Digitalizzazione P.A.: pubblicato il “Piano triennale 2019-2021 per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione”

Digitalizzazione P.A.: pubblicato il “Piano triennale 2019-2021 per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione”

L’11 marzo 2019 è stato pubblicato nel sito dell’Agid il nuovo “Piano triennale 2019-2021 per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione”. Il nuovo “Piano” si pone in piena continuità con il precedente (2017-2019), mantenendo i Progetti attivati e consolidando la visione di un Progetto attuativo unico e completo per la transizione al digitale della Pubblica Amministrazione.

Del resto, in questi anni è maturata la consapevolezza che per digitalizzare la P.A. non basta un “Codice dell’Amministrazione digitale” con le sue regole tecniche e le sue sanzioni, non basta neppure avere i fondi, occorre un Progetto attuativo chiaro nel quale l’Ente possa definire ed attuare il suo percorso verso il digitale.

Il Progetto descritto dal “Piano triennale” è articolato in 90 linee di azione, per ognuna delle quali sono definiti tempi, attori e obiettivi.

Il tutto può essere descritto con i seguenti 3 paradigmi:

  1. digital by default, ovvero “digitale per definizione”: le Pubbliche Amministrazioni devono fornire servizi digitali come opzione predefinita;
  2. once only”, le Pubbliche Amministrazioni devono evitare di chiedere ai cittadini e alle Imprese informazioni già fornite;
  3. cloud first”, le Pubbliche Amministrazioni, in fase di definizione di un nuovo Progetto e/o di sviluppo di nuovi servizi, in via prioritaria devono valutare l’adozione del paradigma cloudprima di qualsiasi altra tecnologia, tenendo conto della necessità di prevenire il rischio di lock-in. Dovranno altresì valutare il ricorso al cloud di tipo pubblico, privato o ibrido in relazione alla natura dei dati trattati e ai relativi requisiti di confidenzialità.

Se i paradigmi sono 3, l’obiettivo resta uno: fornire servizi “on line” fruibili ed interoperabili capaci di condurre il cittadino a preferirli rispetto a quelli erogati con canale analogico.

La semplificazione descritta non deve essere sottovalutata e le 90 linee di azione ne fanno intuire la complessità dell’attuazione. Del resto, è ormai evidente che la migrazione verso il digitale non si conclude con la sostituzione dei documenti analogici/cartacei con quelli digitali/informatici, ma con la digitalizzazione e semplificazione dei processi amministrativi attuando il paradigma “once only” che presuppone una forte integrazione tra i Sistemi delle Pubbliche Amministrazioni.

L’attuale polverizzazione dei dati nelle 160.000 basi dati a “silos” fa capire la portata del cambiamento e le difficoltà da superare. In questo senso va la scelta adottata dal “Piano” di dedicare importanti linee di azione utili al completamento di basi dati di interesse nazionale (quali, ad esempio, il “Repertorio nazionale dei dati territoriali” (“Rndt”), la “Anagrafe nazionale della popolazione residente” (“Anpr”), la “Banca dati nazionale dei contratti pubblici” (“Bdncp”), il “Casellario giudiziale”, il “Registro delle imprese”, ecc.) indispensabili per aprire il patrimonio informativo della P.A. in modalità sicura e riservata nel rispetto del Gdpr.

Ripensare l’organizzazione della P.A. in ottica digitale necessita di figure di riferimento che abbiano la consapevolezza e la capacità di definire ed attuare il cambiamento. In questo senso deve essere affrontato la nomina del Responsabile per la transizione al digitale prevista dall’art 17 del “Cad” e sollecitata dalla Circolare n. 3/18 del Ministero della Pubblica Amministrazione. Nomina spesso trascurata dagli Enti e, dove presente, di semplice adempimento e non operativa. Vista la complessità dei requisiti della figura (competenze tecniche, di informatica giuridica e manageriali) il “Piano triennale” propone di ricorrere alla forma associata tra P.A., oltre che creare una rete dei “Rtd” al fine di condividere esperienze e creare confronto. Agid, da parte sua, metterà a disposizione figure di supporto specialistico.

La migrazione all’operatività digitale porta con se la necessità di garantire la sicurezza e resilienza dei sistemi e dei dati della Pubblica Amministrazione. Il paradigma “cloud first” va in questo senso: passare dagli attuali 11.000 data center ai “Poli strategici nazionali”, strutture certificate in grado di garantire elevati standard di continuità operativa e di sicurezza utili a mitigare il rischio di “malware” e di “cyber crime”.

Tra le principali scadenze definite dal “Piano” si ricorda:

  • ad ottobre 2019 – pubblicazione da parte di Agid dello studio per lo switch-off a “Spid”;
  • da ottobre 2019 – gestione elettronica degli ordini verso i fornitori attraverso il “Nso” (“Nodo smistamento ordini”) per le A. del Settore sanitario (art. 1, comma 414, Legge n. 205/2017);
  • da aprile 2019 – aggiornamento Sistemi per gestire le fatture in formato europeo (A. centrali);
  • dicembre 2019 – migrazione verso il “Cloud” della P.A. dei Sistemi informativi di un primo gruppo di Amministrazioni pilota;
  • entro dicembre 2019 – attivazione dei Servizi pagamento mediante “PagoPA” per gli Enti obbligati;
  • da aprile 2020 – aggiornamento Sistemi per gestire le fatture in formato europeo (A. locali);
  • entro dicembre 2020 – messa a disposizione della “Piattaforma nazionale dati”;
  • entro dicembre 2021 – conclusione migrazione verso il Cloud della P.A. dei Sistemi informativi di almeno 5 Amministrazioni pilota e avvio migrazione di un ulteriore gruppo di Pubbliche Amministrazioni.

di Cesare Ciabatti


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