“Decreto Sicurezza”: le novità introdotte dal Dl. n. 113/2018 di interesse per gli Enti Locali

“Decreto Sicurezza”: le novità introdotte dal Dl. n. 113/2018 di interesse per gli Enti Locali

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 231 del 4 ottobre 2018 il Dl. n. 113 del 4 ottobre 2018, contenente “Disposizioni urgenti in materia di Protezione internazionale e Immigrazione, Sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’Interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” (c.d. “Decreto Sicurezza”).

Il Provvedimento, in vigore dal 5 ottobre 2018, introduce radicali modifiche alla disciplina in materia di Immigrazione e Protezione umanitaria, prima tra tutte l’abrogazione dell’istituto del permesso di soggiorno per motivi umanitari di cui al Dlgs. n. 28/98, disposta dall’art. 1 del Dl. in commento.

In tema di sicurezza, le misure spaziano dai controlli più stringenti su chi noleggia un veicolo all’impiego del braccialetto elettronico per chi è sottoposto alla misura dell’allontanamento dalla casa familiare o, ancora, alla sperimentazione del taser per la Polizia municipale.

Proponiamo qui di seguito una breve sintesi delle misure di maggiore interesse per gli Enti Locali:

Art. 12 – Accoglienza dei richiedenti asilo

L’art. 12 preclude l’accesso allo “Sprar” (“Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”) ai richiedenti asilo, stabilendo che la fruizione di questo sistema di accoglienza diventi appannaggio esclusivo dei titolari di protezione internazionale, dei titolari di permessi di soggiorno speciali o dei minori stranieri non accompagnati. La definizione stessa del Sistema viene cambiata dal comma 4 dell’art. 14, posto che appunto già la denominazione raccontava una apertura verso i richiedenti di protezione internazionale che è venuta meno con l’approvazione della norma in commento. Anziché “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” si dovrà quindi parlare d’ora in avanti di “Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati”.

Per i richiedenti asilo e i titolari di protezione umanitaria che, alla data di entrata in vigore del Dl. n. 113/2018, erano già beneficiari del Sistema di protezione “Sprar”, resta ferma la possibilità di rimanere fino alla scadenza del progetto di accoglienza in corso.

Art. 13 – Disposizioni in materia di iscrizione anagrafica

L’art. 13 dispone che il permesso di soggiorno per richiesta asilo – pur essendo un documento di riconoscimento – non sia da considerarsi valido ai fini dell’iscrizione all’Anagrafe dei residenti.

Art. 14 – Acquisizione e revoca della cittadinanza

L’art. 14 in analisi interviene sulla disciplina dettata dalla Legge n. 91/1992 in materia di cittadinanza, abrogando la disposizione che preclude il rigetto dell’istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio decorsi 2 anni dall’istanza. Contestualmente viene elevato da Euro 200 a Euro 250 l’importo del contributo dovuto in caso di presentazione di istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza.

Il Decreto porta inoltre a 48 mesi il termine per la conclusione dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza per matrimonio e per “naturalizzazione”.

Art. 19 – Sperimentazione di armi ad impulsi elettrici da parte delle Polizie municipali

L’art. 19 autorizza i Comuni con più di 100.000 abitanti ad avviare una sperimentazione che implichi dare in dotazione a 2 unità di personale facente parte della Polizia municipale delle armi comuni ad impulsi elettrici (c.d. “taser”). Al termine della sperimentazione, della durata di 6 mesi, i Comuni potranno deliberare, attraverso proprio Regolamento, di assegnare in dotazione effettiva di reparto dette armi.

Art. 28 -Modifiche all’art. 143 del Testo unico degli Enti Locali

L’art. 28 novella l’art. 143 del Tuel, aggiungendo ex novo un comma (il 7-bis) che dà al Prefetto la facoltà di imporre l’adozione di determinati atti agli Enti Locali nel caso in cui vi siano situazioni sintomatiche di condotte illecite gravi e reiterate in grado di alterare le procedure e compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, nonché il regolare funzionamento dei servizi.

A tale scopo, il Prefetto è chiamato a stabilire quali siano gli atti prioritari per arrivare al risanamento dell’Ente e a fissare un termine per l’adozione degli stessi, fornendo ogni utile supporto tecnico-amministrativo attraverso i propri uffici.

Ove tale termine non venga rispettato, decorsi 20 ulteriori giorni, si attiva il procedimento sostitutivo.

Art. 29 – Incremento delle risorse per le Commissioni incaricate di gestire Enti sciolti per mafia

L’art. 29 stanzia risorse aggiuntive (dagli attuali Euro 5 milioni a un massimo di Euro 10 milioni) per finanziare la copertura degli oneri finanziari connessi all’attività svolta dalle Commissioni straordinarie per la gestione degli Enti sciolti a causa di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare.

di Veronica Potenza


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