“Decreto Sostegni”: il commento, articolo per articolo, delle principali novità di interesse per Enti Locali e Società partecipate

by Redazione | 29/03/2021 12:39

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 70 del 22 marzo 2021 il Dl. 22 marzo 2021, n. 41, recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle Imprese e agli Operatori economici, di Lavoro, Salute e Servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19” (c.d. “Decreto Sostegni”).

La Manovra, che vale circa Euro 32 miliardi, veicola una serie di importanti novità, alcune delle quali anche di interesse diretto per gli Enti Locali, come l’incremento del cosiddetto “Fondone” e il rinvio al 30 aprile 2021 del termine ultimo per l’approvazione del bilancio di previsione.

Di seguito una sintesi delle misure reputate di maggiore interesse per gli Enti Locali e le Società da loro partecipate.

Art. 1 – Contributo a fondo perduto in favore degli Operatori economici e proroga dei termini per pre-compilata Iva

Al fine sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, è previsto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti titolari di Partita Iva, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario, e quindi se ne deduce anche a favore di Società pubbliche e Aziende speciali in quanto soggetti di cui all’art. 73 del Dpr. n. 917/1986 (Tuir).

Tra i beneficiari del contributo e alle condizioni previste dalla disposizione rientrano anche gli Enti non commerciali, compresi gli “Enti del Terzo Settore” e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali.

Al contrario, la disposizione non si applica:

– ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 23 marzo 2021(data di entrata in vigore del presente Decreto);

– ai soggetti che hanno attivato la partita Iva dopo il 23 marzo 2021;

– agli Enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir, tra cui gli Enti Locali, in quanto espressamente esclusi;

– agli Intermediari finanziari e le Società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir.

Il contributo spetta esclusivamente ai soggetti titolari di reddito agrario (art. 32 del Tuir), nonché ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a Euro 10 milioni nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello in vigore al 23 marzo 2021.

Il contributo spetta se l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 è inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019, prevedendo cinque differenti percentuali cui commisurare il contributo spettante, da applicare alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019:

In ogni caso, l’importo massimo del contributo non potrà superare i Euro 150.000 e potrà essere riconosciuto o con accredito in conto corrente, o sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare in compensazione con il Modello “F24”.

Inoltre, ricordiamo per completezza anche l’emanazione, in data 23 marzo 2021, del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 77923/2021, che ha definito le modalità ed i termini per presentare la richiesta di contributo da parte dei soggetti interessati.

Il comma 10, di interesse anche per gli Enti Locali, apporta modifiche all’art. 4 del Dlgs. n. 127/2015 in merito alla Dichiarazione pre-compilata Iva. In particolare, viene differita dal 1° gennaio 2021 al 1° luglio 2021 la data a partire dalla quale l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione di tutti i soggetti passivi Iva, in via sperimentale, in apposita Area riservata del sito internet dell’Agenzia stessa, le bozze:

– del Registro vendite e del Registro acquisti;

– delle Liquidazioni periodiche Iva.

Stante tale differimento di 6 mesi, viene altresì previsto che la bozza della Dichiarazione annuale Iva sia messa a disposizione, sempre in via sperimentale, a partire dalle operazioni Iva effettuate dal 1° gennaio 2022.

I commi successivi, tutti di interesse per le Imprese, richiamano i limiti della Comunicazione della Commissione europea 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’Economia nell’attuale emergenza del Covid-19”.

Art. 2 – Misure di sostegno ai Comuni montani appartenenti a comprensori sciistici

Istituito un Fondo con dotazione di Euro 700 milioni per l’anno 2021, da destinarsi alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per la concessione di contributi in favore dei soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei Comuni a vocazione montana appartenenti a comprensori sciistici.

Le risorse del “Fondo” sono ripartite con Decreto del Ministro del Turismo, da adottare entro il 22 aprile prossimo, tra le Regioni e le Province autonome sulla base delle presenze turistiche registrate nell’anno 2019 nei Comuni classificati dall’Istat nelle Categorie turistiche “E” «Comuni con vocazione montana» ed “H” «Comuni a vocazione montana e con vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica», appartenenti a comprensori sciistici.

Le Regioni e le Province autonome, entro 30 giorni dall’emanazione del Dm. citato, destinano le risorse ripartite assegnando, per l’erogazione in favore dei soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico:

a) una quota non inferiore al 70%, ai Comuni suddetti in ragione dei titoli di accesso a impianti di risalita a fune esistenti in ciascun Comune venduti nell’anno 2019;

b) la restante quota, a tutti i Comuni del medesimo comprensorio sciistico, in misura proporzionale al fatturato dei soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico relativo al triennio 2017-2019 e dei maestri di sci (contributo non cumulabile con il contributo per i lavoratori stagionali del turismo).

Art. 4 – Proroga del periodo di sospensione delle attività dell’Agente della riscossione e annullamento dei carichi

Il presente art. 4 introduce importanti novità in materia di riscossione coattiva e sulle attività dell’Agente nazionale della riscossione (“AdE-R”).

In primo luogo, viene rinviato al 30 aprile 2021 il termine di sospensione per la notificazione di cartelle di pagamento, ingiunzioni di pagamento e procedure esecutive, di cui all’art. 68, del Dl. n. 18/2020.

Inoltre, sono considerati tempestivi e non determinano l’inefficacia delle stesse definizioni se effettuati integralmente i versamenti delle rate in scadenza dell’anno 2020 e fino al 31 luglio 2021 per quanto concerne le “Definizioni agevolate” di cui agli artt. 3 e 5 del Dl. n. 119/2018, art. 16-bis, del Dl. n. 34/2019, e all’art. 1, commi 190 e 193, della Legge n. 145/2018. Nello specifico, sono considerati tempestivi i versamenti effettuati:

a) entro il 31 luglio 2021, relativamente alle rate in scadenza nell’anno 2020;

b) entro il 30 novembre 2021, relativamente alle rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021.

Sono stati altresì differiti i termini per le Comunicazioni di inesigibilità ex art. 19, comma 1, del Dlgs. n. 112/1999, relativamente alle quote affidate agli Agenti della riscossione nell’anno 2018, nell’anno 2019, nell’anno 2020 e nell’anno 2021. Le Comunicazioni devono essere presentate, rispettivamente, entro il 31 dicembre 2023, entro il 31 dicembre 2024, entro il 31 dicembre 2025 e entro il 31 dicembre 2026.

Sono stati prorogati anche i termini di cui all’art. 68, comma 4-bis, del Dl. n. 18/2020, ai sensi del quale, con riferimento ai carichi affidati all’Agente della riscossione durante il periodo di sospensione, è prorogato di 12 mesi il termine di cui all’art. 19, comma 2, lett. a), del Dlgs. n. 112/1999, ovverosia la mancata notificazione imputabile al Concessionario della cartella di pagamento prima del decorso del 9° mese successivo alla consegna del ruolo.

Sono prorogati di 24 mesi i termini i termini di decadenza e relativi alle stesse entrate.

Al comma 2 è disposta la proroga al 30 aprile 2021 per la sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi ex art. 152 del Dl. n. 34/2020 (c.d. Decreto “Rilancio”, vedi Entilocalinews n. 30 del 27 luglio 2020).

Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e gli adempimenti svolti dall’Agente della riscossione nel periodo dal 1° marzo 2021 alla data di entrata in vigore del Decreto in commento e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi.

Per le verifiche ex art. 48-bis del Dpr. n. 602/1973 si applicano le disposizioni dell’art. 153 del Dl. n. 34/2020 (c.d. Decreto “Rilancio”, vedi Entilocalinews n. 30 del 27 luglio 2020), ovverosia nel periodo di sospensione (fino al 30 aprile 2021) sono sospese le disposizioni di cui al citato art. 48-bis.

I commi 4 e seguenti contengono disposizioni in merito al cd. “stralcio” dei debiti al di sotto di Euro 5.000, comprensivi di capitale, interessi e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, delle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle Imposte sui redditi fino a Euro 30.000 e dei soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle Imposte sui redditi fino a Euro 30.000.

Con Decreto Mef, da adottarsi entro il 22 aprile 2021, saranno stabilite le date dell’annullamento dei debiti in parola, del relativo discarico e della conseguente eliminazione dalle scritture patrimoniali degli Enti creditori. Per gli Enti Locali il Decreto disciplinerà le modalità del riaccertamento straordinario dei residui attivi cancellati in attuazione della predetta disposizione, prevedendo la facoltà di ripianare l’eventuale maggiore disavanzo in massimo n. 10 annualità a decorrere dall’esercizio finanziario in cui è effettuato il riaccertamento.

Fino alla data stabilita dal Dm. sopra cennato è sospesa la riscossione di tutti i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente Decreto, fino a Euro 5.000, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010 e sono sospesi i relativi termini di prescrizione.

Per il rimborso delle spese di notifica delle cartelle di pagamento, previste dall’art. 17 del Dlgs. n. 112/1999, nonché di quelle per le procedure esecutive, relative alle quote, erariali e non, l’Agente della riscossione presenta, entro la data stabilita con il Decreto Mef, sulla base dei crediti risultanti dal proprio bilancio al 31 dicembre 2020, e fatte salve le anticipazioni eventualmente ottenute, apposita richiesta al Mef. Il rimborso verrà effettuato, con oneri a carico del bilancio dello Stato, in 2 rate, la prima, di ammontare non inferiore al 70% del totale, scadente il 31 dicembre 2021, e la seconda per l’ammontare residuo, scadente il 30 giugno 2022. Restano ferme le disposizioni di cui all’art. 4 del Dl. n. 119/2018, in materia di stralcio dei debiti fino a Euro 1.000 affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010.

Le disposizioni di “stralcio” introdotte dal presente articolo non si applicano ai debiti di cui all’art. 3, comma 16, del Dl. n. 119/2018.

Infine, il comma 10 dispone che, ai fini di una ridefinizione della disciplina legislativa dei crediti di difficile esazione e per l’efficientamento del Sistema della riscossione, il Mef, entro il 22 maggio 2021, trasmette alle Camere una relazione contenente i criteri per procedere alla revisione del meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi per le conseguenti deliberazioni parlamentari.

Art. 5 – Ulteriori interventi fiscali di agevolazione e razionalizzazione connessi all’emergenza “Covid-19

Con riferimento a tale norma, segnaliamo il comma 16, contenente la proroga di 3 mesi (dal 10 marzo al 10 giugno 2021) del termine per provvedere alla conservazione dei documenti informatici del 2019.

Ricordiamo che, a regime, l’art. 3, comma 3, del Dm. 17 giugno 2014, stabilisce che l’operazione si concluda entro 3 mesi dal termine di presentazione delle Dichiarazioni annuali (anche per gli Enti Locali si ritiene debba essere considerata la data di scadenza della Dichiarazione dei redditi, sebbene tali Enti non siano chiamati a presentarla) relative al periodo d’imposta cui i documenti si riferiscono.

Segnaliamo poi i commi 20 e 21, che spostano dal 16 al 31 marzo i termini:

– per la consegna agli interessati delle “CU 2021” e la loro trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate (peraltro ricordiamo, per ciò che riguarda le “CU 2021” riferite ai Professionisti, che è comunque possibile inviarle telematicamente all’Agenzia delle Entrate, senza subire sanzioni, entro il 31 ottobre 2021);

– per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, da parte di soggetti esterni, tra cui i Comuni, dei dati relativi a oneri e spese deducibili o detraibili, sostenuti dai contribuenti nell’anno precedente.

Art. 8 – Nuove disposizioni in materia di “Trattamenti di integrazione salariale

La disposizione dell’art. 8, ai commi da 1 a 8 e da 12 a 14 ha previsto – con riferimento ai “Trattamenti ordinari di integrazione salariale”, agli “Assegni ordinari di integrazione salariale” ed ai “Trattamenti di integrazione salariale in deroga”, già riconosciuti secondo una disciplina transitoria, posta in relazione all’emergenza epidemiologica da “Covid-19” (di cui agli artt. da 19 a 22-quater del Dl. n. 18/2020) – la concessione di ulteriori periodi di trattamento in relazione ai casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

In particolare:

Art. 10 – Indennità per i lavoratori stagionali del Turismo, degli Stabilimenti termali, dello Spettacolo e dello Sport

La norma dell’art. 10 in commento disciplina le condizioni per l’assegnazione di una indennità una tantum, pari a Euro 2.400, in favore di: lavoratori dipendenti stagionali, a tempo determinato e in regime di somministrazione nei Settori del Turismo e degli Stabilimenti termali e nei suddetti Settori; lavoratori intermittenti e alcune categorie particolari di lavoratori; lavoratori dello Spettacolo.

Art. 11 – Disposizioni in materia di “Reddito di cittadinanza

Tale norma stanzia, per l’anno corrente, Euro 1.000 milioni da destinare al “Fondo per il ‘Reddito di cittadinanza’” e dispone, in caso di variazioni del reddito dovute a occupazione per lavoro subordinato, la sospensione del beneficio anziché la decadenza attualmente prevista.

Art. 12 – Ulteriori disposizioni in materia di “Reddito di emergenza

La norma dell’art. 12 in commento dispone che il “Reddito di emergenza” sia riconosciuto – nell’anno corrente – per 3 quote, relative alle mensilità di marzo, aprile e maggio 2021.

La domanda per accedervi dovrà essere presentata all’Inps entro il 30 aprile 2021.

Art. 15 – Misure a sostegno dei lavoratori in condizione di fragilità

La disposizione dell’art. 15 in commento, ai commi da 1 a 3 ha stabilito l’estensione, con alcune modifiche, fino al 30 giugno 2021, di 2 discipline temporanee – relative a “lavoratori fragili” – che hanno trovato già applicazione per alcuni periodi del 2020 (fino al 15 ottobre) e per il periodo 1° gennaio 2021-28 febbraio 2021.

Sono estese fino al 30 giugno 2021 le disposizioni di cui all’art. 26, commi 2 e 2-bis, del Dl. n. 18/2020. Per cui i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti Organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge n. 104/1992, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero ed è prescritto dalle competenti Autorità sanitarie, nonché dal Medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti Organi medico-legali di cui sopra, i cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo Certificato. Nessuna responsabilità, neppure contabile, salvo il fatto doloso, è imputabile al Medico di assistenza primaria nell’ipotesi in cui il riconoscimento dello stato invalidante dipenda da fatto illecito di terzi. E’ fatto divieto di monetizzare le ferie non fruite a causa di assenze dal servizio connesse a tali situazioni.

I suddetti “lavoratori fragili” svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità “agile”, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai Contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Art. 17 – Disposizioni in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine

L’art. 17 modifica ulteriormente la disciplina transitoria, di cui all’art. 93, comma 1, del Dl. n. 34/2020 (c.d. Decreto “Rilancio”, vedi Entilocalinews n. 30 del 27 luglio 2020), in materia di proroghe o rinnovi dei contratti di lavoro dipendente a termine nel Settore privato. In primo luogo, differisce dal 31 marzo 2021 al 31 dicembre 2021 il termine finale di applicazione della disciplina transitoria in oggetto secondo cui, ferma restando la durata massima complessiva di 24 mesi, è possibile rinnovare o prorogare per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, anche in assenza delle condizioni di cui all’art. 19, comma 1, del Dlgs. n. 81/2015.

Si consente (nell’ambito del periodo temporale così ridefinito) la stipulazione del medesimo atto in deroga anche qualora, prima dell’entrata in vigore del presente Decreto, siano stati già stipulati proroghe o rinnovi in base alla medesima deroga (questi ultimi atti restano validi, in ogni caso, fino alla scadenza già pattuita)

Art. 20 – Vaccini e farmaci

All’art. 20, il comma 1 incrementa di Euro 2.800.000.000, per l’anno 2021, il c.d. “Fondo vaccini” istituito dall’art. 1, comma 447, della Legge n. 178/2020 (“Legge di bilancio 2021” – vedi Entilocalinews n. 2 dell’11 gennaio 2021), in gran parte destinato all’acquisto di vaccini anti Covid e per la restante parte all’acquisto di farmaci per la cura dei pazienti affetti da “Covid-19”, mentre il comma 2, al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e la copertura vaccinale su tutto il territorio nazionale, modificando quanto previsto dalla Legge di bilancio 2021, dispone che il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica “Covid-19”, possa avviare una richiesta di manifestazione di interesse riservata ai Laureati in Medicina e Chirurgia abilitati all’esercizio della Professione medica e iscritti agli Ordini professionali, nonché agli Infermieri e agli Assistenti sanitari iscritti ai rispettivi Ordini professionali, disponibili a partecipare al “Piano di somministrazione dei vaccini” contro il “Sars-CoV-2” e ad essere assunti. Detti soggetti possono partecipare alla manifestazione di interesse anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione.

Inoltre, per accelerare il “Piano vaccinale”, le Regioni e le Province autonome assicurano il coinvolgimento, non solo dei Medici di Medicina generale, ma anche dei Medici specialisti ambulatoriali convenzionati interni, dei Pediatri di libera scelta, degli Odontoiatri, nonché dei Medici di continuità assistenziale, dell’emergenza sanitaria territoriale e della Medicina dei servizi.

I dati relativi alle vaccinazioni effettuate dai predetti Medici dovranno essere trasmessi, senza ritardo e con modalità telematiche sicure, alla Regione o Provincia autonoma di riferimento, affinché quest’ultimi possano trasmetterli correttamente all’Anagrafe vaccini nazionale. A tal fine, potrà essere utilizzato anche il Sistema “Tessera sanitaria”, che dovrà mettere a disposizione il proprio Sistema informativo vaccinale.

Sempre al fine di accelerare la Campagna nazionale di vaccinazione, è sospesa, esclusivamente per lo svolgimento dell’attività vaccinale, la clausola di incompatibilità con altri rapporti di lavoro ed il divieto di cumulo di impieghi e incarichi per il personale infermieristico del Servizio sanitario nazionale che aderisce all’attività di somministrazione dei vaccini “anti-Covid” al di fuori dell’orario di servizio.

La norma in commento, al comma 2, lett. h), tenuto conto della valorizzazione del ruolo dei Farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da “Covid-19”, anche a livello comunitario, ed al fine di ampliare al massimo la platea dei soggetti autorizzati alla somministrazione dei vaccini, interviene modificando il comma 471 della “Legge di bilancio 2021”, disponendo per i Farmacisti la possibilità di effettuare le vaccinazioni contro il “Covid-19” nelle Farmacie, e senza la supervisione dei Medici, purché debitamente formati e previa stipulazione di specifici Accordi con le Organizzazioni sindacali rappresentative delle Farmacie, sentito il competente Ordine professionale. Nell’ambito dei predetti Accordi dovranno essere disciplinati anche gli aspetti relativi ai requisiti minimi strutturali dei locali per la somministrazione dei vaccini nonché le opportune misure per garantire la sicurezza degli assistiti.

Il Decreto “Sostegni” ha inoltre voluto ottimizzare il servizio reso dalle Farmacie, valorizzando il loro ruolo di presìdi di prossimità, ritenendo indispensabile prevedere l’introduzione, in via sperimentale per gli anni 2021 e 2022, di una remunerazione aggiuntiva in favore delle stesse per il rimborso dei Farmaci erogati in regime di Servizio sanitario nazionale, nei limiti dell’importo pari a Euro 50 milioni per l’anno 2021 (considerato che la sperimentazione presumibilmente inizierà a partire dal 1° settembre 2021) e ad Euro 150 milioni per l’anno 2022. Il Legislatore porta avanti un percorso già intrapreso in questi ultimi anni, sviluppando un nuovo modello di Farmacia che, oltre al farmaco, assicura ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive, passando quindi da un Sistema di remunerazione fondato sulla scontistica sul prezzo ad una remunerazione che valorizza più la funzione.

Inoltre, è previsto l’utilizzo del Sistema “Tessera sanitaria” nel “Piano strategico dei vaccini”, con lo scopo di coinvolgere ulteriori strutture e operatori sanitari nel medesimo “Piano”, nonché garantire la circolarità sul territorio nazionale delle prenotazioni e somministrazioni dei vaccini e dei relativi controlli di univocità.

Art. 23 – Interventi per assicurare le funzioni degli Enti territoriali

Si modifica il comma 822 dell’art. 1, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (“Legge di bilancio 2021” – vedi Entilocalinews n. 2 dell’11 gennaio 2021), incrementando ulteriormente le risorse 2021 del “Fondo per l’esercizio delle funzioni degli Enti Locali” di Euro 1.350 milioni in favore dei Comuni e Euro 150 milioni in favore delle Città metropolitane/Province. Tale incremento sarà ripartito totalmente con la prevista seconda rata 2021 (entro il giungo 2021) con criteri e modalità che tengano conto dei lavori del Tavolo tecnico Mef di monitoraggio.

Il “Fondo per l’esercizio delle funzioni delle Regioni e delle Province autonome” è ulteriormente incrementato di Euro 260 milioni per l’anno 2021 a favore delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano; le risorse sono ripartite con Decreto Mef, da adottarsi entro il 30 aprile 2021, tra le Autonomie speciali, sulla base della “perdita di gettito” valutata dal Tavolo tecnico Mef di monitoraggio, in relazione alla situazione di emergenza e tenendo conto delle risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese, nonché della previsione di cui al comma 823, dell’art. 1, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (destinazione obbligatoria delle risorse per la “perdita di gettito” connessa all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, e indicazione nella quota vincolata del risultato di amministrazione delle risorse non utilizzate); detto ristoro può essere attuato anche mediante la riduzione del contributo degli Enti alla finanza pubblica previsto per l’anno 2021.

Art. 24 – Rimborso spese sanitarie sostenute dalle Regioni e Province autonome nel 2020

Con l’art. 24 viene istituito per l’anno 2021 un Fondo di Euro 1.000 milioni quale concorso a titolo definitivo al rimborso delle spese sostenute dalle Regioni e Province autonome nell’anno 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri beni sanitari inerenti l’emergenza. Entro il 13 aprile 2021 l’importo del “Fondo” è ripartito in favore delle Regioni e delle Province autonome, secondo modalità individuate con apposito Decreto Mef, anche tenuto conto delle spese effettivamente sostenute dalle singole Regioni e Province autonome.

Art. 25 – Imposta di soggiorno

L’art. 25 dispone l’istituzione, nello Stato di previsione del MinInterno, di un Fondo, con una dotazione di Euro 250 milioni per l’anno 2021, per il ristoro parziale dei Comuni a fronte delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell’Imposta di soggiorno o del Contributo di sbarco, nonché del contributo di soggiorno di cui all’art. 14, comma 16, lett. e), del Dl. n. 78/2010, in conseguenza dell’adozione delle misure di contenimento del “Covid-19”.

Per la ripartizione del predetto” Fondo” verrà emanato apposito Dm. Interno entro il 16 maggio 2021.

Art. 26 – “Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica

Con l’art. 26 si istituisce, nello Stato di previsione del Mef, un Fondo, con dotazione di Euro 200 milioni per il 2021, finalizzato al sostegno delle categorie economiche particolarmente colpite dalla pandemia (Imprese esercenti attività commerciale o ristoratori operanti nei Centri storici; Aziende del Settore Matrimoni ed Eventi privati, ecc…).

Un Dpcm. determinerà il riparto delle risorse in questione tra Regioni e Province autonome.

Art. 27 – Revisione del riparto del contributo di cui all’art. 32-quater del Dl. n. 137/2020

E’ sostituito il comma 2, dell’art. 32-quater, del Dl. 28 ottobre 2020, n. 137, prevedendo ora che per l’anno 2021 è assegnato alle Regioni a Statuto ordinario un contributo di Euro 110 milioni destinato al ristoro delle categorie soggette a restrizioni in relazione all’emergenza da “Covid-19”, ripartito per gli importi specificati nella Tabella in calce al presente art. 27.

Art. 29 – “Trasporto pubblico locale

Con l’art. 29 vengono rifinanziate, attraverso lo stanziamento di ulteriori Euro 800 milioni per l’anno 2021, le misure a copertura della riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri subiti dalle Imprese di “Trasporto pubblico locale”, a causa della pandemia di “Covid-19”, nel periodo dal 23 febbraio 2020 fino al termine dell’applicazione delle limitazioni relative alla capienza massima dei mezzi adibiti ai servizi di trasporto pubblico.

Art. 30 – Ulteriori misure urgenti e disposizioni di proroga

L’art. 30 modifica l’art. 9-ter, del Dl. 28 ottobre 2020 n. 137, prevedendo, in considerazionedell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, che:

– sono esonerate fino al 30 giugno 2021, dal pagamento del Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, le attività turistiche, danneggiate dall’emergenza epidemiologica, le Imprese di pubblico esercizio di cui all’art. 5 della Legge n. 287/1991, titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico,

– sono esonerati fino al 30 giugno 2021, dal pagamento del Canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate, i titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione temporanea del suolo pubblico per l’esercizio del commercio su aree pubbliche,

Conseguentemente viene incrementato il “Fondo per il ristoro ai Comuni delle minori entrate derivanti dalla proroga degli esoneri Tosap/Cosap/pubblicità” di cui sopra ad Euro 165 milioni per il 2021, da ripartire con uno o più decreti entro il 30 giugno 2021.

Il comma 3 prevede che, in considerazione dell’emergenza sanitaria da “Covid-19”, è fissato in 180 giorni dalla pubblicazione il termine per la restituzione dei Questionari Sose pubblicati nell’anno 2021, necessari per il calcolo dei fabbisogni standard degli Enti Locali.

Il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2021-2023 è ulteriormente differito al 30 aprile 2021 e fino a tale data è quindi autorizzato l’esercizio provvisorio.

I Comuni, per il solo anno 2021, possono approvare/modificare le tariffe e i regolamenti della Tari e della Tariffa corrispettiva, sulla base del Pef del “Servizio di gestione dei rifiuti”, entro il 30 giugno 2021. In caso di approvazione dei provvedimenti relativi alla Tari o alla Tariffa corrispettiva in data successiva all’approvazione del proprio bilancio di previsione, il Comune dovrà effettuare le conseguenti modifiche al bilancio di previsione in occasione della prima variazione utile. La scelta delle utenze non domestiche di cui all’art. 3, comma 12, del Dlgs. 3 settembre 2020, n. 116 (utenze produttrici di rifiuti urbani con conferimento al di fuori del servizio pubblico e avviati al recupero escluse dalla corresponsione della componete tariffaria rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti), deve essere comunicata al Comune, o al gestore del servizio rifiuti in caso di tariffa corrispettiva, entro il 31 maggio di ciascun anno.

E’ anche modificato l’art. 1, comma 449, lett. d-sexies), della Legge n. 232/2016, stabilendo ora che il “Fondo di solidarietà comunale”, per la quota destinata ai Comuni delle Regioni a Statuto ordinario e delle Regioni Sicilia e Sardegna (Euro 100 milioni per l’anno 2022, Euro 150 milioni per l’anno 2023, Euro 200 milioni per l’anno 2024, Euro 250 milioni per l’anno 2025 e Euro 300 milioni annui a decorrere dall’anno 2026), quale quota di risorse finalizzata a incrementare, nel limite delle risorse disponibili per ciascun anno, in percentuale e nel limite dei “livelli essenziali di prestazione” (“lep”), l’ammontare dei posti disponili negli asili nido, equivalenti in termini di costo standard al servizio a tempo pieno, in proporzione alla popolazione di età compresa tra 0 e 2 anni nei Comuni nei quali il predetto rapporto è inferiore ai “lep”, è ripartito entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento con Dm. Interno, su proposta della Commissione tecnica per i fabbisogni standard, tenendo conto, ove disponibili, dei costi standard per la funzione “Asili nido” approvati dalla stessa Commissione. Con lo stesso Dm. sono disciplinati gli obiettivi di potenziamento dei posti di “Asili nido” da conseguire con le risorse assegnate e le modalità di monitoraggio sull’utilizzo delle risorse stesse.

Viene procrastinata al 1° gennaio 2022 l’applicazione delle disposizioni di cui al Dlgs. 28 febbraio 2021, n. 36 (“Riordino e riforma delle disposizioni in materia di Enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo”), ad esclusione di quelle di cui agli artt. 25, 26, 27, 28, 29, 30, 32, 33, 34, 35, 36, 37 (recanti la disciplina per il lavoratore sportivo) che si applicheranno a decorrere dal 1° luglio 2022. Resta applicabile dal 2 aprile 2021 quanto previsto dall’art. 31 (“Abolizione del vincolo sportivo e premio di formazione tecnica”) circa la libertà contrattuale degli atleti.

Inoltre viene prorogata al 1° gennaio 2022 l’entrata in vigore delle disposizioni dei seguenti Decreti:

Art. 31 – Misure per favorire l’attività didattica e per il recupero delle competenze e della socialità delle studentesse e degli studenti nell’emergenza “Covid-19

L’art. 31 stanzia ulteriori Euro 300 milioni per il 2021 da destinare alle esigenze delle istituzioni scolastiche ed educative statali, in considerazione della situazione emergenziale. Nello specifico, metà di questi andranno a incrementare il “Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche” mentre i restanti 150 milioni confluiranno nel “Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi”.

Il comma 5 dispone che l’assenza dal lavoro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle Istituzioni scolastiche “per la somministrazione del vaccino contro il ‘Covid-19’” è giustificata e non determina alcuna decurtazione del trattamento economico, né fondamentale, né accessorio.

Art. 32 – Completamento del Programma di sostegno fruizione delle attività di didattica digitale per le Regioni del Mezzogiorno

Con l’art. 32 sono destinati ulteriori Euro 35 milioni per l’acquisto di dispositivi che consentano di portare a compimento il Programma di sostegno alla fruizione delle attività di didattica digitale integrata nelle Regioni del Mezzogiorno.

Art. 34 – Misure a tutela delle persone con disabilità

Viene istituito, nello stato di previsione del Mef, un “Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità”, con una dotazione di Euro 100 milioni per l’anno 2021, il cui stanziamento è trasferito al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Criteri e modalità di utilizzo delle risorse in commento verranno fissati con uno o più Dpcm. o provvedimenti dell’Autorità politica delegata in materia di disabilità.

Art. 35 – Misure per la funzionalità delle Forze di Polizia e delle Forze Armate

L’art. 35 dispone l’incremento di risorse per garantire la prosecuzione, dal 1° febbraio al 30 aprile, del dispositivo di pubblica sicurezza preordinato al contenimento dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19” e al conseguente svolgimento dei maggiori compiti connessi, autorizzando la spesa di Euro 92.063.550, di cui Euro 51.120.750 per il pagamento delle indennità di Ordine pubblico del personale delle Forze di Polizia e degli altri oneri connessi all’impiego del personale delle Polizie locali.

Art. 36 – Misure urgenti per la Cultura

Il comma 3 dell’art. 36 in commento stanzia ulteriori Euro 120 milioni per il “Fondo 2021 per le emergenze delle Imprese e delle Istituzioni culturali”, istituito dall’art. 183, comma 2, del Dl. n. 34/2020 (c.d. Decreto “Rilancio”, vedi Entilocalinews n. 30 del 27 luglio 2020).

Il comma 4 incrementa inoltre di Euro 80 milioni le risorse destinate al funzionamento dei Musei e dei Luoghi della cultura statali, tenuto conto delle mancate entrate da vendita di biglietti di ingresso, conseguenti all’adozione delle misure di contenimento del “Covid-19”.

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