Giurisdizione Società pubbliche

Tar Umbria, Sentenza n. 194 del 15 marzo 2024

Nella fattispecie in esame una persona, Amministratore Unico di una Azienda vivaistica regionale, ha contestato la Delibera di Giunta regionale che ha valutato il suo rendimento come “da migliorare” e gli ha negato la liquidazione della quota variabile dell’indennità di risultato per gli anni 2016-2019. Il ricorrente sostiene che l’Azienda in questione è un Ente pubblico economico con autonomia imprenditoriale, ma la Giunta regionale ha valutato il suo operato analogamente ai Dirigenti regionali, decidendo di non premiarlo a causa delle perdite registrate nel 2017 e 2018 e del basso utile negli anni 2016 e 2019, che hanno depauperato il patrimonio aziendale. Il ricorrente critica la motivazione della decisione, affermando che la Regione non ha valutato singolarmente le annualità né ha spiegato perché le sue giustificazioni sulle perdite non sono state considerate convincenti. La Regione ha contestato la giurisdizione del Tribunale, sostenendo che l’Azienda è un ente pubblico economico e che si applicano le norme del Codice civile in materia di Società di capitali. Ha inoltre sottolineato che l’indennità di risultato non può essere corrisposta in presenza di significative perdite, a causa del vincolo di pareggio di bilancio imposto dallo statuto. I Giudici rilevano che l’Azienda, pur avendo personalità giuridica di diritto pubblico, è soggetta in linea di principio alle norme del Codice civile in materia di Società di diritto privato, con alcune eccezioni legate al controllo e all’indirizzo politico esercitati dal socio pubblico, simili a quelli di una Società controllante privata. Anche se non è una Società pubblica ma un Ente pubblico economico, l’Azienda in questione è comunque soggetta alla disciplina privatistica, come confermato dall’art. 62 della Lr. n. 18/2011, che richiama le norme del Codice civile sulle Società di capitali. Questa interpretazione è coerente con la giurisprudenza che ha stabilito che le controversie relative alle attività degli Enti pubblici economici devono essere devolute alla giurisdizione ordinaria, a meno che non riguardino questioni tributarie. La questione specifica riguarda l’indennità di risultato dell’Amministratore unico, che è considerata un diritto soggettivo legato alla sua retribuzione. La valutazione del suo rendimento è stata effettuata dalla Regione in analogia con quella dei Dirigenti regionali, quindi secondo criteri privatistici. Di conseguenza, la controversia rientra nella giurisdizione del Giudice ordinario.