Ici: accertamento illegittimo

by Redazione | 16/06/2017 10:32

Nella Sentenza n. 145 del 23 maggio 2017 della Ctp Reggio Emilia, una Società propone ricorso nei confronti di alcuni avvisi di accertamento ai fini Ici emessi da un Comune. Più nel dettaglio, secondo l’Ente, la contribuente non avrebbe adempiuto all’obbligo di dichiarare il valore di un’area edificabile di proprietà, non aggiornando, tramite la presentazione di una nuova Dichiarazione, il suddetto valore adeguandolo a quello medio di mercato.

I Giudici rilevano che l’obbligo di motivazione dell’atto impositivo persegue il fine di porre il contribuente in condizione di conoscere la pretesa impositiva in misura tale da consentirgli, sia di valutare l’opportunità di esperire l’impugnazione giudiziale, sia in caso positivo di contestare efficacemente l’an e il quantum deleatur. Questi elementi conoscitivi devono essere forniti all’interessato, non solo tempestivamente – e cioè inserendoli nel provvedimento impositivo – ma anche con quel grado di determinatezza e intelligibilità che permetta al medesimo un esercizio non difficoltoso del diritto di difesa.

Pertanto, è il Giudice che deve valutare ex ante se nell’atto impugnato è presente un’adeguata motivazione, indipendentemente dal fatto che il contribuente/ricorrente sia riuscito o meno a svolgere un’opportuna difesa.Nel caso di specie, gli atti impositivi non permettevano di comprendere come il Comune fosse pervenuto alla valorizzazione in questione. In conclusione, l’accertamento Ici che non contiene l’iter seguito dal Comune per determinare il valore dell’immobile è illegittimo, anche se il criterio scelto è dettagliato nel corso del giudizio.

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