Durc: pubblicata una nuova Circolare Inps di chiarimento sul rilascio in presenza di crediti certificati

E’ stata pubblicata sul sito Inps la Circolare 4 febbraio 2014, n. 16, con la quale l’Istituto di previdenza ha fornito le opportune indicazioni in ordine all’applicazione della disciplina a seguito della realizzazione, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, all’interno della Piattaforma per la certificazione dei crediti (“Pcc”), della funzione di Gestione Richieste Durc”, riservata ai soggetti titolari dei crediti, e di quella di Verifica la capienza per l’emissione del Durc”, rivolta agli Enti tenuti al rilascio del Durc.

La Circolare n. 16/14 ha chiarito che, in presenza di una certificazione di uno o più crediti resa dalle Amministrazioni statali, dagli Enti pubblici nazionali, dalle Regioni, dagli Enti Locali e dagli Enti del Servizio sanitario nazionale, che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati, gli Istituti previdenziali e le Casse edili sono tenuti ad attestare la regolarità contributiva.

Il Mef ha provveduto ad implementare le funzioni del Sistema Piattaforma per la Certificazione dei Crediti” introducendo l’utilità Gestione Richieste Durc attraverso la quale il titolare del credito, o suo delegato appositamente registrato sul sistema “Pcc”, provvede a generare sulla medesima Piattaforma, secondo le specifiche indicazioni ivi fornite nella “Guida al Rilascio del Durc in presenza di certificazione del credito (disponibile in allegato alla Circolare Inps e sul sito del Ministero), laRichiesta del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) ex art. 13-bis, comma 5, Dl. n. 52/12, conv. Legge n. 94/12.

La procedura prevede che solo una volta generato sulla Piattaforma il predetto Documento – che il richiedente potrà salvare su un dispositivo elettronico ovvero stampare – potrà essere attivato il procedimento di richiesta del Durc tramite lo “Sportello unico previdenziale”.

Nelle restanti ipotesi in cui il Durc, in base alla vigente normativa, è acquisito d’ufficio dalla Pubblica Amministrazione, quest’ultima, qualora abbia ricevuto dall’interessato la Richiesta del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) ex art. 13-bis, comma 5, Dl. n. 52/12, conv. Legge n. 94/12 emessa dalla “Pcc”, dovrà provvedere a trasmettere la relativa documentazione con Pec, agli Enti competenti al rilascio della specifica richiesta di Durc.

Il Durc sarà rilasciato ai sensi dell’art. 13-bis, comma 5, Dl. n. 52/12, anche qualora l’interessato esibisca la predetta documentazione nell’ambito del procedimento di cui all’art. 7, comma 3, del Dm. 24 ottobre 2007, che prevede l’obbligo da parte degli Enti preposti al rilascio del Durc di invitare l’interessato a regolarizzare le cause di irregolarità, entro un termine non superiore a quindici giorni, prima di emettere un certificato attestante l’irregolarità medesima.

I soggetti potranno trovare all’interno della Piattaforma per la certificazione dei crediti un’apposita funzione Verifica la capienza per l’emissione del Durc attraverso la quale l’operatore che deve procedere al rilascio del Durc, ha la possibilità di effettuare la verifica della sussistenza e dell’importo dei crediti riportati nella Richiesta del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) ex art. 13-bis, comma 5, Dl. n. 52/12, conv. Legge n. 94/12”.

Come già detto precedentemente, il Durc emesso ai sensi dell’art. 13-bis, comma 5, presuppone che l’importo dei crediti certificati sia almeno pari all’ammontare complessivo dei debiti contributivi accertati dagli Istituti previdenziali e dalle Casse edili, qualora la verifica riguardi un’impresa edile, nei confronti del soggetto creditore.

L’Inps chiarisce comunque che la disciplina contenuta all’art. 13-bis, comma 5, Dl. n. 52/12, pur rivestendo un carattere di specialità rispetto alla normativa che regola il rilascio del Durc, non rappresenta una deroga alle vigenti disposizioni introdotte dall’art. 31, comma 5, del Dl. n. 69/13 che prevede che il Documento sia considerato valido per la durata di 120 giorni dalla data del rilascio. In relazione a ciò. è necessario che le fasi di definizione del procedimento di rilascio di questa particolare tipologia di Durc siano svolte dalle sedi territoriali puntualmente nel rispetto della normativa in trattazione e delle indicazioni contenute nella presente circolare.

Il Durc emesso ai sensi del comma 5 dell’art.13-bis del Decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52”, come disposto dall’art. 3, comma 1, del Dm. 13 marzo 2013, può essere utilizzato per le finalità previste dalle vigenti disposizioni di legge.

Al comma 2 dell’art. 3 dello stesso Dl. n. 52/12 viene disposto l’obbligo di attivazione dell’intervento sostitutivo, in capo alla stazione appaltante nell’ipotesi di utilizzo del Durc per ottenere il pagamento da parte di Pubbliche Amministrazioni degli stati di avanzamento lavori o delle prestazioni relative a servizi e forniture.

La stessa norma, al successivo comma 3 dell’art. 3, amplia le ipotesi di intervento sostitutivo disciplinato dal predetto art. 4, estendendo il potere sostitutivo della stazione appaltante, oltre alle fattispecie contrattuali, anche alle ipotesi delle erogazioni a carico delle Pubbliche Amministrazioni a qualsiasi titolo spettanti ai soggetti titolari dei crediti certificati.

Con tale ultima disposizione, il Legislatore ha inteso fissare, in modo positivo, il principio per il quale la Pubblica Amministrazione, ove tenuta ad effettuare un pagamento a favore di un terzo, è obbligata previamente a garantire la copertura del debito evidenziato nel Durc. Quanto sopra è stato confermato dall’art. 31, Legge n. 98/13, che stabilisce l’applicazione dell’istituto dell’intervento sostitutivo in caso di irregolarità accertata con il Durc acquisito al fine dell’effettuazione di erogazioni a titolo di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici di qualunque genere, compresi quelli di cui all’art. 1, comma 553, della Legge n. 266/05.

In ultimo, l’Inps ricorda che il Decreto Mef 13 marzo 2013, nell’ambito degli interventi diretti a favorire la ripresa dell’attività economica, all’art. 4, ha stabilito ulteriori modalità di utilizzo della certificazione: la compensazione di somme iscritte a ruolo ai sensi dell’art. 28-quater, Dpr. n. 602/73 e la cessione o anticipazione del credito presso banche o intermediari finanziari.


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