È opportuno per un Comune registrarsi sul Portale dell’Agenzia delle Entrate per la consultazione delle fatture elettroniche ?

by Redazione | 08/11/2019 15:23

Testo del quesito: 

E’ ormai prossima la data di scadenza (20 dicembre 2019, a seguito di proroga disposta dal Provvedimento Agenzia delle Entrate 2019, vedi commento all’interno della presente Rivista) per potersi iscrivere sul Portale dell’Agenzia dell’Entrate, al fine di poter accedere alla consultazione delle fatture elettroniche sia emesse che ricevute. A tal proposito si chiede se sia opportuno effettuare la registrazione su tale piattaforma da parte del Comune scrivente”.

La risposta dei ns. esperti.

In merito al quesito postoci, l’iscrizione in esame all’interno del Portale “Fatture e Corrispettivi” costituisce una facoltà, non un obbligo, per cui la valutazione se procedere ad iscriversi o meno spetta al Comune, avendo chiaro che la mancata iscrizione determina l’impossibilità di consultare le proprie fatture attive e passive, che verranno cancellate dai Sistemi, conservando l’Agenzia delle Entrate i soli dati fattura.

Tale funzionalità, precisiamo, è stata richiesta dal Garante della Privacy, che ha ritenuto la memorizzazione delle intere fatture (compreso il campo “descrizione bene e servizio”, che talvolta può contenere anche dati personali o sensibili), eccedente rispetto alla finalità perseguita dall’Agenzia delle Entrate.

Pertanto, la scelta da porre in essere da parte del Comune è puramente gestionale, ovvero occorre capire se serva avere un duplicato della fattura (attiva e passiva) oltre che nel gestionale di contabilità del Comune, anche presso i Sistemi dell’Agenzia delle Entrate per una eventuale ricerca o confronto, tenendo altresì presente che le fatture passive sono conservate anche nella “Pcc”.

Non deve essere trascurata invece la richiesta di conservazione nell’Archivio fiscale delle fatture attive e passive, da inviare entro il terzo mese dalla scadenza di invio telematico della Dichiarazione dei redditi (scadenza fissata al 30 novembre 2019, quindi entro fine febbraio 2020). Infatti, anche se gli obblighi di conservazione ai fini fiscali si intendono soddisfatti con l’invio della fattura al “Sdi” (art. 6-bis del Dlgs. n. 127/2015), ai fini civilistici dovrà essere prodotto l’Archivio fiscale e inviato in conservazione. 

di Francesco Vegni e Cesare Ciabatti

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