Ici: determinazione del valore imponibile per l’applicazione

Ici: determinazione del valore imponibile per l’applicazione

Nella Sentenza n. 13567 del 30 maggio 2017 della Corte di Cassazione, una Società impugnava gli avvisi di accertamento con cui un Comune aveva accertato per l’annualità 2006 la maggiore Ici dovuta in relazione ad un suolo edificatorio ricadente in Zona di espansione C2 e C3. La Suprema Corte chiarisce che, ai fini della determinazione del valore imponibile per l’applicazione dell’Ici, è indispensabile che la misura del valore venale in comune commercio sia ricavata in base ai parametri vincolanti previsti dall’art. 5, comma 5, del Dlgs. n. 504/92, che, per le aree fabbricabili, devono avere riguardo alla Zona territoriale di ubicazione, all’Indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per gli eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato della vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

Tali criteri, normativamente determinati, devono considerarsi tassativi e non possono essere surrogati da valutazioni effettuate sulla base di un’aprioristica e del tutto indimostrata valutazione basata su altri argomenti. In altri termini, stante il percorso vincolato dettato, in relazione alla determinazione del valore delle aree fabbricabili, dall’art. 5, comma 5 del Dlgs. n. 504/92 il Giudice del merito, investito della questione della corrispondenza del valore venale attribuito ad un’area fabbricabile, non può esimersi dal verificarne la corrispondenza, tenendo conto dell’anno di imposizione, ai criteri normativi sopra indicati, formulando una valutazione di merito che, nella misura in cui risulterà congruamente motivata e rispettosa dei parametri normativi, sarà incensurabile.


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