Ici: esenzione per le “Camere di lavoro”

Ici: esenzione per le “Camere di lavoro”

Nella Sentenza n. 19321 del 18 luglio 2019 della Corte di Cassazione, la questione controversa riguarda l’attività svolta dalle “Camere del lavoro”.

In particolare, viene chiesto alla Suprema Corte se tale attività possa essere considerata di natura non commerciale e se possa rientrare nell’ambito di applicazione dell’esenzione Ici.

I Giudici di legittimità specificano che l’esenzione Ici può essere riconosciuta soltanto se gli immobili sono di proprietà di uno dei soggetti di cui all’art. 87, comma 1, lett. c), del Dpr. n. 917/1986, e sono esclusivamente destinati ad attività assistenziali, previdenziali, ecc., non potendosi applicare la norma contenuta all’art. 39 del Dl. n. 223/2006, convertito con modifiche in Legge n. 248/2006, per cui “l’esenzione disposta dall’art. 7, comma 1, lett. i) del Dlgs. n. 504/1992, si intende applicabile alle attività indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale”.

Quindi, secondo la Suprema Corte, la Camera del lavoro rientra fra i soggetti che in relazione all’attività che svolgono possono beneficiare dell’esenzione, trattandosi di Ente che sicuramente non ha per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, atteso che le attività svolte nell’immobile cui si riferisce l’imposta in questione concernono “l’assistenza di lavoratori, pensionati, emigrati ed immigrati”, “consulenza gratuita” agli iscritti, ed informazioni ai disoccupati “con funzioni di sostegno e orientamento al lavoro”. Anche gli istituti di patronato non svolgono propriamente attività sindacale o politica, ma assistono i lavoratori e i pensionati nelle pratiche amministrative e giudiziarie, ricevendo sovvenzionamenti in relazione al lavoro svolto, senza scopo lucrativo quindi sono attività di natura non commerciale e quindi esenti dall’Ici. Peraltro, osservano i Giudici di legittimità, che l’art. 7, comma 2-bis, del Dl. n. 203/2005, che ha esteso l’esenzione disposta dall’art. 7, comma 1, lett. i), del Dlgs. n. 504/1992 alle attività indicate nella medesima lettera a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse, e l’art. 39 del Dl. n. 223/2006, convertito nella Legge n. 248/2006, che ha sostituito il comma 2-bis dell’art. 7 citato, estendendo l’esenzione alle attività che non abbiano esclusivamente natura commerciale, non si applicano retroattivamente, trattandosi di disposizioni che hanno carattere innovativo e non interpretativo.


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