Imposta di bollo: estratti conto e rendicontazioni dei depositi di titoli inviati dalle Tesorerie agli Enti Locali

by Redazione | 19/09/2014 11:16

Con la Risoluzione n. 84/E, l’Agenzia delle Entrate ha espresso il proprio parere in merito ad un quesito posto da un istituto bancario inerente l’applicabilità dell’Imposta di bollo su alcuni atti connessi all’espletamento delle funzioni di Servizio di Tesoreria e di cassa svolte nei confronti di Enti Locali. In particolare, la banca istante chiede se, in relazione ai rapporti di conto corrente e di deposito titoli, il Tesoriere sia tenuto ad operare il prelievo corrispondente all’importo dell’Imposta di bollo dovuta per gli estratti conto e per le comunicazioni relative a prodotti finanziari inviate all’Ente Locale, ai sensi dell’art. 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, Allegato A, al Dpr. n. 642/72. L’istante chiede di conoscere se, qualora debba ritenersi non dovuta l’Imposta di bollo sui documenti di rendicontazione sopra richiamati, sia possibile ottenere il rimborso per l’Imposta non dovuta ma già pagata negli anni precedenti e se, eventualmente, fosse possibile compensare il credito relativo in relazione all’Imposta di bollo che sarà dovuta nel 2014.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’art. 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, allegata al Dpr. n. 642/72, prevede l’applicazione dell’Imposta di bollo per gli estratti di conto corrente, i rendiconti dei libretti di risparmio e le comunicazioni relative a prodotti finanziari in genere. Per gli estratti di conto corrente e i libretti di risparmio, l’Imposta dovuta è differenziata a seconda che il cliente sia persona fisica (Euro 34,20), ovvero non lo sia (Euro 100). L’Imposta di bollo si applica alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari in misura proporzionale all’1,5‰ per il 2013 (nella misura minima di Euro 34,20 per le persone fisiche, e per gli altri soggetti nella misura massima di Euro 4.500), e del 2‰ a decorrere dal 2014 (per i soggetti diversi dalle persone fisiche, a decorrere dal 2014 la misura massima è di Euro 14.000).

L’Agenzia, richiamando quanto già affermato con le Circolari n. 48/12 e n. 15/13, ha confermato che l’Imposta di bollo di cui all’art. 13, commi 2-bis e 2-ter, si applica nel caso di rapporti intrattenuti tra un Ente gestore e la propria clientela.

L’Agenzia Entrate ha chiarito che l’art. 1, lett. a), del Dm. Mef 24 maggio 2012 definisce Ente gestore quel “soggetto che a qualsiasi titolo esercita sul territorio della Repubblica l’attività bancaria, finanziaria o assicurativa rispettivamente secondo le disposizioni del Dlgs. n. 385/93, recante il Testo unico delle leggi in materia bancaria, del Dlgs. n. 58/98, recante il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, degli artt. 8 e 21 della Legge n. 52/96, ovvero del Dlgs. n. 209/05, recante il Codice delle assicurazioni private, ivi comprese le Poste italiane Spa, che si relazioni direttamente od indirettamente con il cliente anche ai fini delle comunicazioni periodiche relative al rapporto intrattenuto e del rendiconto effettuato sotto qualsiasi forma”.

Il Servizio di Tesoreria è definito dall’art. 209 del Tuel come il ”complesso di operazioni legate alla gestione finanziaria dell’Ente Locale e finalizzate in particolare alla riscossione delle entrate, al pagamento delle spese, alla custodia di titoli e valori ed agli adempimenti connessi previsti dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti dell’Ente o da norme pattizie”. L’art. 221 del Tuel inoltre stabilisce che i titoli di proprietà dell’Ente devono essere “gestiti dal Tesoriere con versamento delle cedole nel conto di tesoreria (…). Il Regolamento di contabilità dell’Ente Locale definisce le procedure per i prelievi e per le restituzioni”.

L’Agenzia delle Entrate, alla luce del peculiare rapporto tra l’Ente Locale e il Tesoriere configurato dal Tuel, ha ritenuto che lo stesso non possa essere assimilato al rapporto che si instaura tra l’Ente gestore – che svolge attività bancaria, finanziaria o assicurativa – e la propria clientela. Pertanto, in relazione ai rapporti di conto corrente e di custodia di titoli e valori strumentali allo svolgimento del Servizio di Tesoreria di cui all’art. 209 del Dlgs. n. 267/00, non trova applicazione l’Imposta di bollo prevista dall’art. 13, commi 2-bis e 2-ter, della citata Tariffa.

Ai sensi dell’art. 93, del Tuel, l’Istituto bancario tesoriere agisce quale Agente contabile dell’Ente Locale, e la documentazione inviata dalla banca all’Ente, in virtù della Convenzione di Tesoreria, appare riconducibile e funzionale alla redazione del conto della gestione cui il Tesoriere è obbligato per legge.

Pertanto, la documentazione che viene inviata dal Tesoriere all’Ente Locale in relazione a rapporti di conto corrente e di deposito titoli, strumentali allo svolgimento del Servizio di Tesoreria, può essere ricondotta all’alveo normativo di cui all’art. 27, della Tabella allegata al Dpr. n. 642/72, che stabilisce l’esenzione, in modo assoluto, dall’Imposta di bollo, per i “conti delle gestioni degli Agenti dello Stato, delle Regioni, Province, Comuni e relative Aziende autonome; conti concernenti affari trattati nell’interesse delle dette Amministrazioni”.

Quanto alla questione inerente alla possibilità di recuperare l’Imposta di bollo non dovuta ma già pagata per le annualità 2012 e 2013, l’Agenzia ha chiarito che gli importi versati potranno essere chiesti a rimborso dalla banca istante entro il termine di decadenza di 3 anni a decorrere dal giorno in cui è stato effettuato il pagamento, ai sensi dell’art. 37 del Dpr. 26 ottobre 1972, n. 642. Non è invece possibile compensare gli stessi importi versati e non dovuti con i versamenti dell’Imposta di bollo da effettuare nel 2014.

L’art. 15, comma 6, e l’art. 15-bis, del Dpr. n. 642/72, che l’istante aveva richiamato a sostenimento della legittimità di tali compensazioni, secondo l’Agenzia delle Entrate, sono volti a disciplinare specifiche ipotesi, quali il credito risultante dalla Dichiarazione annuale e il versamento dell’acconto dell’Imposta di bollo, ipotesi nelle quali la somma versata può essere scomputata dai versamenti dell’Imposta di bollo da effettuare e, pertanto, la loro applicazione non può estendersi in via interpretativa alle fattispecie oggetto della Risoluzione in commento.

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