Disavanzo da riaccertamento straordinario: “no” all’utilizzo delle entrate vincolate/accantonate nel risultato di amministrazione

Disavanzo da riaccertamento straordinario: “no” all’utilizzo delle entrate vincolate/accantonate nel risultato di amministrazione

Nella Delibera n. 92 del 18 luglio 2018 della Corte dei conti Campania, un Sindaco chiede un parere sulla possibilità di utilizzare le entrate vincolate/accantonate nel risultato di amministrazione in presenza di disavanzo da riaccertamento straordinario. La Sezione per prima cosa richiama la Sentenza n. 274/17 della Corte Costituzionale,che afferma che “il risultato di amministrazione è parte integrante, anzi coefficiente necessario, della qualificazione del concetto di equilibrio di bilancio”. I Giudici sottolineano la non disponibilità della quota di avanzo soggetta a obblighi di accantonamento a fronte di rischi, quali il“Fondo crediti di dubbia esigibilità” o altri, o ad obblighi di ripiano di disavanzi o debiti pregressi (“Fondo per il rimborso delle anticipazioni di liquidità”). In tal caso, il vincolo di non spendibilità delle somme deriva dalla ragione stessa dell’obbligo di accantonamento che impedisce di considerarne l’importo a copertura di nuove spese. La Sezione rileva che le norme sul risultato di amministrazione e del Dlgs. n. 118/11 “devono essere assoggettate a interpretazione adeguatrice quando un loro potenziale significato possa entrare in collisione con i fondamentali principi di copertura della spesa e di equilibrio del bilancio contenuti nell’art. 81 della Costituzione e con gli altri precetti finanziari di rango costituzionale. Ove ciò non sia possibile siffatte regole risulterebbero costituzionalmente illegittime”. La Sezione conclude che la risposta al parere è negativa dal momento che quelli che l’Ente Locale definisce come “risparmi” non costituiscono effettivi risparmi, ma solo un anticipato conseguimento dell’obbligato obiettivo dell’equilibrio di bilancio da raggiungere il prima possibile.


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