Incentivi per funzioni tecniche: non sono erogabili per la figura del Direttore dell’esecuzione nel caso in cui coincida con il Rup

by Redazione | 06/12/2019 15:13

Nella Delibera n. 301 dell’11 ottobre 2019 della Corte dei conti Veneto, Comune chiede un parere in merito alla corretta applicazione della norma sugli incentivi per funzioni tecniche per appalti relativi a servizi e forniture (art. 113 del Dlgs. n. 50/2016).

Nel dettaglio, l’Ente in questione chiede se le procedure di affidamento diretto (la consultazione degli operatori previa richiesta di manifestazione d’interesse o la richiesta diretta di 2 o più preventivi) configurino una “procedura comparativa” e quindi possano, nel rispetto dell’autonomia regolamentare dell’Ente, costituire presupposto per la costituzione del “Fondo” di cui all’art. 113, comma 2, del Dlgs. n. 50/2016. Inoltre, l’Ente chiede se, in caso di coincidenza delle funzioni di Rup e di Direttore dell’esecuzione, indipendentemente dalla presenza di un formale atto di nomina del Rup quale Direttore dell’esecuzione, possano essere accantonate le relative risorse e si possa procedere quindi alla distribuzione dell’incentivo.

La Sezione risponde in modo negativo a tutti e 2 i quesiti. Nella specie, in riferimento al primo quesito, afferma che, in mancanza di una procedura di gara, l’art. 113, comma 2, del Dlgs. n. 50/2016, non prevede l’accantonamento delle risorse e, conseguentemente, la relativa distribuzione. Le predette circostanze, all’evidenza, non ricorrono per i casi in cui il “Codice” prevede la possibilità di affidamento diretto e, pertanto, in tal caso mancano i presupposti normativi legittimanti l’erogazione degli incentivi. Per quanto riguarda il secondo quesito, la Sezione ricorda che l’Anac, con le Linee-guida n. 3/2016, ha ribadito che, ai fini dell’applicabilità degli incentivi, soltanto per gli appalti di forniture e servizi superiori ad Euro 500.000 ovvero di particolare complessità deve essere nominato Direttore dell’esecuzione un soggetto autonomo e diverso dal Rup. La disciplina sugli incentivi non può trovare applicazione in tutti i casi in cui la legge non prevede la figura disgiunta del Direttore dell’esecuzione rispetto a quella del Rup. Dunque, la Sezione esclude l’incentivabilità di funzioni o attività diverse da quelle considerate dall’art. 113, comma 2, del Dlgs. n. 50/2016. Ciò al fine di evitare un ingiustificato ampliamento dei soggetti beneficiari dell’incentivo stesso, con il ragionevole rischio di elusione del limite espressamente posto dall’art. 113, comma 2.

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