisizione di partecipazioni superiori al 10% da parte di soggetti non appartenenti all’Unione Europea, qualora il valore superi il valore soglia di Euro 1 milione.

In materia di Trasparenza finanziaria, le norme in esame integrano gli obblighi di Trasparenza previsti dall’art. 120 del Tuf al fine di consentire all’autorità Consob di abbassare al 5%, per un periodo transitorio, le soglie rilevanti che fanno scattare l’obbligo di comunicazione, ampliando la platea delle Società comprese, anche a quelle ad azionariato diffuso.

Art. 18 – (Sospensione di versamenti tributari e contributivi)

L’art. 18 interessa isoggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa, in Italia, ed opera un distinguo:

Per i soggetti rientranti nelle suddette categorie sono sospesi, rispettivamente, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti relativi:

  1. art. 23 e 24 del Dpr. n. 600/1973 (redditi di lavoro dipendente e assimilato) e alle trattenute relative all’Addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;

La sospensione dei versamenti Iva si applica per i mesi di aprile e maggio 2020, a prescindere dal volume dei ricavi e dei compensi del periodo d’imposta precedente, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle Province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, che hanno subìto, rispettivamente, una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta.

Tutti i suddetti versamenti sono sospesi anche, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa, nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l’attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 31 marzo 2019.

La norma prevede altresì che la sospensione dei versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato e delle Addizionali regionale e comunale, nonché dei contributi Inps e Inail, è da considerarsi sospesa anche con riferimento agli “Enti non commerciali, compresi gli ‘Enti del Terzo Settore’ e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d’impresa”, tra cui sono da considerarsi ricompresi gli Enti Locali.

In base poi alla risposta fornita al Par. 1.22 della Circolare Entrat n. 8/E del 2020 (vedi Entilocalinews n. 14 del 6 aprile 2020), si ritiene che tale sospensione riguardi anche, per i soggetti interessati, tra cui gli stessi Enti Locali, i versamenti dell’Irap mensile, determinata secondo il “metodo retributivo”.

Pertanto, relativamente a tali Enti:

Restano però diversi dubbi da chiarire:

  1. sarebbe molto problematico operare un conteggio esatto);

I versamenti sospesi di cui sopra sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020.

Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

La norma inoltre conferma:

– per il mese di aprile 2020, le disposizioni dell’art. 8, comma 1, del Dl. n. 9/2020 e dell’art. 61, commi 1 e 2, del Dl. n. 18/2020 ;

– per i mesi di aprile 2020 e maggio 2020, le disposizioni dell’art. 61, comma 5, del Dl. n. 18/2020.

La ripresa della riscossione dei versamenti sospesi resta disciplinata dall’art. 61, commi 4 e 5, del Dl.n. 18/2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”, vedi Entilocalinews n. 12 del 23 marzo 2020).

Sul punto, ricordiamo che, come chiarito nella Risposta fornita al Par. 1.18 della Circolare Entrate n. 8/E del 2020 (vedi Entilocalinews n. 14 del 6 aprile 2020), la sospensione del versamento delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali ed assistenziali si applica anche alle Amministrazioni locali, le quali non devono versare ritenute Irpef e contributi sociali per i lavoratori dipendenti impiegati nelle attività richiamate dal comma 2 dell’art. 61 (per esempio: Musei, Biblioteche, Asili nido, Scuole, ecc.). Peraltro, in sede di commento alla citata Circolare, avevamo già evidenziato come tale sospensione sia scarsamente applicabile agli Enti Locali, visto che la maggior parte dei dipendenti di tali Enti non è impiegata in tali attività o lo è promiscuamente, quindi sarebbe molto problematico operare un conteggio esatto.

Art. 19 – (Proroga sospensione ritenute sui redditi di lavoro autonomo e sulle provvigioni inerenti rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari)

La norma dell’art. 19 abroga il comma 7 dell’art. 62 del Dl. n. 18/2020, prevedendo che per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a Euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo 2020, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli art. 25 e 25-bis del Dpr. n. 600/1973 (ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioni), da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Art. 20 –(Metodo previsionale acconti giugno 2020)

L’art. 20 sancisce che le disposizioni concernenti le sanzioni e gli interessi per il caso di omesso o di insufficiente versamento degli acconti Irpef, Ires o Irap non si applicano in caso di insufficiente versamento delle somme dovute se l’importo versato non è inferiore all’80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano esclusivamente agli acconti dovuti per l’anno 2020.

Precisiamo che tale norma interessa gli Enti Locali soltanto se hanno optato per l’applicazione dell’Irap in base al metodo commerciale (ai sensi dell’art. 10-bis, comma 2, del Dlgs. n. 446/97) e se sono chiamati a versare l’acconto scadente il 30 giugno.

Art. 21 –(Rimessione in termini per i versamenti)

Con tale disposizione si prevede che i versamenti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, di cui all’art. 60 del Dl. n. 18/2020, sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 aprile 2020 (rispetto alla precedente scadenza del 20 marzo 2020).

Ricordiamo che il citato art. 60 (vedi Entilocalinews n. 12 del 23 marzo 2020) è una norma di carattere generale che riguarda la proroga di tutti i versamenti in scadenza lo scorso 16 marzo ed interessa i soggetti con ricavi superiori a Euro 2 milioni, mentre per particolari categorie di soggetti o per chi ha ricavi inferiori a tale soglia, valgono i diversi termini contenuti, rispettivamente, negli artt. 61 e 62 del medesimo Decreto n. 18/2020, tenuto conto delle novità introdotte dall’art. 18 del presente Decreto n. 23/2020, di cui abbiamo dato conto in precedenza.

Art. 22 –(Disposizioni relative ai termini di consegna e di trasmissione telematica della “Certificazione Unica 2020”)

Tale norma proroga dal 31 marzo 2020 al 30 aprile 2020 il termine per l’invio delle “CU 2020”.

Art. 23 –(Proroga dei certificati di cui all’art. 17-bis, comma 5, del Dlgs. n. 241/1997, emessi nel mese di febbraio 2020)

L’art. 23 stabilisce che i certificati previsti dall’art. 17-bis, comma 5, del Dlgs. n. 241/1997, emessi entro il 29 febbraio 2020, conservano la loro validità fino al 30 giugno 2020.

In merito a tale problematica, ricordiamo anche che nella Risposta fornita al Par. 1.9 della Circolare Agenzia delle Entrate n. 8/E del 2020 (vedi Entilocalinews n. 14 del 6 aprile 2020), è stato chiarito che per i soggetti per i quali opera la sospensione dei versamenti delle ritenute di cui agli artt. 61 e 62 del Dl. n. 18/2020 – tenuto conto delle novità introdotte dall’art. 18 del Decreto n. 23/2020 in commento – risultano sospesi gli obblighi di versamento e conseguentemente sono sospesi i controlli previsti a carico del committente in materia di ritenute e compensazioni in appalti e subappalti dal citato art. 17-bis del Dlgs. n. 241/1997, introdotto dall’art. 4 del Dl. n. 124/2019. I controlli a carico del committente e, quindi, l’obbligo di sospendere il pagamento dei corrispettivi, in caso di inadempimento o non corretto adempimento dell’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice, riprenderanno, pertanto, dal momento del versamento o dall’omesso versamento delle ritenute alle scadenze previste dai predetti artt. 61 e 62 citati, tenuto conto delle novità introdotte dall’art. 18 del Decreto n. 23/2020. Per inciso, come già ricordato in sede di commento alla Par. 1.9 della citata Circolare n. 8/E del 2020, rammentiamo che, in base al chiarimento fornito nel paragrafo 2.2 della Circolare n. 1/E del 2020, gli Enti Locali in veste di committenti sono da ritenersi esclusi dai controlli e pertanto non sono direttamente interessati nemmeno alla disposizione in commento.

Art. 25 – (Assistenza fiscale a distanza)

Con riferimento al periodo d’imposta 2019, per superare le difficoltà determinate dall’emergenza sanitaria e considerate le restrizioni volte a contrastare l’epidemia da “Covid-19”, fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, i soggetti titolari dei redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati all’art. 34, comma 4, del Dlgs. n. 241/1997, possono inviare in via telematica ai Caf e ai Professionisti abilitati la copia per immagine della delega all’accesso alla Dichiarazione pre-compilata sottoscritta e la copia della documentazione necessaria, unitamente alla copia del documento di identità. In caso di necessità, in luogo della sottoscrizione della delega, il contribuente può inviare al Caf o al Professionista abilitato, in via telematica, copia per immagine di un’apposita autorizzazione predisposta in forma libera e sottoscritta.

Le suddette modalità sono consentite anche per la presentazione, in via telematica, di Dichiarazioni, Modelli e domande di accesso o fruizione di prestazioni all’Inps.

Resta fermo l’obbligo di regolarizzazione, con consegna delle citate deleghe e della documentazione, una volta cessata l’attuale situazione emergenziale.

Art. 26 – (Semplificazioni per il versamento dell’Imposta di bollo sulle fatture elettroniche)

Con la norma dell’art. 26 viene ulteriormente semplificata la modalità di pagamento dell’Imposta di bollo sulle fatture elettroniche ex Dm. Mef 28 dicembre 2018, ovvero:

– per il I trimestre, per importi inferiori ad Euro 250, è possibile pagare entro la scadenza del II trimestre, ovvero entro il 20 luglio 2020;

– per il I e II trimestre, se la somma complessiva dell’importo è inferiore sempre ad Euro 250, è possibile pagare entro la scadenza del III trimestre, ovvero entro il 20 ottobre 2020.

Rimangono “ferme” le scadenze del III trimestre (20 ottobre 2020) e IV trimestre (20 gennaio 2021) a prescindere dall’importo da pagare.

Ricordiamo i codici-tributo per il versamento dell’Imposta: “2521” – I trimestre – “2522” – II trimestre – “2523” – III trimestre – “2524” – IV trimestre.

Art. 27(Cessione gratuita di farmaci ad uso compassionevole)

L’art. 27, di interesse anche per le Farmacie comunali gestite direttamente o tramite Aziende speciali o Società “in-house”, prevede che la presunzione di cessione di cui all’art. 1 del Dpr. n. 441/1997 non opera per le cessioni gratuite di farmaci nell’ambito dei Programmi ad uso compassionevole, individuati dal Decreto del Ministro della Salute 7 settembre 2017, pubblicato sulla G.U. 2 novembre 2017, n. 256, autorizzate dal competente Comitato etico, effettuate nei confronti dei soggetti indicati dall’art. 3 dello stesso Decreto. Detti farmaci non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi dell’art. 85, comma 2, del Tuir.

Art. 30 – (Credito d’imposta per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro)

Tale norma, al fine di incentivare l’acquisto di attrezzature volte a evitare il contagio del virusCovid-19” nei luoghi di lavoro, definisce che il credito d’imposta di cui all’art. 64 del Dl. n. 18/2020 trova applicazione secondo le misure e nei limiti di spesa complessivi ivi previsti, “anche per le spese sostenute nell’anno 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici e a garantire la distanza di sicurezza interpersonale”. Con Decreto del Mise, di concerto col Mef, da adottare ai sensi dell’art. 64, comma 2, del Dl. n. 18/2020, sono stabiliti altresì i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta di cui al presente art. 30.

Art. 31 – (Potenziamento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli)

Per l’anno 2020, considerati i rilevanti impegni derivanti dall’incremento delle attività di controllo presso i porti, gli aeroporti e le dogane interne, come conseguenza dell’emergenza sanitaria da “Covid-19”, le risorse destinate al salario accessorio del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, vengono incrementate di Euro 8 milioni, a valere sui finanziamenti dell’Agenzia stessa, al fine di consentire lo svolgimento di maggiori prestazioni lavorative articolate su turnazioni.

Detta disposizione abroga quanto già previsto dall’art. 70 del Dl. “Cura Italia”.

Inoltre, a decorrere dal 9 aprile 2020, i dipendenti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che provengono dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e quelli che prestano servizio presso gli Uffici dei Monopoli o presso qualsiasi altro Ufficio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono equiparati ai dipendenti provenienti dall’Agenzia delle Dogane, nei limiti del servizio prestato e delle attribuzioni ad esso connesse.

Art. 32 – (Misure urgenti per avvio di specifiche funzioni assistenziali per l’emergenza da “Covid-19”)

Le Regioni, anche quelle in “Piano di rientro”, e le Province autonome sono autorizzate a riconoscere alle strutture private che hanno per l’emergenza ampliato la loro dotazione di posti letto in terapia intensiva, la remunerazione di una specifica funzione assistenziale per i maggiori costi relativi all’allestimento dei Reparti. Con apposito Decreto interministeriale del Mef e Ministero della Salute saranno definite le modalità di determinazione della specifica funzione assistenziale e l’incremento tariffario. Agli erogatori privati, a titolo di acconto e salvo conguaglio, verrà corrisposto un corrispettivo su base mensile nel limite del 70% dei dodicesimi corrisposti o comunque dovuti per l’anno 2020.

Art. 33 – (Proroga Organi e rendiconti)

Per gli Enti e Organismi pubblici di cui all’art. 1, comma 2, della Legge n. 196/2009 (esclusi espressamente Comuni, Province, Regioni, Province autonome, Città metropolitane, Comunità montane e dei loro Consorzi e Associazioni, e Società, che nel periodo dello stato di emergenza “Covid-19” dichiarato con Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 sono tenuti al rinnovo degli organi ordinari e straordinari di amministrazione e controllo), i termini di cui all’art. 3, comma 1, del Dl. n. 293/1994 (45° giorno successivo alla scadenza ordinaria), sono ulteriormente prorogati fino al termine dello stato di emergenza “Covid-19”, e comunque, fino alla loro ricomposizione.

Gli Enti e Organismi pubblici a base associativa che, fino al termine dello stato di emergenza, sono tenuti al rinnovo degli Organi di amministrazione e controllo, possono sospendere le procedure di rinnovo elettorali con contestuale proroga degli Organi.

Si dispone poi che i rendiconti suppletivi previsti dall’art. 61 del Rd. n. 2440/1923 (rendiconto dei funzionari delegati sulle aperture di credito), relativi all’esercizio 2019, possono essere presentati entro il termine dello stato di emergenza dichiarato con Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020.

Si prevede, inserendo la lett. c-bis), al comma 1, dell’art. 11 del Dlgs. 30 giugno 2011, n. 123, che ora sono sottoposti al controllo successivo di regolarità amministrativa e contabile da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato anche i rendiconti di contabilità speciale concernenti i pagamenti degli interventi europei o della programmazione complementare (di cui all’art. 1, comma 671, della Legge n. 190/2014).

Art. 34 – (Divieto di cumulo pensioni e redditi)

La misura dell’art. 34 prevede che l’indennità da Euro 600 prevista dal Dl. “Cura Italia” per i Professionisti iscritti agli Enti di previdenza privati è riservata solo a coloro che non sono pensionati e sono iscritti ad altri Enti previdenziali.

Art. 35 – (Pin Inps)

Fino al termine dello stato di emergenza (31 luglio), l’Inps è autorizzato a rilasciare le proprie identità digitali (Pin Inps) in maniera semplificata, acquisendo telematicamente gli elementi necessari all’identificazione del richiedente, ferma restando la verifica con riconoscimento diretto, ovvero riconoscimento facciale da remoto, una volta cessata l’attuale situazione emergenziale.

Art. 36 – (Termini processuali in materia di Giustizia civile, penale, amministrativa, contabile, tributaria e militare)

La norma dell’art. 36 in esame proroga il termine del 15 aprile 2020, previsto dall’art. 83, commi 1 e 2, del Dl. n. 18/2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”, vedi Entilocalinews n. 12 del 23 marzo 2020), all’11 maggio 2020. Pertanto, viene esteso fino all’11 maggio 2020 il periodo (iniziato il 9 marzo 2020) in cui le Udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli Uffici giudiziari sono rinviate d’ufficioa data successiva all’11 maggio 2020, ad eccezione di alcune controversie elencate al comma 3 dell’art. 83 del Dl. n. 18/2020 (tra le quali figurano, in materia civile, i procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona ed in materia penale, i procedimenti di convalida dell’arresto o del fermo), e viene altresì estesa fino all’11 maggio 2020 la sospensione del decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali.

Si ricorda che, ai sensi dell’art. 83, comma 2 Dl. n. 18/2020, si intendono altresì sospesi, per la stessa durata, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie e il termine di cui all’art. 17-bis, comma 2 del Dlgs. n. 546/1992 (termine di 90 giorni dalla notifica del ricorso entro il quale deve essere conclusa la procedura di reclamo-mediazione per le controversie tributarie di valore non superiore ad Euro 50.000,00). La suddetta sospensione non opera per i particolari procedimenti di cui al comma 3 (per i quali, come già evidenziato sopra, non opera il rinvio d’ufficio delle Udienze).

Viene espressamente previsto che la suddetta proroga all’11 maggio 2020 si applica, in quanto compatibile, ai procedimenti di cui ai commi 20 e 21, dell’art. 83 del Dl. n. 18/2020, vale a dire ai procedimenti di mediazione ai sensi del Dlgs. n. 28/2010, ai procedimenti di negoziazione assistitaai sensi del Dl. n. 132/2014, convertito con modificazioni dalla Legge n. 162/2014, nonché a tutti i procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie regolati dalle disposizioni vigenti, quando i predetti procedimenti siano stati promossi entro il 9 marzo 2020 e quando costituiscano condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Sono conseguentemente sospesi i termini di durata massima dei medesimi procedimenti.

In conseguenza della suddetta proroga all’11 maggio 2020 del termine originariamente fissata al 15 aprile 2020 dal Dl. 18/2020, è fissato al 12 maggio 2020 il termine iniziale del periodo previsto dal comma 6 dell’art. 83 del Dl. n. 18/2020 per lafase di gestione discrezionale dell’emergenza, in cui sono rimessi poteri organizzativi ai Dirigenti degli Uffici giudiziari (Presidente della Corte di Appello, Presidenti degli Ordini, Capo della procura), che pertanto va dal 12 maggio 2020 al 30 giugno 2020.

Il comma 2 dell’art. 36 in esame prevede che la disposizione di cui al comma 1 – contenente la proroga sopra illustrata – non si applica ai procedimenti penali in cui i termini di cui all’art. 304 del Codice di procedura penale scadono nei 6 mesi successivi all’11 maggio 2020.

Per quanto riguarda i giudizi disciplinati dal “Codice del Processo amministrativo”, il comma 3 dell’art. 36 in esame prevede l’ulteriore sospensione, dal 16 aprile 2020 al 3 maggio 2020 inclusi, esclusivamente dei termini per la notificazione dei ricorsi, fermo restando quanto previsto dall’art. 54, comma 3, del “Codice del Processo amministrativo”, secondo cui la sospensione dei termini non si applica al procedimento cautelare.

Infine, il comma 4 prevede che la proroga del termine di cui al comma 1, primo periodo, si applica anche a tutte le funzioni e attività della Corte dei conti, come elencate dal Dl. n. 18/2020 e, conseguentemente, il termine iniziale del periodo previsto dal comma 5 dell’art. 85 del Dl. n. 18/2020 è fissato al 12 maggio 2020. Si tratta del periodo (fino al 30 giugno 2020) in cui, in deroga alle previsioni del “Codice di Giustizia contabile”, tutte le controversie pensionistiche fissate per la trattazione innanzi al Giudice contabile in sede monocratica, sia in Udienza camerale che in Udienza pubblica, passano in decisione senza discussione orale, sulla base degli atti depositati, ed in cui le parti hanno facoltà di presentare brevi note e documenti sino a 2 giorni liberi prima della data fissata per la trattazione.

Art. 37 – (Termini dei procedimenti amministrativi e dell’efficacia degli atti amministrativi in scadenza)

I termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, sono sospesi per il periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 maggio 2020 (anziché il 15 aprile).

Ugualmente i termini dei procedimenti disciplinari del personale delle Amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001, ivi inclusi quelli del personale di cui all’art. 3 del medesimo Decreto, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, sono sospesi fino al 15 maggio 2020.

Art. 38 – (Disposizioni urgenti in materia contrattuale per la Medicina convenzionata)

La disposizione dell’art. 38 consente l’anticipo degli aumenti contrattuali per Medici di famiglia, Pediatri e Specialisti ambulatoriali per far fronte all’emergenza “Covid-19” e consente, soprattutto ai Medici di medicina generale, di dotarsi di strumenti tecnologici per il monitoraggio a distanza dei pazienti infetti e potenziare in questo modo il presidio territoriale.

Art. 39 – (Procedure semplificate per le pratiche e attrezzature radiologiche)

Per tutta la durata dello stato di emergenza (31 luglio 2020), sono semplificate e velocizzate le procedure amministrative a carico delle strutture sanitarie propedeutiche allo svolgimento di nuove pratiche mediche con attrezzature radiologiche.

Art. 41 – (Disposizioni in materia di lavoro)

Le disposizioni di cui all’art. 19 (“Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario”) e all’art. 22 (“Nuova disposizione per la Cassa integrazione in deroga”) del Dl n. 18/2020 ((c.d. Decreto “Cura Italia”, vedi Entilocalinews n. 12 del 23 marzo 2020), trovano applicazione per i lavoratori assunti dal 24 febbraio 2020 al 17 marzo 2020. Le domande presentate ai sensi del comma 4 dell’art. 22 del citato Dl., sono esenti da Imposta di bollo.


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