Ici: non spetta al Comune la comunicazione delle rendite catastali

Ici: non spetta al Comune la comunicazione delle rendite catastali

Nella Sentenza n. 12320 del 15 giugno 2016, la Corte di Cassazione si esprime in materia di Ici e sulla comunicazione delle rendite catastali. La Suprema Corte afferma che non può essere escluso il pagamento di sanzioni e interessi in relazione all’accertamento della debenza di una somma maggiore a titolo di imposta per immobili la cui iscrizione in Catasto e relativa attribuzione della rendita sia anteriore all’istituzione del Tributo, anche ove tale rendita non risulti notificata precedentemente all’emissione degli avvisi di accertamento e rettifica. Poiché in tal caso è inapplicabile l’art. 74 della Legge n. 342/00, il quale esclude, in linea generale, sanzioni ed interessi per gli atti attributivi o modificativi di rendita adottati entro il 31dicembre 1999, e non ancora definitivi a quella data, in quanto il Dlgs. n. 504/92, nell’introdurre l’Ici, ha fissato per i contribuenti, negli artt. 5 e 10, l’obbligo di dichiarare gli immobili e di pagare l’Imposta calcolandone correttamente l’importo, previo accertamento dei presupposti, e quindi dell’iscrizione in catasto e dell’ammontare dell’eventuale rendita per ciascun cespite, senza alcuna correlazione con un corrispondente obbligo del Comune di procedere alla notifica dei dati catastali.

Nel caso di specie, secondo i Giudici di legittimità è pacifico che l’immobile di proprietà della contribuente godesse di una propria rendita fin dall’istituzione dell’Ici e, quindi, ai sensi degli artt. 11 e 15 del Dlgs. n. 504/92, la competente Ctr avrebbe dovuto dichiararne l’obbligo a corrispondere sanzioni e interessi oltre che l’importo dell’imposta non pagata, in quanto la norma di cui si assume l’errata applicazione, fa riferimento all’ipotesi d’immobili non iscritti in catasto ovvero a quelli con attribuzione di rendita presunta per intervenuta modificazione a seguito di variazioni permanenti del fabbricato.


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