Finanziamento pubblico ai Partiti: convertito in Legge n. 13/14 il Decreto che ne prevede l’abolizione a partire dal 2017

È stato pubblicata sulla G.U. n. 47 del 27 febbraio 2013, ed è in vigore dalla stessa data, la Legge 21 febbraio 2014, n. 13, rubricata “Conversione in legge, con modificazioni, del Dl. 28 dicembre 2013, n. 149, recante abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei Partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore”.

Segnaliamo che la Legge di conversione n. 13/14 ha previsto l’impossibilità per i Partiti politici di beneficiare dell’esclusione da Imu per i propri immobili.

Commentiamo di seguito le disposizioni contenute nel Dl. n. 149/13, come integrato dalle ulteriori modifiche apportate in sede di conversione.

Art. 1 – Abolizione del finanziamento pubblico e finalità

L’art. 1 abolisce, in modo graduale a partire dal 2014 per poi azzerarsi nel 2017, il rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e i contributi pubblici erogati per l’attività politica e a titolo di co-finanziamento ai Partiti. Inoltre, solo i Partiti che rispettano i requisiti di trasparenza e democraticità, definiti con i successivi artt. da 2 a 9 del Decreto in commento, potranno accedere a forme di contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta fondate sulle scelte espresse dai cittadini.

Art. 2 – Partiti

I Partiti politici sono definiti libere Associazioni attraverso le quali i cittadini concorrono, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale, con necessità che vengano sempre rispettate le prescrizioni indicate nel presente Decreto. Per “Partiti politici” devono intendersi gli attuali Partiti, i Movimenti ed i Gruppi politici organizzati che abbiano presentato candidati sotto il proprio simbolo alle Elezioni per il rinnovo del Senato, della Camera, dei Membri del Parlamento europeo o in uno dei Consigli regionali o delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nonché i Partiti e i Movimenti politici iscritti al “Registro nazionale dei Partiti politici riconosciuti” che dichiarino di fare riferimento a un Gruppo parlamentare regolarmente costituito in entrambe le Camere nazionali e che abbiano depositato congiuntamente il contrassegno di lista e partecipato in forma aggregata ad una competizione elettorale.

Art. 3 – Statuto

I Partiti politici che intendono avvalersi dei benefici fiscali relativi alla contribuzioni hanno l’obbligo di dotarsi di uno statuto in cui il simbolo chiaramente distinguibile deve essere descritto. Denominazione e simbolo costituiscono elementi essenziali per il riconoscimento del partito politico.

Lo statuto del Partito deve indicare:

–       l’indirizzo della sede legale in Italia;

–       il numero, la composizione e le attribuzioni degli Organi deliberativi, esecutivi e di controllo, le modalità della loro elezione e la durata dei relativi incarichi, nonché il soggetto fornito della rappresentanza legale;

–       la cadenza delle Assemblee congressuali nazionali o generali;

–       le procedure richieste per l’approvazione degli atti che impegnano il Partito;

–       i diritti e i doveri degli iscritti e i relativi Organi di garanzia; le modalità di partecipazione degli iscritti all’attività del Partito;

–       i criteri con i quali è promossa la presenza delle minoranze negli Organi collegiali non esecutivi;

–       le modalità per promuovere e assicurare, attraverso azioni positive, l’obiettivo della parità tra i sessi negli Organismi collegiali e per le cariche elettive, in attuazione dell’art. 51 della Costituzione;

–       le procedure relative ai casi di scioglimento, chiusura, sospensione e commissariamento delle eventuali articolazioni territoriali del Partito;

–       i criteri con i quali sono assicurate le risorse alle eventuali articolazioni territoriali;

–       le misure disciplinari che possono essere adottate nei confronti degli iscritti, gli Organi competenti ad assumerle e le procedure di ricorso previste, assicurando il diritto alla difesa e il rispetto del principio del contraddittorio;

–       le modalità di selezione delle candidature per le Elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, del Parlamento nazionale, dei Consigli delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e dei Consigli comunali, nonché per le cariche di Sindaco e di Presidente di Regione e di Provincia autonoma;

–       le procedure per modificare lo statuto, il simbolo e la denominazione del Partito;

–       l’Organo responsabile della gestione economico-finanziaria e patrimoniale e della fissazione dei relativi criteri;

–       l’Organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio;

–       le regole per la trasparenza su gestione economico-finanziaria, su rispetto della vita privata e sulla protezione dei dati personali.

Lo statuto può prevedere clausole di composizione extragiudiziale delle controversie insorgenti nell’applicazione delle norme statutarie.

Art. 4 – Registro dei Partiti politici che possono accedere ai benefici

Il rappresentante legale di un partito politico è tenuto a trasmettere copia autentica dello Statuto al Presidente del Senato della Repubblica ed al Presidente della Camera dei Deputati, che la inoltrano alla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei Partiti politici” (art. 9, comma 3, Legge n. 96/12), la quale ha il compito di verificarne la conformità alle norme e procedere all’iscrizione del Partito nel “Registro nazionale dei Partiti politici riconosciuti”.

La Commissione può richiedere la modifica delle norme statutarie non conformi. Lo statuto dei Partiti politici e le relative modificazioni sono pubblicati nella G.U., mentre i Partiti politici già costituiti devono trasmettere il proprio statuto entro il 28 dicembre 2014. L’iscrizione nel Registro è necessaria per l’ammissione dei Partiti politici ai benefici fiscali, ovvero la detrazione Irpef per le erogazioni liberali ricevute e riconoscimento quali destinatari, a scelta del contribuente, del 2 per mille dell’Irpef.

Il “Registro nazionale dei partiti politici riconosciuti” è consultabile in un’apposita Sezione del portale internet ufficiale del Parlamento italiano ed è suddiviso in 2 Sezioni, recanti l’indicazione dei Partiti politici che soddisfano i requisiti, rispettivamente, per l’accesso al finanziamento privato in regime fiscale agevolato (detrazione Irpef per le erogazioni liberali in denaro) e/o per il beneficio della ripartizione annuale delle risorse della contribuzione volontaria del 2 per mille dell’Irpef.

Art. 5 – Norme per la trasparenza e la semplificazione

I Partiti politici devono assicurare l’accesso alle informazioni, anche tramite internet, relative al proprio statuto, agli Organi associativi, al funzionamento interno e ai bilanci. Entro il 15 luglio di ciascun anno, nei siti internet dei Partiti politici e in un’apposita Sezione del portale internet ufficiale del Parlamento italiano, saranno pubblicati gli statuti dei Partiti e il loro rendiconto di esercizio, corredato della relazione sulla gestione e della nota integrativa. In detta Sezione del portale internet ufficiale del Parlamento italiano dovranno essere pubblicati anche i dati relativi alla situazione reddituale e patrimoniale dei titolari di cariche di Governo e dei Parlamentari, comunicata nelle forme e nei termini previsti dalla Legge n. 441/82. Tali soggetti dovranno dichiarare, con pubblicazione sul portale internet ufficiale del Parlamento italiano, le somme introitate dai propri sostenitori a titolo di liberalità qualora eccedenti Euro 5.000 annui.

Ai finanziamenti o ai contributi erogati in favore dei Partiti politici che non superino nell’anno l’importo di Euro 100.000, effettuati con mezzi di pagamento tracciabili, non si applicano le disposizioni di cui al comma 3, dell’art. 4, della Legge n. 659/81, ossia non possono essere autocertificati i finanziamenti e i contributi ricevuti in campagna elettorale e non deve effettuarsi, da parte del soggetto che li eroga e dal soggetto che li riceve (Partiti o loro articolazioni politico-organizzative o Gruppi parlamentari, Membri del Parlamento nazionale, Membri italiani del Parlamento europeo, Consiglieri regionali provinciali e comunali, candidati a cariche politiche rappresentative, raggruppamenti interni dei Partiti politici, coloro che rivestono cariche di presidenza, di segreteria e di direzione politica e amministrativa a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale nei partiti politici) la Dichiarazione da trasmettere alla Presidenza della Camera dei Deputati.

I rappresentanti legali dei Partiti beneficiari delle erogazioni sono tenuti a trasmettere, entro 3 mesi dalla percezione, alla Presidenza della Camera dei Deputati, l’elenco dei soggetti che hanno erogato finanziamenti o contributi di importo superiore, nell’anno, a Euro 5.000 e la relativa documentazione contabile; l’elenco dei soggetti e i relativi importi sono pubblicati nel sito internet ufficiale del Parlamento italiano e come allegato al rendiconto di esercizio del Partito politico.

Con Dm. Mef verranno individuate le modalità per garantire la tracciabilità delle operazioni e l’identificazione dei soggetti eroganti i contributi.

Anche Fondazioni e Associazioni con Organi direttivi determinati, in tutto o in parte, dai Partiti e quelle che eroghino somme a titolo di liberalità o contribuiscano al finanziamento di iniziative o servizi a titolo gratuito in favore di Partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne o di Parlamentari o Consiglieri regionali, in misura superiore al 10% dei propri proventi di esercizio dell’anno precedente, devono assicurare l’accesso alle informazioni, anche tramite internet, relative al proprio statuto, agli Organi associativi, al funzionamento interno e ai bilanci.

Art. 6 – Consolidamento dei bilanci dei Partiti e Movimenti politici

A partire dall’esercizio 2014, al bilancio dei Partiti e Movimenti politici devono essere allegati i bilanci delle loro sedi regionali o pluriregionali, nonché quelli delle Fondazioni e delle Associazioni con Organi direttivi determinati, in tutto o in parte, dagli stessi Partiti o Movimenti politici.

Art. 7 – Certificazione esterna dei rendiconti dei partiti

Per garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione contabile e finanziaria, i Partiti politici iscritti nella seconda Sezione del “Registro nazionale“ (Partiti politici che soddisfano i requisiti per il beneficio della ripartizione annuale delle risorse di cui contribuzione volontaria del 2 per mille dell’Irpef), hanno l’obbligo di avvalersi, a decorrere dall’esercizio 2014, di una Società di revisione per la certificazione del proprio bilancio, in applicazione dell’art. 9, commi 1 e 2, della Legge n. 96/12. Anche le articolazioni territoriali di livello regionale dei Partiti politici che abbiano ricevuto, nell’anno precedente, proventi complessivi pari o superiori a Euro 150.000, devono avvalersi o di una Società di revisione o di un Revisore contabile.

Art. 8 – Controllo dei rendiconti dei partiti

I controlli, da effettuarsi a partire dall’anno 2014, sulla regolarità e sulla conformità alla Legge del rendiconto (art. 8, della Legge n. 2/97) e dei relativi Allegati, nonché sull’ottemperanza agli obblighi di trasparenza e pubblicità, sono effettuati dalla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei Partiti politici “.

L’articolo stabilisce una serie di disposizioni da attenzionare da parte della Commissione e, nel caso di mancato rispetto da sanzionare, con riferimento:

–       alla presentazione dei rendiconti dei Partiti e alla loro certificazione esterna;

–       agli obblighi documentali relativi al rendiconto annuale (art. 8, commi da 5 a 10-bis, della Legge 2 gennaio 1997, n. 2), e alla pubblicazione sul sito internet dei documenti relativi al rendiconto annuale nel termine prescritto;

–       all’omissione nel rendiconto di dati o alla dichiarazione di dati difformi rispetto alle scritture e ai documenti contabili,

–       all’indicazione in una o più voci del rendiconto non conformi al Modello prescritto o all’omissione nella relazione sulla gestione;

–       alla mancata indicazione, nella nota integrativa, delle informazioni minime previste (Allegati B e C alla Legge 2 gennaio 1997, n. 2) o a una loro non corretta e non veritiera rappresentazione.

Le sanzioni possono consistere nella cancellazione del Partito politico dalla seconda Sezione del Registro (Partiti politici che soddisfano i requisiti per il beneficio della ripartizione annuale delle risorse di cui contribuzione volontaria del 2 per mille dell’Irpef) e nell’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie a valere sul contributo volontario del 2 per mille dell’Irpef.

Art. 9 – Parità di accesso alle cariche elettive

I Partiti politici promuovono la parità nell’accesso di uomini e donne alle cariche elettive. Nel caso di considerevole disparità di accesso dei diversi generi al Partito politico di riferimento, sono applicate decurtazioni a valere sul contributo volontario del 2 per mille dell’Irpef.

I Partiti politici dovranno destinare, a pena di sanzioni amministrative, una quota superiore al 10% delle somme ad essi spettanti dal 2 per mille dell’Irpef per iniziative volte ad accrescere la partecipazione attiva delle donne alla politica.

Art. 10 – Partiti ammessi alla contribuzione volontaria agevolata e limiti alla contribuzione volontaria

L’art. 10 stabilisce i requisiti che dal 2014 i Partiti politici con rappresentanza parlamentare iscritti nel Registro devono possedere per essere ammessi:

a) al finanziamento privato in regime fiscale agevolato (detrazioni per le erogazioni liberali in denaro in favore di partiti politici),

b) alla ripartizione annuale delle risorse rivenienti dalla destinazione volontaria del due per mille dell’Irpef da parte dei contribuenti.

I Partiti politici presentano, a tali fini, apposita richiesta alla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei Partiti politici” entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello per il quale richiedono l’accesso ai benefici. Qualora i Partiti politici risultino in possesso dei requisiti e ottemperino alle disposizioni sulla democrazia interna e sulla trasparenza previste dal presente Decreto, è disposta la loro iscrizione in una o in entrambe le Sezioni del “Registro nazionale dei Partiti politici riconosciuti”.

E’ stabilito che una singola persona fisica non possa effettuare erogazioni liberali, fatta eccezione per i lasciti mortis causa, in favore di un singolo Partito politico per un valore complessivamente superiore a Euro 100.000 annui. Le erogazioni devono essere necessariamente tracciabili.

I soggetti diversi dalle persone fisiche non possono effettuare erogazioni liberali in favore dei Partiti politici per un valore complessivamente superiore, in ciascun anno, a Euro 100.000.

Per evitare elusioni dei suddetti limiti, con Dpcm. saranno definiti criteri e modalità per l’applicazione del divieto di effettuare erogazioni liberali sopra soglia anche ai Gruppi di società e alle Società controllate e collegate di cui all’ art. 2359 del Cc.

A chiunque corrisponda o riceva erogazioni o contributi in violazione dei divieti è comminabile una sanzione amministrativa commisurata all’importo delle erogazioni corrisposte o ricevute in eccedenza rispetto al valore del limite.

Art. 11 – Detrazioni per le erogazioni liberali in denaro in favore di Partiti politici

Dal 2014, le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei Partiti politici sono ammesse alla detrazione Irpef per oneri. L’importo della detrazione Irpef è pari al 26% delle erogazioni liberali effettuate con modalità tracciabile, nel caso di importi compresi tra Euro 30 e Euro 30.000 annui.

Dal 2017 le erogazioni liberali a partiti politici dovranno essere effettuate esclusivamente in forma tracciabile e saranno in ogni caso detraibili.

Dal 2014, ai fini dell’Ires, risulta detraibile, fino a concorrenza dell’ammontare dell’Imposta lorda, un importo pari al 26% dell’onere per le erogazioni liberali in denaro effettuate con modalità tracciabile, in favore dei Partiti politici per somme comprese tra Euro 30 e Euro 30.000, limitatamente alle Società e agli Enti di cui all’art. 73, comma 1, lett. a) e b), del Tuir, diversi dagli Enti nei quali vi sia una partecipazione pubblica o i cui titoli siano negoziati in mercati regolamentati italiani o esteri, nonché dalle Società ed Enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne sono controllati o sono controllati dalla stessa Società o Ente che controlla i soggetti medesimi, nonché dalle società concessionarie dello Stato o di Enti pubblici.

Art. 11-bis – Modifica all’art. 7 del Dlgs. n. 504/92 in materia di Imu

La norma sostituisce la lett. i), dell’art. 7, comma 1, del Dlgs. n. 504/92, prevedendo l’esclusione da Imu per gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’art. 73, comma 1, lett. c), del Tuir, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’art. 16, lett. a), della Legge n. 222/85. Sono ora espressamente ed in ogni caso soggetti a Imu gli immobili posseduti da Partiti politici.

Art. 12 – Destinazione volontaria del 2 per mille dell’Irpef

Dal 2014, con riferimento alle Dichiarazioni dei redditi relative al precedente periodo d’imposta, ciascun contribuente può destinare il 2 per mille della propria Irpef a favore di un Partito politico iscritto nella seconda Sezione del Registro, ossia che possiede i requisiti per il beneficio della ripartizione annuale delle risorse di cui contribuzione volontaria del 2 per mille dell’Irpef. Le destinazioni sono stabilite esclusivamente sulla base della scelta di un singolo Partito politico effettuata dai contribuenti in sede di Dichiarazione annuale dei redditi.

I criteri, i termini e le modalità per l’applicazione delle disposizioni del presente art. 12, saranno stabiliti con Regolamento Mef da adottarsi entro il 26 maggio 2014.

Art. 13 – Raccolte telefoniche di fondi

La raccolta di fondi con modalità telefonica per campagne di promozione della partecipazione alla vita politica è disciplinata da un apposito Codice di autoregolamentazione tra i gestori. Tale raccolta di fondi costituisce erogazione liberale e gli addebiti, in qualunque forma effettuati dai soggetti che forniscono servizi di telefonia, degli importi destinati dai loro clienti alle campagne di cui al primo periodo, sono esclusi dal campo di applicazione Iva.

Art. 14 – Norme transitorie e abrogazioni

I Partiti ed i Movimenti politici ai quali al 28 dicembre 2013 era riconosciuto il finanziamento pubblico ai sensi della Legge n. 96/12 e della Legge n. 157/99, in relazione alle Elezioni svoltesi anteriormente, continuano ad usufruirne in maniera progressivamente ridotta: nell’esercizio 2013, il finanziamento è riconosciuto integralmente, mentre nel 2014, 2015 e 2016 il finanziamento è ridotto nella misura, rispettivamente, del 25%, del 50% e del 75% dell’importo spettante e cessa nel 2017.

La norma abroga una serie di disposizioni al fine di rendere compatibili/applicabili le norme indicate del presente Dl. n. 149/13.

14-bisModificazioni di norme in materia di controllo delle spese elettorali

I rappresentanti di Partiti, Movimenti, Liste e Gruppi di candidati presenti nell’Elezione per la Camera dei Deputati o per il Senato della Repubblica devono presentare direttamente alla Corte dei conti, entro 45 giorni dall’insediamento delle rispettive Camere, il consuntivo relativo alle spese per la campagna elettorale e alle relative fonti di finanziamento.

Art. 15 – Modifica dell’art. 12 della Legge n. 96/12

L’art. 15 stabilisce che le disposizioni in materia di pubblicità della situazione patrimoniale e reddituale di titolari di cariche elettive, di cui alla Legge 5 luglio 1982, n. 441 (Senatori, Deputati, Ministri, Sottosegretari, Consiglieri regionali e provinciali, Componenti delle Giunte regionali e provinciali, Consiglieri comunali nei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e membri del Parlamento europeo), valgono anche per i soggetti che svolgono le funzioni di Tesoriere, o funzioni analoghe, dei Partiti o dei Movimenti politici che hanno ottenuto almeno un rappresentante eletto al Senato o alla Camera dei Deputati, nonché a coloro che assumono, nonché a coloro che in un Partito politico assumono il ruolo di Responsabile o rappresentante nazionale, di componente dell’Organo di direzione politica nazionale, di Presidente di Organi nazionali deliberativi o di garanzia.


Tags assigned to this article:
finanziamentopartiti

Related Articles

Mancata acquisizione dei pareri di regolarità tecnica e contabile

Nella Sentenza n. 8466 del 29 dicembre 2020 del Consiglio di Stato, i Giudici osservano che l’art. 49 del Dlgs. n.

Costituzione ritardata del “Fondo delle risorse decentrate”: economie di bilancio confluiscono nel risultato di amministrazione

Nella Delibera n. 161 del 21 luglio 2017 della Corte dei conti Molise, un Sindaco ha chieste se, in caso

“Servizi Demografici”: via libera del Consiglio di Stato ai matrimoni civili celebrati al di fuori della Casa comunale

Il Consiglio di Stato, in risposta a un quesito posto dal Ministero dell’Interno – Direzione centrale per i Servizi Demografici,

Non ci sono commenti per questo articolo

Scrivi un commento
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Only registered users can comment.