“Fascicolo sanitario elettronico”: il Garante Privacy smentisce l’esistenza di una scadenza relativa all’inserimento dei dati

by Redazione | 19/01/2021 19:40

Non esiste alcun termine ultimo entro il quale i cittadini possano rendere nota la propria opposizione all’inserimento dei proprio dati all’interno del “Fascicolo sanitario elettronico”. A chiarirlo, con una Nota diffusa sul proprio sito istituzionale è stato il Garante per la Protezione dei dati personali che ha voluto sgombrare il campo dall’equivoco generato da una iniziativa della Regione Liguria che aveva erroneamente indicato nell’11 gennaio 2021 il termine ultimo entro il quale i cittadini liguri avrebbero dovuto comunicare la loro eventuale opposizione all’inserimento nel Fse dei dati relativi alle prestazioni sanitarie fruite, in ambito pubblico o privato, prima del maggio 2020.

Dalla notizia di cui sopra sono scaturite una serie di notizie infondate che il Garante Privacy ha voluto fermamente smentire evidenziando come queste siano completamente prive di fondamento giuridico.

Come ricordato nel Comunicato in commento, l’art. 11 del Dl. n. 34/2020 (c.d. “Decreto Rilancio”) ha disposto che, a decorrere dal maggio 2020, a prescindere da qualsivoglia manifestazione di consenso dei cittadini, i dati di tutte le prestazioni sanitarie fruite vadano a confluire automaticamente nel “Fascicolo sanitario elettronico” (ove le Regioni lo abbiano già attivato).

Tale trasmissione automatica non implica però che il personale sanitario possa accedervi in autonomia, senza un fondato motivo e una apposita autorizzazione. Al contrario, l’accesso sarà precluso di uno specifico consenso del singolo cittadino.

Con riguardo, invece, all’alimentazione del Fascicolo con tutti i dati delle prestazioni sanitarie effettuate in epoca antecedente al maggio 2020, il Garante, con Nota del 15 dicembre 2020, ha precisato al Ministero della Salute che l’ingresso nel “Fascicolo sanitario elettronico” sarebbe stato possibile solo a tre condizioni:

a) avere proceduto a un’idonea campagna nazionale di informazione;

b) avere puntualmente informato i cittadini delle Regioni interessate sulle novità relative all’alimentazione del Fascicolo;

c) avere riconosciuto a questi ultimi, dal momento in cui sono stati informati, un termine non inferiore a 30 giorni per manifestare la propria eventuale opposizione.

Allo stato, dunque, alla luce di quanto precede, non essendosi verificata nessuna di queste condizioni, l’invio di comunicazioni alle singole Amministrazioni regionali o al Garante, con le quali si rappresenta l’opposizione al citato popolamento, non risulta necessaria.

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