Finanza locale: in una lettera inviata ai Ministri le proposte emendative dei Comuni

by Redazione | 18/03/2016 12:13

Con una Nota diffusa sul proprio sito istituzionale il 16 marzo 2016, l’Anci ha reso note le richieste in materia di finanza locale avanzate dal Presidente, Piero Fassino, per mezzo di una lettera inviata ai Ministri Angelino Alfano, Maria Elena Boschi, Enrico Costa, Marianna Madia, Pier Carlo Padoan, ed al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti.

Il Presidente dell’Anci ha sollecitato la revisione della disciplina delle sanzioni per la violazione del Patto di stabilità 2015 delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni, chiedendo per le Città metropolitane la cancellazione delle sanzioni con la riduzione di risorse ed il divieto di nuove assunzioni. Per i Comuni è stato invocato un intervento che ponga un limite alla parte finanziaria delle sanzioni e preveda l’esclusione delle stesse relative al blocco delle assunzioni di personale a qualunque titolo. Sempre in tema di Comuni e Città metropolitane, si chiede una disposizione che consenta di avviare un processo significativo di ristrutturazione del debito.

Fassino è anche tornato sull’annoso tema delle spese relative agli Uffici giudiziari, chiedendo ancora una volta il ristoro delle spese sostenute dai Comuni per le sedi presenti sui territori di loro competenza. Tra le altre proposte avanzate dall’Anci c’è l’istituzione di un Fondo destinato ai Comuni che si trovino a dover sostenere spese connesse a Sentenze esecutive di risarcimento che derivino da calamità naturali, cedimenti strutturali o ulteriori eventi il cui risarcimento comporterebbe, in assenza di interventi esterni, il dissesto dell’Ente.

In tema di armonizzazione contabile, l’Anci ha poi chiesto una norma che consenta di accertare i contributi sulla base dell’effettiva esigibilità delle spese sostenute dagli Enti Locali, indipendentemente dalla modalità di contabilizzazione dei contributi da parte dell’Ente erogante e una modifica del Tuel che abroghi, per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, l’obbligo di dotarsi del Dup.

Tra gli altri nodi toccati dalla missiva indirizzata ai Dicasteri c’è anche quello del salario accessorio. “La modifica normativa proposta – si legge – consente di compensare gli importi da recuperare, indebitamente erogati sui fondi futuri, con le economie generate da processi di razionalizzazione e riqualificazione della spesa nonché con la temporanea rinuncia volontaria, da parte dei Comuni interessati, alle facoltà assunzionali”.

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