“Deepfake”: le indicazioni del Garante Privacy sui rischi correlati al suo utilizzo

“Deepfake”: le indicazioni del Garante Privacy sui rischi correlati al suo utilizzo

Il Garante privacy ha pubblicato sul proprio sito istituzionale, il 28 dicembre 2020, una scheda informativa relativa ai potenziali rischi correlati all’utilizzo dei c.d. “deepfake”.

I “deepfake” sono foto, video e audio creati grazie a software di intelligenza artificiale che, partendo da contenuti reali (immagini e audio), riescono a modificare o ricreare, in modo estremamente realistico, le caratteristiche e i movimenti di un volto o di un corpo e a imitare fedelmente una determinata voce.

Nella scheda informativa diffusa dal Garante con l’intento di sensibilizzare gli utenti sui rischi connessi agli usi malevoli di questa nuova tecnologia, si evidenzia come la tecnologia sottostante ai “deepfake” – nati come ausilio agli effetti speciali cinematografici, fossero inizialmente molto costose e pertanto poco diffuse. Ultimamente però, grazie alla diffusione di app e software che li rendono alla portata di tutti, la diffusione dei deepfake ha subito una rapida escalation e con essa sono significativamente aumentati anche i rischi connessi.

Quella realizzata con i deepfake – si legge nel Documento – è una forma particolarmente grave di furto di identità. Le persone che compaiono in un deepfake a loro insaputa non solo subiscono una perdita di controllo sulla loro immagine, ma sono private anche del controllo sulle loro idee e sui loro pensieri, che possono essere travisati in base ai discorsi e ai comportamenti falsi che esprimono nei video. Le persone presenti nei deepfake potrebbero inoltre essere rappresentate in luoghi o contesti o con persone che non hanno mai frequentato o che non frequenterebbero mai, oppure in situazioni che potrebbero apparire compromettenti. In sostanza, quindi, un deepfake può ricostruire contesti e situazioni mai effettivamente avvenuti e, se ciò non è voluto dai diretti interessati, può rappresentare una grave minaccia per la riservatezza e la dignità delle persone”.


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