“Gdpr”: sanzione per mancata applicazione del “consenso attivo” sull’utilizzo dei Cookie

“Gdpr”: sanzione per mancata applicazione del “consenso attivo” sull’utilizzo dei Cookie

L’Autorità spagnola per la protezione dei dati ha comminato una sanzione amministrativa alla compagnia di volo Vueling Airlines, in quanto nella predisposizione dell’informativa per la navigazione sul sito, non aveva rispettato le norme del “Gdpr”, in specifico sulla necessità di fornire il consenso all’utilizzo dei cookie. Il provvedimento del Garante spagnolo fa seguito alla Decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea, che aveva stabilito l’obbligo dal 1° ottobre 2019 del consenso attivo sull’uso dei cookie. La Corte, infatti, con la decisione del 10 settembre 2019, ha deciso di introdurre il consenso attivo perché ritenendo a tal fine insufficiente l’utilizzo della casella a spunta o preselezionata, in quanto non avrebbe più soddisfatto i requisiti per un consenso affermativo imposto dalla direttiva e-privacy e dalle prescrizioni del “Gdpr”.

Nelle motivazioni della decisione della Corte, emerge che l’utilizzo da parte di un Amministratore di un sito web di una casella preselezionata renderebbe “praticamente impossibile chiarire in modo obiettivo se l’utente di un sito Web abbia effettivamente dato il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali, senza escludere che l’utente non abbia letto le informazioni allegate alla casella di controllo o che non abbia notato questa casella prima di continuare la sua attività.

L’Autorità spagnola ha comminato in una prima battuta una sanzione di 30.000 Euro, poi decurtata a 18.000 per il pagamento in un’unica soluzione.

sul sito Web visitato”.

Sulla specificità del consenso, la Cgue, ha affermato che non è possibile desumere il consenso dal contestuale click sul pulsante di accettazione dei cookie, proprio perché non è possibile stabilire la contemporaneità tra l’apposizione del consenso dell’utente e della memorizzazione dei cookie. Da questa affermazione si desume anche l’impossibilità di considerare come apposto, il consenso desunto dalla continuata navigazione sul sito web.

Un ulteriore questione posta alla Cgue, era riferita all’obbligo di raccolta del consenso all’uso dei cookie utilizzati per raccogliere i dati dell’utente. La Corte si è espressa chiarendo che l’obbligo di ottenere il consenso dell’utente, così come disciplinato dalla normativa e-Privacy, è rivolto alla “conservazione” di tali dati, oltre che all’“accesso” a tali informazioni già archiviate, senza specificare che il dato raccolto debba essere sensibile o dato personale. La Corte ha inoltre osservato che nella raccolta di tali dati e nella loro registrazione, l’utilizzo dei cookie assegna un numero a ciascun utente, affermando che nell’informativa doveva essere ricompresa anche l’informazione relativa alla possibilità che terzi possano accedervi senza tuttavia esser individuati singolarmente.

Dal caso sopra descritto e sulla decisione intrapresa dalla Corte, si desume che:

È necessario fornire all’individuo la possibilità di rifiutare i cookie.

È necessario avere un pulsante o un altro meccanismo (come una piattaforma di gestione dei cookie) che consente alle persone di accettare o rifiutare i cookie in modo granulare (non tutto o niente).

La formulazione di “Accetto” e quindi “vedi impostazioni utente” non è sufficiente.

La formulazione di “continuando a navigare in questo sito” non è sufficiente per indicare il consenso o il rifiuto.

Le impostazioni del browser che indicano un’opt-out possono integrare la capacità di rifiutare (usando un pulsante o un meccanismo) ma non sono sufficienti al loro posto.


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