Imu: diramate le Faq del Mef sull’abolizione del versamento della prima e seconda rata del versamento

by Redazione | 14/12/2020 12:41

Sono state pubblicate sul sito web del Mef-Dipartimento Finanze le Faq rubricate “FAQ – Versamento e cancellazione della prima e seconda rata Imu 2020 4 dicembre 2020”.

Il Mef mira a fornire chiarimenti rispetto ai numerosi quesiti posti al Ministero in merito all’abolizione del versamento della prima e seconda rata Imu per l’anno 2020.

Faq n.1:L’entrata in vigore della Legge di conversione del Dl. n. 125 del 2020, che ha interessato Imu a ridosso della scadenza del termine per il versamento fissato al 16 dicembre 2020, è suscettibile di comportare notevoli disagi per contribuenti e intermediari. Infatti, già a partire dallo scorso 17 novembre, i Caf e i Professionisti hanno inviato o consegnato ai propri utenti i modelli di pagamento per il saldo Imu 2020, tenendo conto delle Delibere pubblicate dal Mef entro il 16 novembre 2020, sulla base dei termini di approvazione e di pubblicazione fissati dall’art. 13, comma 15-ter, del Dl. n. 201/2011, e in vigore al momento di detta predisposizione. E’ stato altresì evidenziato che molti contribuenti hanno già provveduto al pagamento dell’imposta per evitare code e assembramenti in banca o posta, anche a causa del perdurare dell’emergenza epidemiologia da Covid 19, per cui nel caso si dovessero rielaborare i calcoli a ridosso della scadenza, questa probabilità sarebbe inevitabile con evidenti ed ingiustificate conseguenze a danno dei contribuenti. E’ stato quindi chiesto un celere intervento diretto che possano considerarsi regolarmente eseguiti i pagamenti eseguiti entro il termine del 16 dicembre sulla base di quanto prevedevano i commi 762 e 767 della Legge 27 dicembre 2019, n. 60, prima dell’ultima proroga.

Risposta

Il Mef ricorda che la disposizione normativa citata nella Faq è stata pubblicata in G.U. solamente il 3 dicembre 2020. Occorre premettere che la legge n. 159 del 2020 di conversione del Dl. n. 125 del 2020 – che ha recato le novità in tema di Imu rappresentate nel quesito – è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale solo in data 3 dicembre 2020. Quindi, il Mef ritiene ammissibili i versamenti già effettuati, e che quindi non sia necessario riprogrammare tutta l’attività di emissione dei modelli di versamenti già predisposti.

Tale conclusione è avvalorata anche da un punto di vista normativo, posto che, come previsto dall’art. 1, comma 4-sexies, del Dl. n. 125/2020, “resta fermo il termine per il versamento dell’Imposta municipale propria (Imu) previsto per il 16 dicembre 2020 ai sensi dell’art. 1, comma 762, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, da effettuare sulla base degli atti pubblicati nel sito internet del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze”. Tale disposizione ha lo scopo di contemperare i diversi interessi in gioco, vale a dire da un lato l’esigenza di assicurare comunque ai Comuni il gettito del tributo alla scadenza prefissata del 16 dicembre 2020, dall’altro quella di salvaguardare l’attività già svolta dagli intermediari e dai contribuenti, in osservanza anche di quanto disposto dall’art. 3, comma 3, dello Statuto dei diritti del contribuente.

Invero, l’eventuale rata per il versamento del conguaglio è stata fissata al 28 febbraio 2021.

Quindi, il Mef conclude affermando che in ogni caso non sono dovuti sanzioni e interessi per quanto già versato anche se non in maniera integrale.

Faq n. 2.: l’art. 5 del Dl. n. 149 del 2020, stabilisce l’esenzione per le attività indicate nell’Allegato 2 ubicate nelle ‘Regioni rosse’. Si chiede di sapere come debba essere applicata questa norma con riferimento ai contribuenti che sono migrati ad una regione diversa in data successiva all’entrata in vigore del dl suddetto”.

Risposta

Il Mef ritiene che per l’esonero dalla seconda rata Imu, è sufficiente che l’immobile sia ubicato nella zona “rossa” nel periodo compreso tra l’emanazione del Dpcm. 3 novembre 2020 e la data di scadenza del versamento della seconda rata dell’Imu, indipendentemente da altri eventuali passaggi in diversa zona.

La predetta disposizione interessa i Comuni ubicati nelle Regioni di Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, Abruzzo, Campania, Provincia Autonoma di Bolzano e Toscana.

Inoltre, nell’Atto Senato A.S. 2027 del Disegno di legge di conversione del Dl. n. 154/2020 è stato riportato che l’incremento del “Fondo” istituito per l’erogazione dei ristori è stato incrementato per far fronte “all’estensione dei benefici di cui agli articoli (…) 5 del predetto Decreto-legge.

Faq n. 3:l’art. 78 del Dl. n. 104/2020, prevede che l’esenzione per Cinema, Teatri e Alberghi sia condizionata alla classificazione dell’immobile nelle Categorie catastali ‘D3’ e ‘D2’. Il successivo art. 9 del Dl. n. 137/2020, stabilisce l’esenzione delle Categorie Ateco di cui all’Allegato 1, ivi inclusi Cinema, Teatri e Alberghi, senza tuttavia porre alcuna condizione di appartenenza catastale ma facendo salvo il Dl. n. 104. Si chiede di sapere se, ai fini dell’esenzione dal saldo, per le suddette categorie sia o meno necessaria la classificazione catastale”.

Risposta:

Il Ministero ritiene che le Categorie catastali debbano essere comunque rispettate visto che l’art. 9 del Dl. n. 137/2020, prevede espressamente al comma 1 che restano ferme le disposizioni di cui all’art. 78 del Dl. n. 104/2020.

Pertanto, la successiva identificazione delle attività effettuata tramite i codici Ateco risulta ininfluente ai fini dell’applicabilità del beneficio fiscale previsto per gli immobili classificati nelle Categorie catastali “D/2” e “D/3”.

Faq n. 4:ai sensi dell’art. 78 del Dl. n. 104/2020, sono esenti le attività di bed & breakfast e di case vacanze che possono essere gestite anche in forma non imprenditoriale. Si chiede pertanto se a tali fini sono esenti anche i soggetti che svolgono tali attività senza organizzazione d’impresa”.

Risposta:

Per godere del beneficio fiscale relativo all’abolizione della prima e della seconda rata dell’Imu, l’attività svolta negli immobili deve essere esercitata in forma imprenditoriale da parte dei soggetti passivi dell’Imu.

Il Ministero perviene a tale conclusione sulla base della Nota metodologica che fa parte integrante del Decreto MinInterno 22 luglio 2020, n. 2, relativo alla ripartizione del “Fondo” di cui all’art. 177, del Dl. n. 34/202020, all’interno del quale è stato specificato che “per gli immobili delle altre categorie di attività indicate dal comma 1, lett. b), del medesimo art. 177 sono stati considerati i versamenti Imu/Tasi, distinti per comune, relativi all’anno di imputazione 2018, e riferibili ai soggetti di cui ai Codici Ateco che identificano le predette attività. Per queste categorie di immobili il requisito della gestione dell’attività esercitata in forma imprenditoriale da parte del proprietario si considera soddisfatto identificando i versamenti Imu dei soggetti che esercitano almeno una delle attività ivi indicate, come desumibile dai Codici Ateco”.

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