Fondazione di partecipazione: i vincoli per la costituzione

Nella Delibera n. 130 del 19 ottobre 2020 della Corte dei conti Veneto, viene chiesto un parere sulla possibilità per l’Amministrazione comunale di costituire, in qualità di socio co-fondatore con un soggetto privato, una Fondazione con finalità non strettamente rientranti tra quelle istituzionalmente spettanti ai Comuni e, se del caso, quali garanzie di natura economico-patrimoniale possano essere legittimamente assunte per la costituzione stessa.

La Sezione chiarisce che la costituzione di una Fondazione di partecipazione (come nel caso di specie) è subordinata alle condizioni prescritte dall’art. 1, commi 561 e 562, della Legge n. 147/2013. Ovvero, la Fondazione di partecipazione deve essere dotata di personalità giuridica, deve soddisfare esigenze generali aventi finalità non lucrative e deve essere finanziata in modo maggioritario da Organismi di diritto pubblico e/o l’Organo di amministrazione o vigilanza deve essere designato in maggioranza da un Ente pubblico. Peraltro, l’Ente pubblico fondatore dovrà adeguatamente dettagliare nel provvedimento di costituzione di una Fondazione di partecipazione le ragioni giuridiche e fattuali a supporto di tale scelta e i criteri di conferimento del patrimonio della predetta Fondazione saranno individuati nell’atto di fondazione. Inoltre, l’Ente non può in nessun modo accollarsi l’onere di ripianare le perdite gestionali di una Fondazione, in quanto spetta alla Fondazione stessa farvi fronte con il proprio patrimonio. Infine, la Sezione aggiunge che il ripiano delle perdite gestionali da parte dell’Ente partecipante opera soltanto in caso di partecipazioni strettamente di tipo societario, rimanendo perciò esclusa la partecipazione in Fondazioni ai sensi dell’art. 1, comma 4, lett. b), del Dlgs. n. 175/2016.