Ici: quantificazione del Tributo per gli immobili a destinazione speciale non iscritti in Catasto

by Redazione | 03/11/2016 14:02

Nella Sentenza n. 15198 del 22 luglio 2016 della Corte di Cassazione, una Società concessionaria di un complesso di posti barca effettuava il versamento dell’Ici per l’anno 2001 con riferimento alla rendita di fabbricati similari già iscritti e classificati in Categoria “D”, a norma dell’art. 5, comma 4, del Dlgs. n. 504/92, posto che ai beni ricevuti in concessione non era stata ancora attribuita la rendita catastale.

Successivamente la Società ha presentato presso l’Agenzia del Territorio la dichiarazione ai sensi dell’art. 1, del Dm. n. 701/94, a mezzo della quale effettuava la proposta di rendita con attribuzione della Categoria “E/9”. Successivamente, l’Agenzia del Territorio attribuiva all’immobile la Categoria “D/9”, con conseguente determinazione della rendita catastale definitiva e notificava il provvedimento al Demanio pubblico dello Stato-Ramo Marina Mercantile in quanto intestatario della partita catastale.

La Società ha poi presentato al Comune istanza di rimborso dell’Ici versata per il 2001 sostenendo che la rendita proposta dalla stessa all’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 1, del Dm. n. 701/94, si sarebbe dovuta ritenere definitiva, in quanto non aveva ricevuto alcuna notificazione di una diversa rendita definitiva entro l’anno dalla data della proposizione della dichiarazione.

In sostanza, la ricorrente sosteneva che la circostanza di non essere stata destinataria della notifica dell’atto di attribuzione di rendita la esentava, anche per il periodo anteriore, al pagamento dell’Ici e che, in ogni caso, l’attribuzione della rendita non aveva efficacia retroattiva.

La Suprema Corte osserva che la rendita è stata notificata al Demanio pubblico dello Stato-Ramo Marina Mercantile in data 24 luglio 2003 e tale determinazione non può incidere sull’assoggettamento ad Ici per l’anno 2001, posto che l’immobile fino ad allora era privo di rendita e la concessionaria, tenuta al pagamento dell’Imposta a norma dell’art. 3, comma 2, del Dlgs. n. 504/92, ha versato in via provvisoria l’Imposta stessa con riferimento alla rendita dei fabbricati similari, accatastati nella Categoria “D”, secondo il disposto dell’art. 5, comma 4, del Dlgs. n. 504/92, vigente ratione temporis.

E’ ben vero che l’art. 74, comma 1, della Legge n. 342/00, prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, a cura dell’Ufficio del Territorio competente, ai soggetti intestatari della partita (nel caso che occupa il Demanio pubblico dello Stato-Ramo Marina Mercantile) ma da ciò deriva che non può essere richiesto al contribuente di pagare per il periodo pregresso un’Imposta maggiore di quella versata in via provvisoria.

Nel caso di specie, la ricorrente ha versato in via provvisoria l’Imposta corrispondente alla Categoria che è stata poi attribuita in via definitiva, e per questo la richiesta di rimborso era priva di fondamento. Peraltro, rilevano i Giudici di legittimità, che la concessionaria di posti barca sui quali il Comune richiede il pagamento dell’Ici non è legittimata ad inoltrare la proposta di attribuzione della Categoria catastale (peraltro, la contribuente richiedeva l’accatastamento in “E/9”, mentre l’Agenzia del Territorio attribuiva correttamente ai posti barca la Categoria “D/9”), posto che tali dichiarazioni devono essere sottoscritte da uno dei soggetti che ha la titolarità di diritti reali sui beni denunciati e dal tecnico redattore degli atti grafici, mentre la concessionaria è titolare di un diritto di godimento.

Infine, correttamente, l’Amministrazione ha proceduto al classamento attribuendo ai beni la Categoria “D” in conformità alle Circolari ministeriali che avevano istituito un nuovo classamento riferito ai “posti barca in porti turistici e stabilimenti balneari”.

Source URL: https://www.entilocali-online.it/ici-quantificazione-del-tributo-per-gli-immobili-a-destinazione-speciale-non-iscritti-in-catasto/